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Mercoledì 18 Ottobre 2017 - Aggiornato alle 10:34 - Lettori online 878
RAGUSA - 01/07/2017
Attualità - L’unica soluzione ritenuta praticabile dopo il congelamento del trasferimento dei reparti

Caos sanità, riunione in prefettura: di nuovo operativi i 2 vecchi ospedali

Continua a regnare un certo caos ma i servizi essenziali restabo garantiti Foto Corrierediragusa.it

Trasferimento dei reparti congelato: si ritorna indietro al Civile (foto) ed al Paternò Arezzo. I sequestri di parte dei locali del Nuovo ospedale di Ragusa, l’indagine della procura, la mancanza della Scia impongono alla Task force dell’Asp di fermare il trasferimento dei reparti al Nor e di riattivare al meglio i servizi dei due vecchi ospedali di Ragusa, sospendendo la fase di dismissione. Il vertice tenutosi in Prefettura venerdì sera, alla presenza del sindaco Federico Piccitto, del direttore generale Asp 7 Maurizio Aricò e dei suoi più stretti collaboratori, presieduto dal prefetto Maria Carmela Librizzi, ha imposto una linea di cautela a tutela dei malati, di tutti gli operatori della sanità e di tutta la cittadinanza che in questi giorni è sempre più confusa per quanto innescato dal trasferimento al Nor.

Aricò ha confermato che si torna alla situazione preesistente: peraltro era già stato previsto da lunedì la riapertura del polo materno infantile al Paternò Arezzo e così succederà per gli altri reparti. Ci vorranno giorni per ripristinare quasi tutto, ma questa è sembrata l’unica strada praticabile. Con impegno di uomini e di risorse non indifferenti ed in una situazione generale che non è certo serena. Per effetto del trasferimento al Nor tutta la sanità iblea è entrata in crisi perché quello che doveva essere un periodo circoscritto e limitato nel tempo soprattutto per i ricoveri non è stato così mandando di conseguenza in tilt sia Modica sia Vittoria dove si sono riversati la maggior parte dei ricoveri e delle prestazioni ai Pronto Soccorso.

Se a tutto questo, come segnala in una nota il sindaco di Modica Ignazio Abbate, si assomma l’eccezionale numero di arrivi di migranti a Pozzallo con relativi ricoveri per patologie gravi, il quadro è dunque completo.

SANITA´ IBLEA IN TILT (O QUASI)
La sanità iblea è in tilt. Il sequestro di parte dei locali del Nor, il Nuovo ospedale di Ragusa, ha scombussolato la già turbolenta situazione che durava da qualche giorno. Niente ricoveri a Ragusa e lunghe file ai pronti soccorso di Modica e Vittoria, dove si cerca di tamponare l’emergenza venutasi a creare e alla quale si sta cercando di porre rimedio anche con il ripristino parziale degli ospedali di Ragusa Civile e Paternò Arezzo. I 2 nosocomi erano in fase di totale dismissione per il trasferimento dei reparti nella nuova struttura di contrada Cisternazzi, dove venerdì mattina la guardia di finanza ha eseguito un provvedimento di sequestro preventivo d’urgenza emesso dalla procura iblea.

ECCO QUALI SONO NEL DETTAGLIO I LOCALI DEL NOR SEQUESTRATI
Il vincolo giudiziario, come comunicato dai finanzieri, riguarda 2 sale operatorie, il blocco parto, nonché i locali dell’unità di terapia intensiva e coronarica e della rianimazione. Il provvedimento, a tutela della salute pubblica, secondo gli inquirenti è motivato dalla necessità di prevenire situazioni di pericolo per l’incolumità degli utenti del nuovo ospedale, essendo stata accertata dagli stessi investigatori una difformità di funzionamento negli impianti di climatizzazione annessi alle sale medicali, cui sono stati per l’appunto apposti i sigilli.

