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Venerdì 19 Ottobre 2018 - Aggiornato alle 18:25
RAGUSA - 31/07/2018
Attualità - La denuncia del consigliere comunale

Sono circa 5.000 i ragusani che non pagano la Tari secondo il Pd

Ci sono 10 milioni da recuperare e e altri 10 di ulteriori possibili introiti Foto Corrierediragusa.it

Evasori totali: sono circa 5.000 i cittadini che non pagano la Tari. Il numero di chi non paga potrebbe crescere nei prossimi mesi man mano che gli uffici comunali scorrono i ruoli. Il primo dato è significativo anche se non tutti e 5.000, considerando nel dettaglio i non residenti e i trasferiti, sono evasori totali. Per l’amministrazione comunale, alle prese con i problemi derivanti da una raccolta differenziata non ancora vicina alla quota utile per evitare di trasferire rifiuti all’estero, la soglia è almeno del 30%, si tratta di introiti che faranno bene alla cassa e soprattutto potrebbero contribuire ad abbassare la Tari per tutti gli altri cittadini.

Il consigliere comunale del Pd Mario d’Asta ha fatto già un po’ di conti e calcola che ci sono 10 milioni da recuperare e e altri 10 di ulteriori possibili introiti. Dice il consigliere Pd: «Ciò consentirebbe una riduzione drastica della Tari oltre che una adesione consequenziale alla raccolta differenziata. Accanto a questo si aggiunge la necessità di prevedere una serie di misure destinate a contenere, il più possibile, il fenomeno di chi si sente autorizzato a conferire i sacchetti dell’indifferenziata agli angoli delle strade, in centro storico, o in discariche improvvisate nelle zone periferiche. «Tutto questo, naturalmente, non può andare – continua D’Asta – e dopo la fase di sensibilizzazione ed informazione, oltre che la tolleranza necessaria dovuta alla complessa fase di applicazione, ma anche dopo la fase di ascolto in cui, «in corsa», possono e devono aggiustarsi alcuni elementi della raccolta, è necessario individuare sistemi in grado di tutelare i cittadini che eseguono la differenziata in maniera corretta oltre che l’ambiente e il decoro di Ragusa».

Il sistema di raccolta non è stato infatti ancora metabolizzato da tutti i cittadini come testimoniano i cumuli ed i sacchetti di spazzatura che fanno capolino sulle strade. In particolare le zone rurali e quelle periferiche dove cassonetti e contenitori sono più radi e quindi più lontani dalle case. Mario D’Asta suggerisce, a tal proposito, che venga istituito un numero telefonico dedicato per segnalare il vicino di casa scorretto che getta i rifiuti fuori orario o che non rispetta il calendario della raccolta differenziata. Anche l’amministrazione intende perseguire a sei mesi dall’avvio del nuovo sistema una linea dura cominciando a comminare sanzioni nei confronti di chi trasgredisce e non rispetta le regole. Lo stesso sindaco Peppe Cassì ha manifestato questa sua volontà in consiglio comunale.