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Domenica 22 Aprile 2018 - Aggiornato alle 15:33
SCICLI - 21/08/2012
Attualità - E-mail firmata in redazione che denuncia un gravissimo caso su cui far luce

Farmacia di turno a Scicli rifiuta servizio ad utente

Il lettore specifica anche il nome della farmacia, il cui titolare si sarebbe comportato in questo inqualificabile modo, e che omettiamo in questo articolo per ovvie ragioni di privacy

Farmacia di turno di Scicli rifiuta il servizio ad un utente. Il presunto quanto gravissimo episodio si sarebbe verificato lo scorso 19 agosto, come denunciato dalla vittima dell’accaduto con una e-mail (firmata) giunta alla nostra redazione. Il lettore specifica anche il nome della farmacia, il cui titolare si sarebbe comportato in questo inqualificabile modo, e che omettiamo in questo articolo per ovvie ragioni di privacy.

Sarebbe però opportuno, nel caso l’episodio fosse confermato così come esposto dal lettore nella lettera che riportiamo di seguito, che l’ordine dei farmacisti e le autorità competenti intervenissero in proposito, non fosse altro che per fare chiarezza e rassicurare quei cittadini che potrebbero incorrere nella medesima disavventura occorsa al lettore, per via di presunti atteggiamenti poco ortodossi di una, per fortuna, minuta schiera di «professionisti». Ecco la lettera.

«Il 19 agosto 2012, alle 2 di notte, la mia compagna si è sentita male, manifestando spossatezza, vomito e qualche linea di febbre. Essendo in vacanza e non avendo con me medicinali, mi sono recato alla farmacia di Donnalucata, che non esponeva alcuna pianificazione dei turni. Deluso ma fiducioso raggiungo Scicli, laddove l´infermiere di turno alla guardia medica (secondo me a ragione) mi dice di non poter intervenire per casi del genere, ma di andare alla farmacia di turno. Dopo svariati giri, scopro che la farmacia di turno è la Farmacia ******* sita in via *******, a Scicli.

Farmacia che al mio arrivo si presenta chiusa; e come se non bastasse il medico e (presumo) proprietario mi risponde, testuali parole, che non avrebbe aperto né sarebbe sceso perché senza prescrizione medica lui non poteva fare nulla, nonché che dovevo recarmi all´ospedale perché il mio non era un caso urgente. Tali valutazioni sono state ovviamente fatte al citofono, senza nulla chiedere né sapere circa le condizioni della mia compagna, con un comportamento inqualificabile sia dal punto di vista etico che deontologico.

Non contento della risposta ricevuta ho contattato il 118 e l´operatrice numero 28 mi ha confermato l´assurdità delle affermazioni del medico, proponendomi di inviarmi un´ambulanza o di andare in ospedale.

Come dire che per un banale problema risolvibile con un generico medicinale, si debba sostenere una spesa di 200/300 euro a carico dei contribuenti. Non è assurdo?

Alla fine ho dovuto litigare con il farmacista di turno per ottenere un suo intervento, arrivato solo perché lo informavo che avrei proceduto a denuncia nei suoi confronti nel caso in cui non avesse aperto la farmacia. Tutto ciò per ottenere una semplice scatoletta di «Plasil», che a suo dire il farmacista mi stava dando a titolo di cortesia. Devo concludere quindi che il cittadino, da queste parti, sia abbandonato a se stesso, proprio nel momento del bisogno. Devo concludere quindi che il turista generico abbia l´ennesimo motivo per non ritornare nel ragusano ed a Scicli.

Mi auguro che questa mail, inviata all´ordine dei farmacisti nazionale e provinciale, nonché alle maggiori testate giornalistiche locali, trovi un positivo riscontro, per evitare che si ripetano casi del genere e che si gravi sulle casse dello Stato inviando ambulanze a cittadini che non ne hanno bisogno, o costringendo gli stessi ad andare in ospedale anche per casi assolutamente banali, per i quali basterebbe l´´ausilio (senza travalicare obblighi e competenze) del farmacista.

Lettera firmata