GLI INDAGATI SONO 7, TRA CUI IL MANAGER ARICO´
Il sequestro si inquadra nell´ambito dell´inchiesta che vede iscritte nel registro degli indagati 7 persone, tra cui lo stesso manager dell´azienda ospedaliera Maurizio Aricò, e il capo dell´ufficio tecnico dell´azienda sanitaria. L´indagine ha quindi permesso di verificare come non tutto sia filato liscio nei collaudi degli impianti di climatizzazione e antincendio. Sarebbero difatti emerse attestazioni di regolarità non congrue rispetto alla realizzazione dettate dalla fretta di procedere all´inaugurazione del nuovo ospedale. La nomina dei tre consulenti tecnici da parte della procura ha permesso di verificare le anomalie e le incongruenze tecniche a tutela della salute dei pazienti negli impianti di climatizzazione e antincendio.

TUTTO IL RESTO DEL NOR E´ DEL TUTTO UTILIZZABILE
A parte le due sale operatorie e la sala parto della terapia intensiva cardiologica e della rianimazione, sottoposte a sequestro dalla guardia di finanza, tutte le rimanenti aree del Nuovo ospedale di Ragusa sono state considerate esenti da anomalie, e quindi chiaramente utilizzabili, come precisa una nota ufficiale dell’Asp 7.

IL PARZIALE RIPRISTINO DEGLI OSPEDALI CIVILE E PATERNO´ AREZZO
Alla luce di queste disposizioni, la direzione aziendale sanitaria, in pieno accordo con i primari e la direzione medica di presidio, sta allestendo il riavvio del polo materno infantile all´ospedale Maria Paternò Arezzo, che si prevede pienamente operativo entro lunedì prossimo. Sono altresì in corso valutazioni mirate alla migliore distribuzione delle attività mediche rimanenti tra gli ospedali Civile e Arezzo, che erano in fase di dismissione.

I MOTIVI DEL SEQUESTRO SECONDO L´ASP 7
La nota dell’Asp 7 specifica dunque che «Il sequestro è stato dettato da motivazioni legate alla valutazione che le unità di trattamento aria, appartenenti al progetto iniziale della costruzione del nuovo ospedale, che, pur raggiungendo valori nei limiti di legge – chiude la nota dell’azienda ospedaliera – non rispettano gli standard fissati nel progetto originale e richiedono settaggi ed accorgimenti che non sono ritenuti di sufficiente garanzia per l´uso continuativo». Il nuovo ospedale di Ragusa si sarebbe dovuto inaugurare il 26 giugno scorso alla presenza del presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta. Poi il trasferimento dei pazienti è stato bloccato, anche alla luce della decisione della procura di aprire un fascicolo proprio per accertare se gli impianti termici, elettrici e antincendio fossero a norma e se tutto fosse stato eseguito a regola d´arte. L´avviso di garanzia ad Aricò arriva dopo che il manager era stato trasferito dalla giunta regionale a Palermo come commissario straordinario, anche se la sua nomina era nel frattempo slittata di 45 giorni.

DIGIACOMO INVOCA A GUCCIARDI PROVVEDIMENTI RADICALI
Provvedimenti drastici e radicali vengono invocati all’assessorato regionale alla sanità dall’on Pippo Digiacomo, presidente della sesta commissione sanità dell´Ars. «Alla luce di quanto sta avvenendo a Ragusa, con i "vecchi" ospedali ormai mobilitati ed un nuovo ospedale ancora inagibile, a causa delle indagini e dei sequestri in atto, è indispensabile un immediato intervento dell´Assessorato alla Salute»: è quanto dichiarato dallo stesso Digiacomo, il quale aggiunge: «L´assessore Baldo Gucciardi rimuova immediatamente il direttore Aricò e nomini una task force per affrontare quella che si è trasformata in una vera e proprio emergenza. Il rischio, altrimenti, è che fra incertezze, rimpalli di responsabilità e possibili aumenti di interventi legati alla stagione estiva, la situazione possa degenerare in un vero e proprio caos con conseguenze pesantissime – conclude Digiacomo – per i pazienti e gli utenti».

