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Mercoledì 13 Dicembre 2017 - Aggiornato alle 23:19 - Lettori online 465
RAGUSA - 03/07/2017
Attualità - La vicenda della mancata apertura del Nor con tanto di inchiesta

Situazione sanità iblea: il sindaco di Ragusa scrive al ministro Lorenzin, al governatore Crocetta e ad assessore Gucciardi

Intanto i primi servizi sanitari essenziali sono già di nuovo operativi al Civile e al Paternò Arezzo Foto Corrierediragusa.it

«Quali provvedimenti saranno adottati per superare l’attuale situazione di sofferenza del sistema sanitario provinciale di Ragusa e per consentire un rapido ripristino della funzionalità delle strutture presenti nella Città di Ragusa. E poi ancora le gravi carenze organizzative dell’attuale Direzione Generale dell´Asp 7, che appare confusa e priva delle più elementari competenze tecnico-organizzative, richiedono un intervento urgente al fine di scongiurare rischi per l’igiene e la salute pubblica». Questo è quanto si legge nella nota che il sindaco di Ragusa Federico Piccitto (foto) ha inviato al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, al Presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta e all´Assessore Regionale alla Salute Baldo Gucciardi. Il primo cittadino di Ragusa ha quindi voluto informare il governo centrale e quello regionale in merito alle problematiche che hanno impedito l´apertura del nuovo ospedale «Giovanni Paolo II» e agli effetti prodotti sull’intero sistema sanitario provinciale di Ragusa.

«Le decisioni assunte dalla Direzione Generale dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Ragusa - scrive nella lunga nota il sindaco Federico Piccitto - hanno determinato profondi stravolgimenti nel funzionamento degli ospedali del capoluogo, che rischiano di pregiudicare la qualità complessiva delle prestazioni sanitarie dedicate all’utenza e il mantenimento di adeguati livelli di assistenza». Il Sindaco spiega nel dettaglio quello che è avvenuto nelle ultime settimane, fino alla decisione della Direzione Generale del 30 giugno di ripristinare i vecchi ospedali «Maria Paternò Arezzo» e «Civile». Piccitto passa in rassegna le rassicurazioni e gli impegni, a suo avviso costantemente disattesi dalla Direzione Generale sui tempi di presentazione della documentazione amministrativa necessaria per il trasferimento.

Infine il sindaco fa il punto della situazione attuale, alla luce del dietrofront annunciato dalla Direzione Generale. «Nel corso di un sopralluogo effettuato nella giornata di lunedì 3 luglio nelle strutture «Maria Paternò Arezzo» e «Civile», finalizzato ad acquisire elementi utili di valutazione in merito alla condotta della Direzione Generale - scrive il sindaco - ho potuto constatare come le procedure di trasferimento avviate e successivamente interrotte non consentano, al momento, di assicurare alla Città di Ragusa la piena funzionalità delle strutture anzidette, con grave pregiudizio dei livelli essenziali di assistenza.

In particolare, da un confronto con il personale medico, sono emerse problematiche di varia natura che richiederebbero, per il ripristino, tempi superiori a quelli realisticamente sopportabili dagli altri ospedali della Provincia, sotto pressione da ormai due settimane. Appare – conclude il sindaco Piccitto - inopportuno il perdurare di soluzioni temporanee che prevedono lo spostamento di attività presso altri ospedali della Provincia, con il conseguente impoverimento dell’offerta sanitaria nella città capoluogo, in contrasto con quanto previsto dalle norme e dal piano di riordino sanitario regionale».

PICCITTO: "CON ARICO´ NON PARLO PIU´"
Il sindaco Federico Piccitto sferra un duro attacco al direttore generale dell’Asp 7. C’era vecchia ruggine tra Federico Piccitto e Maurizio Aricò per via del Piano sanitario, dei ricorsi al Tar presentati dal sindaco, di piccole e grandi ripicche. Piccitto ha ora mollato l’ultimo "gancio" al direttore generale alla luce del caos ospedali. In sede ufficiale Piccitto ha ribadito: «Chiedo alla Regione di rimuovere un direttore sanitario che ha perso la credibilità, visto che non sa neppure indicare tempi certi per l’entrata in funzione dell’ospedale. Con lui non parlo più». Nessuna interlocuzione quindi tra il massimo esponente della sanità in città ed il braccio tecnico ed operativo rappresentato dal manager. Il sindaco è su tutte le furie dopo aver preso parte al sopralluogo nei due ospedali «dimezzati» ed avere constatato che la situazione è in alto mare.

Sia al «Civile» sia al «Paternò Arezzo» difatti i servizi sono dimezzati, mentre personale sanitario cerca di tamponare al meglio la situazione. E i cittadini chiedono se e quando eventualmente saranno di nuovo possibili i ricoveri. Intanto l’Azienda Sanitaria di Ragusa informa che da lunedì mattina l´assistenza alle giovani mamme di Ragusa è pienamente operativa nei locali del Maria Paternò Arezzo.

