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Domenica 25 Febbraio 2018 - Aggiornato alle 0:06
SANTA CROCE CAMERINA - 23/06/2011
Attualità - La denuncia dell’associazione ambientalista

Caucana spiaggia dimenticata secondo "Fare ambiente"

Mandarà: "Dopo svariate segnalazioni, siamo andati a visionare il sito più volte denunciato"

Caucana, spiaggia dimenticata. E’ quanto denuncia il presidente di «Fare ambiente» Salvatore Mandarà che, scrive in un comunicato, «dopo svariate segnalazioni, siamo andati a visionare il sito più volte denunciato. Gli abitanti della zona amano definirlo «l’effetto collaterale della fortuna di Montalbano», mentre le spiagge di Punta Secca sono le prime ad essere pulite e messe a nuovo grazie alla fortuna che gli ha conferito il famoso commissario, la zona di Caucana pare lasciata ad un’infausta disgrazia.

Passeggiando su quel che rimane del ripascimento attuato qualche tempo fa notiamo subito le preoccupanti condizioni nelle quali versa il litorale meno famoso. Resti del muro di contenimento che facilitava l’ingresso in spiaggia ai camion che trasportavano il materiale adatto al ripascimento sono rimasti dispersi qua e la a mo’ di sbadato presagio. Pare che una quindicina di giorni addietro sia stata attuata la pulizia della spiaggia ma, detriti e resti di canneto, sono stati semplicemente spostati in un angolo meno visibile.

Copertoni, bottiglie di plastica e tubi neri affiorano dalla sabbia regalando uno spiacevole disagio a chi ama frequentare questo tratto di costa. «Ci sentiamo abbandonati - dicono dei villeggianti del luogo - è pericoloso anche portare i bambini in spiaggia, godersi una giornata di sole a Caucana». Il sito nelle ore serali – continua nella sua denuncia Mandarà è totalmente privo di illuminazione.

Non ci sono servizi per i bagnanti, niente docce, assenza di un chiosco ristoro – pare che non sia stata riconfermata l’autorizzazione al chioschetto presente nella zona qualche tempo fa - «Invitiamo il commissario Montalbano a fare un tuffo qui nel mare di Caucana, o a prendere il sole tra i detriti che adornano in malo modo questo stupendo litorale.

E’ si giusto badare alle richieste del mercato del turismo apportando dei sensibili miglioramenti alle nostre strutture e a tutto quello che le nostre zone possono offrire, ma è ancora più importante prendersi cura degli autoctoni, di chi questa terra l’ ha vissuta e amata portandola nel cuore, portandoci anche i figli a goderne. Lo stato di abbandono di questa magnifica costa è davvero ingiusto, non deve sussistere nessun scompenso di attenzioni tra una fascia costiera ed un’altra.»