ANCHE IL MANAGER ARICO´ TRA GLI INDAGATI
C´è anche il direttore generale dell´Asp 7 di Ragusa Maurizio Aricò tra i 7 indagati per le difformità di funzionamento negli impianti di climatizzazione annessi alle sale medicali del nuovo ospedale di Ragusa "Giovanni Paolo II", sequestrati dalla guardia di finanza su disposizione della procura di Ragusa. Oltre ad Aricò è indagato anche il capo dell´ufficio tecnico dell´azienda sanitaria. L´indagine ha permesso di verificare come non tutto sia filato liscio nei collaudi degli impianti di climatizzazione e antincendio. Sarebbero emerse attestazioni di regolarità non congrue rispetto alla realizzazione dettate dalla fretta di procedere all´inaugurazione del nuovo ospedale. La nomina dei tre consulenti tecnici da parte della procura ha permesso di verificare le anomalie e le incongruenze tecniche a tutela della salute dei pazienti negli impianti di climatizzazione e antincendio.

Il nuovo ospedale di Ragusa si sarebbe dovuto inaugurare il 26 giugno scorso alla presenza del presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta. Poi il trasferimento dei pazienti è stato bloccato, anche alla luce della decisione della procura di aprire un fascicolo proprio per accertare se gli impianti termici, elettrici e antincendio fossero a norma e se tutto fosse stato eseguito a regola d´arte. L´avviso di garanzia ad Aricò arriva dopo che il manager era stato trasferito dalla giunta regionale a Palermo come commissario straordinario, anche se la sua nomina era nel frattempo stata slittata di 45 giorni.

LE DICHIARAZIONI DI ARICO´ PRIMA DI RISULTARE INDAGATO
di Duccio Gennaro

Il manager dell´Asp 7 di Ragusa (a questo punto ex) Maurizio Aricò non tradisce rabbia e risentimento per il suo trasferimento al «Sofia-Cervello» di Palermo. «Sono un funzionario, un civil servant – dice in una pausa della sua concitata giornata che lo vede ancora alle prese con il trasferimento di reparti e pazienti dagli ospedali Paternò Arezzo e Civile al Nor (Nuovo ospedale di Ragusa) - sono servo l’istituzione e farò del mio meglio per essere all’altezza anche alla guida di un ente di grande livello che è stato portato avanti finora ottimamente. Sono abituato a cambiare incarichi ogni 4-5 anni. Mi confronterò anche con questa nuova sfida». Aricò non manca tuttavia di togliersi qualche sassolino dalla scarpa perché alcune prese di posizione, a cominciare da quella di Pippo Digiacomo, presidente della Commissione Sanità all’Ars, che non gli è proprio andata giù. Dice il direttore Aricò: «Veda, nel nostro lavoro non si può piacere a tutti».

La notizia che è rimbalzata da Palermo riguardante la proroga fino al 15 di agosto per l’assunzione del nuovo incarico conforta il direttore generale: «Ho voluto fortemente che il nuovo ospedale entrasse in funzione. In altre realtà il trasferimento di un ospedale ha richiesto anche un mese, a Ragusa non è stato così ed il merito va dato a tutti. Nessun paziente ha avuto nocumento da questo complesso movimento e questa è la cosa più importante». Il nuovo manager Salvatore Lucio Ficarra, proveniente da Agrigento, dovrà quindi pazientare per altri 45 giorni visto che l´assesore alla Salute dovrà emanare i relativi decreti presidenziali di commissariamento.

La direzione strategica intanto attende che i Vigili del Fuoco consegnino la certificazione riguardante la sicurezza dei locali, Scia. La riunione tenutasi in Prefettura ha visto intorno ad un tavolo, i vertici dell’Asp, il sindaco Federico Piccitto ed il comandante dei Vigili del fuoco. Aricò ha ribadito il suo punto di vista mentre il sindaco ha manifestato tute le sue perplessità per i rinvii ed alcune inadempienze attribuite all’Asp a cominciare dal mancato rispetto della tempistica. Ora su tutto questo pesano ovviamente gli ultimi sviluppi giudiziari.

