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Giovedì 21 Giugno 2018 - Aggiornato alle 10:14
RAGUSA - 31/05/2018
Attualità - Il rapporto dell’Osservatorio Turistico regionale

Nel Ragusano aumentano i turisti che però pernottano di meno

Il dato è comunque generalizzato a causa di un turismo sempre più mordi e fuggi Foto Corrierediragusa.it

Ragusa cresce su tutti ma non è tutto oro quello che luccica. Il rapporto dell’Osservatorio Turistico regionale che mette a raffronto i flussi turistici nelle nove province siciliane negli anni 2016 e 2017 dice che gli Iblei sono il territorio più attrattivo per italiani e stranieri, che Palermo resta la meta più ambita, seguita da Catania e Messina, trainata da Taormina e le Eolie. Ragusa fa segnare un +18,8 per cento di crescita perché passa dai 200 mila visitatori a 260 mila. Questo dato tuttavia si riferisce alle presenze (il numero di clienti, italiani e stranieri, ospitati negli esercizi ricettivi nel periodo considerato) ma le presenze turistiche (il numero delle notti trascorse dai clienti negli esercizi ricettivi) diminuisce. I numeri sono esemplificativi in questo senso perché il 18.8 per cento degli arrivi, infatti, è di molto controbilanciato dal -25,9 per cento delle presenze turistiche. Nel 2018 furono un milione 263 mila turisti a restare più a lungo in provincia mentre nel 2017 si scende 935.830. Andando ancora di più in profondità si vede che le presenze sono state pressochè invariate per gli italiani, appena il 2 per cento in meno, mentre il calo netto è degli stranieri con un -42 per cento.

La permanenza media in albergo o in altri esercizi ricettivi è di 3,6 contro i 5,8 del 2016. Insomma nel Ragusano il turista resta a pernottare per 3 giorni o poco più e poi si dirige verso altre zone. E’ una tendenza segnalata da molti operatori, albergatori e tecnici che fotografa una realtà iblea dove si tende a rimanere sempre meno perché nel ragusano si va per puntate di una giornata o poco più. Il territorio non riesce ad intercettare a lungo flussi comunque importanti e gli attori di questo scenario dovrebbero cominciare a porsi serie domande sul come far restare i turisti in zona.

Il dato è comunque generalizzato a causa di un turismo sempre più mordi e fuggi che deve fare i conti con meno soldi in tasca ed una voglia crescente di vedere di più in meno tempo possibile. I dati sulle strutture alberghiere parlano poi di pochi investimenti nel settore perché solo un albergo a 4 stelle è entrato in attività nel 2017 portando il totale a 45 strutture e gli alberghi a 5 stelle, utili per attrarre un turismo più ricco ed esclusivo restano appena 3. Crescita esponenziale, invece, per le strutture extralberghiere (B-B,case vacanze) con quasi 8 per cento ma il boom è quello degli agriturismo, +47 per cento, e soprattutto da quel fenomeno tutto nuovo degli alloggi in affitto (Airbnb) con una crescita del 24 per cento.