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Domenica 20 Agosto 2017 - Aggiornato alle 11:02 - Lettori online 671
RAGUSA - 25/07/2017
Attualità - Si possono solo pagare stipendi e le rate dei mutui contratti

Libero Consorzio a secco, non si può approvare il bilancio

Il prelievo forzoso dello Stato è di 17 milioni e 260 mila euro che costituisce il 40% della spesa dell’Ente Foto Corrierediragusa.it

E’ di quasi 14 milioni di euro lo squilibrio di parte corrente del Libero Consorzio Comunale di Ragusa alle prese, così come le altre ex province siciliane, con una drammatica e pesante situazione finanziaria. Lo squilibrio tiene conto dei fabbisogni essenziali ed obbligatori. Tra questi il pagamento degli stipendi ai dipendenti per i quali necessitano 13 milioni 371 mila euro. A questi si aggiunge la spesa per gli oneri di ammortamento dei mutui per due milioni 738 mila euro e l’onere finanziario indispensabile per assicurare il funzionamento degli Istituti Scolastici di secondo grado che ammonta ad un milione e mezzo e le spese minime necessarie per le opere di manutenzione ordinaria della rete viaria provinciale comprese le spese per illuminazione pubblica che ammontano complessivamente a 700 mila euro. Una ‘fotografia’ dello stato finanziario dell’Ente che è stato rappresentato all’Assessorato Regionale alle Autonomie Locali e all’Assessorato Regionale all’Economia in vista dei prossimi due appuntamenti istituzionali a Palermo: il 27 incontro dei commissari straordinari delle ex province col presidente della Regione siciliana Rosario crocetta e il 1 agosto la Conferenza Regione-Autonomie Locali per definire il riparto finanziario per i Liberi Consorzi Comunali e le Città Metropolitane.

Il forte squilibrio di parte corrente (per la precisione è di 13.917.434,80 euro),non consente l’approvazione del bilancio di previsione 2017 e dei documenti finanziari connessi per il corrente esercizio finanziario.
«Abbiamo già relazionato alla Corte dei Conti – dice il Commissario straordinario Dario Cartabellotta (foto) – la situazione finanziaria dell’Ente e proprio la sezione siciliana della Corte dei Conti con una propria indagine ha certificato l’enorme difficoltà di gestione dell’Ente a causa della indisponibilità delle risorse minime per assicurare lo svolgimento dell’attività istituzionale a cui questo Ente è preposto. Il Governo regionale è consapevole dello stato di difficoltà delle ex Province e bisogna individuare un percorso per annullare questo forte squilibrio dettato dal prelievo forzoso dello Stato che per quanto riguarda Ragusa è di 17 milioni e 260 mila euro e che costituisce il 40% della spesa corrente dell’Ente».