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Lunedì 24 Settembre 2018 - Aggiornato alle 15:48
RAGUSA - 24/06/2018
Attualità - Il vertice in prefettura per la stagione estiva: plauso di Confcommercio

Gli chalet non sono discoteche: stop alla "movida itinerante" iblea

Nelle ordinanze dei sindaci inoltre bisognerà prevedere il divieto di somministrazione di bevande in contenitori di vetro Foto Corrierediragusa.it

Gli stabilimenti balneari non sono discoteche e possono svolgere solo intrattenimento musicale. Il messaggio lanciato a conclusione della riunione in Prefettura è chiaro e tende a mettere ordine nelle notti della «movida» che nel periodo estivo da un lato è occasione di svago e di piacere per il popolo della notte e dall’altro diventa incubo per i residenti soprattutto nelle località balneari. Gli stabilimenti balneari, recita il comunicato della Prefettura, possono dunque svolgere «attività complementari annesse alla balneazione o alla diretta fruizione del mare» con tutte le limitazioni del caso e nello specifico degli orari e della quantità di decibel emessi. La materia negli anni è stata dibattuta ed oggetto di vivace confronto anche duro tra associazioni di categoria e autorità di Polizia ma la riunione del Comitato Pronviciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, presieduto dal prefetto Filippina Cocuzza, è servito a sgombrare il campo da possibili equivoci anche perchè le associazioni di categoria hanno accolto con favore le direttive e si sono dette pronte a collaborare perché il settore dell’intrattenimento sia regolamentato.

Alla luce delle direttive scaturite dalla riunione saranno ora i sindaci a firmare le ordinanze relative fissando gli orari dell’apertura dei locali in modo uniforme per tutto il territorio ibleo in modo da evitare trasmigrazioni da una località all’altra grazie al prolungamento degli orari nei vari siti. Il Prefetto ha anche «raccomandato» ai sindaci di prevedere per tutte le manifestazioni in luogo pubblico, anche per quelle non soggette ad autorizzazione, il piano di impiego di un adeguato numero di operatori appositamente formati, con compiti di accoglienza, instradamento, regolamentazione dei flussi anche in caso di evacuazione, osservazione ed assistenza del pubblico nonché un piano per le emergenze ed urgenze sanitarie con l’individuazione di aree e punti di pronto intervento informandone preventivamente le autorità di polizia.

Nelle ordinanze dei sindaci inoltre bisognerà prevedere il divieto di somministrazione di bevande in contenitori di vetro e soprattutto provvedimenti che evitino situazioni di degrado del territorio o di pregiudizio del decoro e della vivibilità urbana e per tutelare la tranquillità e il riposo dei residenti.

Da parte sua il presidente di Confcommercio Gianluca Manenti, ha inteso fermare sul nascere ogni polemica anche all’interno delle associazioni esprimendo apprezzamento per il lavoro e la competenza della Prefettura ed ha «redarguito» alcuni titolari di chalet che «si preoccupano solo di gettare fango senza prima avere verificato quali sono le ratio di alcune decisioni, soggetti che minacciano di ricorrere al Tribunale amministrativo regionale solo con l’intento di screditare scelte che, invece, sono state assunte all’unanimità, alla presenza di tutti i soggetti titolati a potersi esprimere in questa direzione».

Dice ancora il presidente Manenti per sgombrare il campo da ogni dubbio: «Non è vero che ci sono divieti per il ballo negli chalet. O meglio, i divieti permangono per quelle strutture che non si sono attrezzate con la Questura e che non dispongono della relativa licenza. Chi, invece, ha operato in questa direzione, rispettando le normative vigenti, non avrà alcun tipo di difficoltà. Lasciamo stare, invece, gli appelli che arrivano agli associati a dimettersi da Confcommercio e dalla Sib da parte di un soggetto che ha ricoperto ruoli da dirigente in tutte le associazioni di categoria presenti nella nostra provincia con risultati che, purtroppo per lui, sono sotto gli occhi di tutti».