LA NOTA DI DIGIACOMO SULLA ROTAZIONE: "NON MI LASCIO CONDIZIONARE"
Pippo Digiacomo, presidente della Commissione Sanità all’Ars, dice la sua sulle ultime vicende della sanità: "La Giunta Regionale, come è noto - scrive - nei giorni scorsi ha annunciato le proprie scelte relative alla rotazione di alcuni Direttori Generali nelle Asp e nelle Aziende Siciliane. Vale la pena ricordare che queste rotazioni sono state disposte dalla Giunta Regionale, la quale avrà valutato l´opportunità di alcune dislocazioni sulla base di valutazioni afferenti a fattori ambientali, curriculari e disciplinari. La loro integrale riconferma, se devo essere sincero, mi pare addirittura eccessivamente generosa, ma tant´è. Avranno avuto elementi plausibili. Niente di strano quindi nell’impiego di alcuni di questi in altre sfide: accade nel pubblico come nel privato».

Digiacomo, poi, prende posizione contro di chi non ha accettato di buon grado le scelte della Giunta Regionale: «Chi si ostina nella difesa strenua di permanenze ed urla addirittura allo scandalo o all´incoscienza- dichiara infatti- mi turba, perché si dimena iracondo quasi si fosse trattato di mancato ‘accaparramento’. Si tratta invece di manager, non di compari, che devono lavorare bene in qualsiasi condizione. Sono pagati, ed anche parecchio, per questo. Suggerisco di imitare i miei comportamenti: conosco tutti, ma valuto con la mia testa e non mi faccio condizionare da nessuno».

NIENTE "GRAN BALLO", SOLO UN "MINI VALZER"
Si può affermare che alla fine il "gran ballo" non c’è stato, ma è solo un "mini valzer". La giunta Crocetta sorprende difatti con la decisione di ruotare tre dei nove manager delle Asp siciliane, visto che fino all’ultimo la riconferma per tutti era stata data per scontata. Una soluzione sensata e razionale visto che tra sei mesi appena ci sono le elezioni e non ha senso cambiare per così poco tempo. Le ragioni della politica non sono tuttavia quelle della sanità ed ecco che il governatore della Sicilia Rosario Crocetta ha pagato pegno ai partiti, ed in particolare al Pd, suo alleato di riferimento. Proprio i mal di pancia interni al Pd regionale si sono riversati nelle nomine dei manager e soprattutto su tre di essi.

Si legge in questo senso lo scambio avvenuto tra Salvatore Lucio Ficarra e Maurizio Aricò. Il primo da Agrigento finisce a Ragusa, il secondo dal capoluogo ibleo va a dirigere il Villa Sofia a Palermo, dove l’uscente Gervasio Venuti va ad Agrigento. Tutti gli altri sono stati confermati al loro posto, tranne Michele Vullo che perde la guida del «Papardo» di Messina.

Salvatore Lucio Ficarra era ormai in rotta con i Dem di Agrigento che avevano fatto ostracismo nei confronti del manager. Il Pd ed i circoli agrigentini avevano chiesto senza mezzi termini una svolta nella sanità agrigentina ed ecco che Crocetta si è inchinato trasferendo Ficarra a Ragusa. Risolvendo, almeno sulla carta, il problema Aricò, nei confronti del quale aveva tuonato il presidente della commissione Sanità all’Ars Pippo Digiacomo.

Aricò, impegnatissimo nel trasferimento ancora incompleto dei reparti nel Nuovo ospedale di Ragusa (Nor), viene dunque sacrificato e trasferito a Palermo a stretto giro di posta. «Promoveatur ut amoveatur» dicevano i latini, una promozione sulla carta ma che suona come una rimozione che fa felici i tanti detrattori iblei di Aricò, tra cui molti sindaci ed amministratori. Si ricomincia da Claudio Ficarra, già sonoramente «bocciato» ad Agrigento. Un balletto senza senso e senza logica che conferma ancora una volta che la sanità è «cosa» della politica. Tutto il resto non conta, o conta comunque poco.