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Giovedì 13 Dicembre 2018 - Aggiornato alle 17:36
RAGUSA - 02/12/2018
Attualità - Lo spartiacque tra Stato e Lavoro

I fatti di Avola 50 anni fa: la morte del modicano Angelo Sigona

La lotta iniziò il 24 novembre 1968 Foto Corrierediragusa.it

"Il 50° anniversario dei fatti di Avola rappresenta una ricorrenza importante per tutta la Sicilia, soprattutto per le aree agricole, perché quei fatti testimoniano due elementi essenziali della nostra storia lunga più di un secolo e mezzo: il ruolo e la determinazione delle lotte bracciantili, e il tratto reazionario della borghesia agraria": lo dichiara il segretario generale della Cgil Giuseppe Scifo, rievocando quei drammatici eventi. "Avola è stata l’esempio più importante a livello contemporaneo - prosegue la nota del sindacato - ma vi erano state alcune importanti tappe di lotte bracciantili già con i fasci intorno al 1891-94 contro la proprietà terriera siciliana, sia contro lo Stato che appoggiava apertamente la classe benestante in una Sicilia molto arretrata dove dominava ancora il feudalesimo e dove l’Unità d´Italia, d´altro canto, non aveva portato i benefici sociali sperati. Seguirono poi le lotte per l’imponibile di manodopera e per la Riforma Agraria.

La lotta intrapresa dai braccianti ad Avola iniziò il 24 novembre 1968, e rivendicava l´aumento della paga giornaliera, l´eliminazione delle differenze salariali e di orario fra le due zone nelle quali era divisa la provincia, l´introduzione di una normativa atta a garantire il rispetto dei contratti e l´avvio delle commissioni paritetiche di controllo del collocamento della manodopera che allora avveniva nelle piazze, anche e soprattutto attraverso l’intermediazione di caporali.

Dopo qualche giorno dai tragici fatti, Sergio Zavoli per Tv7 fece un approfondimento in cui intervistò i lavoratori e anche i datori di lavoro.
Tra questi anche un grande proprietario terriero il quale affermò che per loro era conveniente rivolgersi ai caporali per avere la garanzia di arruolare manodopera gradita all’azienda.

I proprietari rifiutarono ogni trattativa soprattutto per «principio» affermando la propria posizione di potere rispetto ai braccianti e alle loro organizzazioni, sperando nel graduale arretramento della mobilitazione, anche grazie all’aiuto della repressione da parte delle forze dell’ordine. La risposta fu invece di grande determinazione attraverso la proclamazione dello sciopero generale iniziato nella notte con alcuni blocchi stradali. Parteciparono tutti i lavoratori e tutta la cittadinanza. Poi intorno alle ore 14 fu dato ordine al reparto celere di attaccare con i gas lacrimogeni. Ci furono scontri e lancio di sassi contro le forze dell´ordine che risposero aprendo il fuoco. Restarono a terra, uccisi, Giuseppe Scibilia e Angelo Sigona, quest´ultimo giovane bracciante originario di Frigintini, una cinquantina i feriti di cui alcuni molto gravi.

La figura di Angelo Sigona rappresenta un altro elemento di legame della provincia di Ragusa ai fatti di Avola. Quest’anno (2019) ricorre il 10° anniversario dell’intitolazione della Camera del Lavoro di Frigintini ad Angelo Sigona. Ma altri elementi ci legano a quei fatti - aggiunge Scifo - il ruolo ed il protagonismo del movimento bracciantile e contadino nel dopo guerra a partire dalle battaglie per l’imponibile di manodopera, la battaglia dei mezzadri a Vittoria tra la fine degli anni 50 e gli inizi del anni 60 per il contratto di compartecipazione. Ma quello che ci lega in maniera forte a quelle vicende è l’attualità di quella protesta, anche se nel contempo il mondo è radicalmente cambiato.

La lotta di quella giornata ad Avola rivendicava l´eliminazione delle "gabbie salariali", quindi il sottosalario e l’eliminazione del "caporalato" proponendo il collocamento pubblico della manodopera agricola. La lotta sotto questi due aspetti è ritornata tragicamente attuale, anche se il fronte bracciantile composto da lavoratori e lavoratrici provenienti dalle diverse «periferie del mondo» insieme agli italiani deve riconquistare un ruolo di maggiore forza nella rivendicazione dei diritti. Tutto è cambiato rispetto a quell’epoca ma lo sfruttamento di ritorno sembra indicare un’immutabile condizione del lavoro. Per questo è importante celebrare ogni anno la ricorrenza dei fatti di Avola per mantenere attiva la memoria e l’insegnamento di tanti uomini e donne che hanno ottenuto conquiste pagando con la vita, il carcere e le persecuzioni.

Oggi il movimento sindacale non può che ripartire dalla propria storia per riconsegnare a tutti i lavoratori la prospettiva reale di un vero cambiamento. Nel 2016 abbiamo ottenuto la Legge contro il Caporalato e lo sfruttamento, votata quasi ad unanimità dal Parlamento. Nessun regalo ci è stato concesso e per conquistarla ci sono voluti anni di lotte, soprattutto al Sud, e la vita di braccianti donne e uomini morti per sfruttamento. La Cgil di Ragusa - conclude la nota - insieme ai familiari di Angelo Sigona parteciperà il 2 dicembre alle manifestazioni che si terranno ad Avola per il 50° anniversario, dove sarà presente fra gli altri Ivana Galli segretaria generale nazionale della Flai Cgil".