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Mercoledì 18 Ottobre 2017 - Aggiornato alle 20:03 - Lettori online 750
RAGUSA - 06/08/2017
Attualità - L’esito delle rilevazioni condotte da Goletta Verde su 25 punti

Estate 2017: mare ibleo promosso a pieni voti

Il prelievo effettuato alla foce del torrente Modica-Scicli presentano valori nella norma Foto Corrierediragusa.it

Mare siciliano in cattiva salute ma il litorale ibleo è promosso. Insomma, per combattere il caldo record di questo agosto "infernale" che ha raggiunto la terrificante temperatura di 47 gradi al sole, ci si può tranquillamente immergere nelle acque sicure del nostro litorale. Le rilevazioni condotte da Goletta Verde su 25 punti lungo la costa siciliana nella prima settimana del mese rilevano che ben 17 zone critiche, soprattutto nel Palermitano e Catanese, perchè hanno cariche batteriche elevate. Il prelievo effettuato alla foce del torrente Modica-Scicli presentano invece valori nella norma. E’ vero, tuttavia, che al di là del rapporto di Goletta verde, il rapporto del Dasoe (Dipartimento Attività Sanitarie ed Osservatorio Epidemiologico), basato sui dati forniti dai Laboratori di Sanità Pubblica presso le Asp delle nove province siciliane, avevano evidenziato che le zone non balneabili nel ragusano perché inquinate sono poco più di 500 metri alla foce del fiume Dirillo (200 metri), e della foce del fiume Ippari per un totale di 350 metri nei territori di Ragusa e Vittoria. Le altre zone interdette alla balneazione, secondo il rapporto, sono in prossimità dei porti di Marina di Ragusa, Scoglitti, Donnalucata e Pozzallo. Ragusa emerge tra tutte le province siciliane sia per Goletta verde sia per il Dasoe la costa meno inquinata dell’isola.

Dice Serena Carpentieri, responsabile Campagne di Legambiente, a commento delle rilevazioni di Goletta verde: «Anche quest’anno registriamo dati tutt’altro che positivi lungo le coste siciliane-. Anche se il nostro monitoraggio non vuole sostituirsi ai controlli ufficiali è nostro dovere evidenziare per l’ennesima volta le criticità ancora presenti nei sistemi depurativi di questa regione. Un problema, quello della cattiva depurazione che affligge purtroppo tantissime zone dell’Italia, visto che nel nostro Paese circa il 25% delle acque di fognatura viene scaricato in mare, nei laghi e nei fiumi senza essere opportunamente depurato, nonostante siano passati oltre dieci anni dal termine ultimo che l’Unione Europea ci aveva imposto per mettere a norma i sistemi fognari e depurativi».

Altro problema della costa siciliana è lo stato delle spiagge perché su 25 punti monitorati solo due risultano pulite e senza rifiuti. Sulla sabbia si trova di tutto. A cominciare da cicche di sigarette, bicchieri e piatti di plastica. Non manca il vetro, la carta e rifiuti vari derivanti da libagioni e spuntini. I resti, spesso e volentieri restano sugli arenili anche perchè non tutte le amministrazioni comunali provvedono ad organizzare punti di raccolta dei rifiuti. I cestini sono rari e spesso distanti dai luoghi più frequentati così come è vero che gli «utenti» della spiaggia» non si fanno soverchi problemi per mantenerla in uno stato decoroso. Legambiente ha anche redatto il dossier « dossier Mare Monstrum 2017 sul mare illegale basato sul lavoro delle Forze dell’ordine e delle Capitanerie di porto: la Sicilia con 2041 infrazioni accertate (il 13% a livello nazionale), 2269 persone denunciate e arrestate e 380 sequestri effettuati si piazza al secondo posto nella classifica italiana del mare illegale, dietro soltanto alla Campania. In pratica 5,5 reati accertati al giorno e 1,4 infrazioni per ogni chilometro di costa.

Tra le tipologie di reato spiccano quelli legati alla pesca di frodo che vede la Sicilia al primo posto in Italia con 975 infrazioni accertate, 980 persone denunciate. Su questo fronte sono stati 67.446 kg i prodotti ittici finiti sotto sequestro, tra prodotti catturati senza licenza, sottomisura o in periodi di fermo pesca, prodotti spacciati per freschi quando freschi non sono, o conservati in condizioni igieniche pessime.A seguire i reati legati alle violazioni al codice della navigazione e anche in questo caso la Sicilia è in testa alla classifica nazionale (nel 2016 sono stati 443 i reati accertati dalle forze dell’ordine e dalle Capitanerie di porto, che hanno portato alla denuncia di 446 persone); quelli legati all’insufficiente depurazione e agli scarichi inquinanti (412 le infrazioni accertate, con 628 denunce e 173 sequestri effettuati). Infine i reati legati al ciclo del cemento lungo la costa: sono stati 211 i reati accertati, con 215 persone denunciate e 56 sequestri effettuati lo scorso anno.