Maurizio Aricò è sotto tiro da parte di parlamentari, amministratori, consiglieri comunali ma ostenta fiducia. Non lo turba neppure la visita degli ispettori che l’assessore alla Salute, Baldo Gucciardi, ha detto di volere inviare per capire qualcosa di più. Gli ispettori non si sono visti né si sa quando arriveranno. Nel frattempo si prosegue a vista e si attendono notizie dal Palazzo di Giustizia. L’indagine va avanti e le speranze che i sigilli possano venire rimossi in tempi brevi sono ridotte al lumicino.

LA NOTA DEL SINDACO SULLA SANITA´
Il sindaco Federico Piccitto interviene in merito alla mancata apertura del nuovo ospedale "Giovanni Paolo II" di Ragusa e dichiara quanto segue:
"Chiunque ama questa città, prima ancora di rappresentarla, non può che essere arrabbiato, deluso e ferito personalmente per quanto sta accadendo. Da tempo, per vari motivi, sono costretto a seguire i piani aziendali regionali, cambiati un giorno sì e l´altro pure (con lo stesso comune denominatore: penalizzare la Città di Ragusa), o addirittura, anche di recente, inseguire i trasferimenti improvvisi di reparti in altre città (e bloccarli). Ma quanto è accaduto nelle ultime settimane ha dell´incredibile, e per varie ragioni ritengo che questa volta si sia passato il segno. Quando per la prima volta chiesi, ormai oltre dieci giorni fa, chiarimenti sul cronoprogramma del trasferimento del nuovo ospedale alla direzione generale dell´Asp 7, e quando dissi chiaramente che bisognava avere il quadro chiaro della situazione, avevo una idea precisa di quello che era necessario, opportuno e giusto fare.

Il nuovo ospedale andava aperto, ma garantendo in tempi rapidi la piena operatività e nel massimo rispetto delle normative. Preoccupazioni e dubbi, che non potevano, e non dovevano, distogliere dall´obiettivo: aprire il nuovo ospedale e farlo bene. La risposta, peraltro tardiva e dopo non poche sollecitazioni, era stata, alla fine, chiara: bastano pochi giorni, i disagi saranno limitati, le emergenze ridotte, le problematiche legate a normali adempimenti amministrativi.

Ottenute le rassicurazioni, come avrebbe fatto chiunque, ho voluto verificare di persona e controllare la struttura da cima a fondo. Ho potuto constatare da vicino come qualsiasi struttura, per quanto bella come il nuovo ospedale, sarebbe rimasta una scatola vuota senza l´impegno, la passione e la dedizione che il personale dell´Asp aveva messo nel tentativo di concludere positivamente i trasferimenti e rendere il nuovo ospedale pienamente operativo.

Subito dopo, l´assurdo: prima la mancata conferma dell´attuale direttore generale, in una situazione ancora irrisolta, da parte di una Regione che quando decide di governare, soprattutto sulla sanità, lo fa solo per distruggere e non per costruire. Poi - prosegue Piccitto - la proroga dello stesso direttore, non si capisce su quali basi giuridiche, solo per occuparsi dell´apertura. E nel frattempo, l´iter amministrativo non completato, nuove indagini, nuovi sequestri, la decisione di tornare indietro, in una struttura che lo stesso manager ha definito obsoleta. Perché non intervenire direttamente, potrebbe chiedersi qualcuno?

L´ho fatto, da subito, pretendendo risposte puntuali, chiedendo informazioni, offrendo il mio contributo e la collaborazione diretta del Comune di Ragusa. Fare altro, e ne sono ben consapevole, avrebbe condannato l´ospedale nuovo a non aprire mai più. Ed io questo non lo voglio, perché so quanto vale e quanto impegno c´è stato per arrivare a un risultato. A questo proposito incontrerò ancora, la prossima settimana, il personale medico e non che, ogni giorno, si è impegnato per raggiungere un obiettivo così importante per la nostra città. Qualcun altro questo obiettivo, non sappiamo ancora per quale motivo (o forse lo sappiamo benissimo) ha voluto, invece, prima farlo osservare da vicino e poi allontanarlo inesorabilmente, per un misto di ignavia ed inefficienza che, purtroppo, in questa Regione, è una costante.

Vigilerò, come ho sempre fatto finora, perché il ripristino dei due vecchi ospedali sia totale, perché siano assicurate le condizioni precedenti, senza eccezioni, e perché la salute dei cittadini non sia messa in pericolo. Alla fine di tutto questo, però, resta l´obiettivo: aprire il nuovo ospedale, renderlo operativo il più presto possibile. I tempi si allungano ma l´obiettivo resta lì. E noi, come città - chiude il sindaco - faremo di tutto per raggiungerlo. Chi ha voluto giocare sulla sanità e sui cittadini, si renderà presto conto che ha sbagliato indirizzo."