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Mercoledì 22 Febbraio 2017 - Aggiornato alle 22:42 - Lettori online 836
RAGUSA - 23/05/2010
Attualità - Ragusa: il vice presidente dell’antimafia sul 18° anniversario della strage di Capaci

Granata:"Ricordiamo Falcone e Borsellino con coerenza"

Dal punto di vista delle azioni politiche e degli atti legislativi Foto Corrierediragusa.it

«Il 18° anniversario della strage di Capaci e del sacrificio di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e degli uomini della scorta, rappresenta un tassello fondante ed irremovibile della memoria storica condivisa dal popolo italiano nel difficile percorso di riaffermazione della legalità repubblicana. Falcone ha rappresentato una certa idea della magistratura, avanzata ed attenta, equilibrata, ma impalcabile nell’affermazione dell’autorità dello stato e della difesa del bene comune».

Lo ha detto l’on.Fabio Granata ,V.Presidente della Commissione Nazionale Antimafia, il quale aggiunge:

«Nel suo nome, in quello di Paolo Borsellino e di tutti i caduti nel contrasto alle mafie, è nata una Sicilia diversa, attenta ai valori della legalità e della dignità civile».

«Per questo, oggi, l’unico modo per ricordarlo , fuori dalla retorica delle commemorazioni,- ha proseguito Granata- è rappresentato da un forte richiamo alla coerenza delle azioni politiche e degli atti legislativi. Per questo, al di là di ogni polemica contingente e legata alla cronaca politica spicciola, serve un grande sforzo che non renda vana l’azione meritoria portata avanti dal Governo in questo delicatissimo settore, non spuntando le armi indispensabili ai magistrati delle intercettazioni telefoniche ed ambientali «.

«La ricerca di un difficile equilibrio - aggiunge Granata- tra sacrosanto diritto alla privacy, riservatezza delle indagini ed efficacia delle stesse, non può che avere un canale diverso nelle indagini e nei processi di mafia attraverso la salvaguardia piena e totale di strumenti indispensabili all’accertamento della verità».

«Questa disciplina deve riguardare anche i molti reati spia o «collegati» dei quali molto spesso in questi anni si è risaliti alle organizzazioni mafiose».

«Le nuove indagini sull’Addaura e il coinvolgimento di settori deviati dello Stato lasciano sgomenti».

«Per questo - conclude Granata - su verità e giustizia l’Italia del 2010 deve ricordare, senza se e senza ma, Giovanni Falcone (da dx nella foto con Paolo Borsellino)».