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Venerdì 18 Agosto 2017 - Aggiornato alle 12:44 - Lettori online 790
RAGUSA - 10/06/2017
Attualità - Convegno all’Auditorium Santa Teresa a Ibla organizzato dalla Fiom Cgil

Violenza sulle donne, fenomeno sociale e criminale

Tanti interventi da parte dei relatori che hanno raccontano storie vere e drammatiche Foto Corrierediragusa.it

«Gli uomini non piangono –le gabbie dell’identità di genere» è stato il tema del convegno tenutosi nell’Auditorium Santa Teresa a Ibla (foto) e organizzato dalla Fiom Cgil di Ragusa, dalla Cgil di Ragusa e dalla Fiom Cgil Sicilia. Ha introdotto i lavori il segretario generale della Fiom Cgil di Ragusa, Francesco Maltese, che ha fornito alcuni spunti di discussione su un fenomeno che è sia criminale sia sociale per cui è necessario dunque fare rete. Francesco Seminara, autorevole esponente dell’associazione «Noi uomini a Palermo contro la violenza sulle donne», ha illustrato la ratio e gli obiettivi che muovono l’associazione essendo l’uomo protagonista della violenza. Ha raccontato le sue esperienze e il lavoro continuo fatto nelle scuole, valuta importante modelli di comportamento alternativi al fine di evitare l’esercizio della violenza sulle donne. E in tema di racconto molto toccante quello di Serena Maiorana autrice del libro «Quello che resta. Storia di Stefania Noce». La storia di una giovane militante di sinistra, da sempre in prima linea per i diritti delle donne e morta di femminicidio nel 2011.

Il racconto che ne è venuto fuori è anche la storia delle donne in Italia, dove il maschilismo è una realtà culturale ancora ingombrante e vergognosa.
Spunti interessanti sono emersi nel corso del dibattito grazie alle domande puntuali e attuali della moderatrice, Valeria Firrincieli, che ha interloquito con i relatori mettendo in luce i molteplici aspetti della questione.
Nel fenomeno violenza delle donne c’è un po’ la complicità delle stesse donne. Mimma Argurio, segretario regionale della Cgil Sicilia, non pone dubbi su questo. Non c’è un scatto di orgoglio, una rivendicazione nei momenti in cui le donne devono decidere il loro destino negli ambienti di lavoro. Insomma non è la parità al centro del bisogno più di quanto non lo possano essere le pari opportunità che sono il vero traguardo da raggiungere nell’organizzazione del lavoro.

I vari comparti della Cgil, ha detto Daniela Pappalardo, segretario Fiom Ragusa, l devono mettere in rete un sistema di comportamento unico e su questo, attraverso un progetto didattico, coinvolgere le scuole e le giovani generazioni. E sulla formazione la Cgil di Ragusa ha già iniziato a investire. Peppe Scifo, segretario generale della Cgil di Ragusa, ha ricordato la tragica esperienza delle coltivatrici romene cui la cronaca nazionale si è spesso occupata che è l’epigono di un comportamento medioevale da parte del padrone che considera il lavoratore una merce da sfruttare anche nell’intimità.

I lavori del convegno sono stati conclusi dalla segretaria nazionale Fiom Cgil, Michela Spera, che ha posto alcune questioni reali: la donna che non ha reddito e quindi non lavora è facilmente vittima della violenza degli uomini da ciò la necessità di potenziare i centri antiviolenza e rispetto a questo il ruolo del sindacato è fondamentale. Lo è ancora di più negli ambienti di lavoro vigilando sull’applicazione della legge 194 (gestione dei consultori, interruzione volontaria della gravidanza) che continua a subire attacchi e scarsa applicazione. Altra attenzione bisogna porre ai fondi europei, con trasferimenti poco trasparenti, destinati alle case protette e a tutte quelle misure che in qualche modo dovrebbero dare dignità alle donne in particolari situazioni di criticità.