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Lunedì 23 Ottobre 2017 - Aggiornato alle 20:20 - Lettori online 770
RAGUSA - 08/06/2017
Attualità - Dopo le esternazioni sul peso statistico

Responsabili VotoFacile replicano a Calabrese

Un lungo comunicato in cui si risponde punto su punto Foto Corrierediragusa.it

VotoFacile replica alle dichiarazioni a valle dell’esito della prima consultazione sulla destinazione del City, che, secondo i responsabili della piattaforma, avrebbero innescato la proliferazione di luoghi comuni e messaggi imprecisi, che rischiano ancora una volta di minare il processo di innovazione digitale in corso con il progetto pilota con il Comune di Ragusa. Era stato di recente Peppe Calabrese del Pd a mettere in dubbio il fatto che un campione talmente ridotto di votanti potesse avere valore statistico. Poche ore dopo la pubblicazione del pensiero di Calabrese, VotoFacile ha inviato una nota in cui si precisa, testualmente: "VotoFacile non è uno strumento di partito. Se il Comune di Ragusa avesse avuto un’amministrazione differente, VotoFacile sarebbe stata proposta ugualmente e alle medesime condizioni (a titolo gratuito). Comprendiamo il gioco delle parti tra opposizione e Amministrazione - si legge nella nota - ma da cittadini non abbiamo bisogno di polemiche continue mosse a prescindere, per la mera prassi di dover andare contro e criticare sempre e comunque l’operato dell’amministrazione del momento, che ha accolto la proposta di sperimentazione del servizio.

VotoFacile è uno strumento con valenza consultiva, nessuno ha mai detto che gli esiti delle votazioni saranno ratificati o che l’amministrazione dovrà subire passivamente il risultato specifico. Lo scopo, dichiarato pubblicamente e ripetutamente, è quello di avere un canale agevole e ripetibile tra amministrazione e amministrati, per capire quale sia la posizione dei secondi rispetto ai temi proposti. L’esito sulla destinazione del City, per esempio, non ha fornito indicazioni univoche, quello su piazza Cappuccini sì. In entrambi i casi, sarà l’amministrazione a decidere, ma almeno si è offerta la possibilità ai cittadini di poter contribuire all’orientamento finale.

Si è parlato di statistica, di regole, di rigore, di numeri e francamente nei ragionamenti proposti non c’è traccia di «approccio scientifico». Innanzitutto - si legge ancora nella nota - è evidente che il numero esiguo di registrati e di votanti non rappresenti ancora un campione significativo, nessuno potrebbe sostenere il contrario. Ma chi enfatizza questo aspetto, si è posto la domanda se il campione di consultazioni concluse a oggi sia già sufficiente per emettere un giudizio lapidario e definitivo sull’iniziativa? E’ come se chi inizia una dieta, si pesasse dopo il primo giorno e decidesse subito che è stato un fallimento, perché l’ago della bilancia non si è mosso. Serve tempo, bisogna superare ostacoli di vario genere.

Se si vuole rimanere in ambito statistico, perché non tirare in ballo il concetto di «proxy», che, per semplificare, potremmo accostare alle proiezioni degli exit poll; gli exit poll non sono un’anticipazione ufficiale e definitiva del voto, ma ne rappresentano un’approssimazione statistica, in base a un campione esiguo di intervistati; e nella maggior parte dei casi reali di elezioni, dopo lo scrutinio di meno della metà dei seggi, si ha già un dato molto vicino a quello definitivo. Insomma non serve il 100% dell’elettorato attivo per avere indicazioni affidabili sull’orientamento generale della popolazione residente.

Dopo la statistica, viene la matematica. Sono stati messi a confronto i circa 140 voti con addirittura 70 mila cittadini: non sarebbe più corretto parlare di elettorato attivo e non di numero di residenti? Inoltre chi spara a zero sul voto digitale ha riflettuto sul fatto che l’alternativa tradizionale sarebbe mettere a disposizione (su base settimanale, se vogliamo mantenere il ritmo delle consultazioni per i ragusani su VotoFacile) l’aula consiliare per invitare l’elettorato a discutere tutti insieme del City, poi di Piazza Cappuccini, poi del piano di mobilità urbana?

Riuscirà la sala del Consiglio Comunale di Ragusa a contenere 70 mila persone desiderose di esprimere la propria opinione? E se si presentassero solo in 100, l’esito di quel dibattito sarebbe stato utile o inutile? E ancora, siamo sicuri che ogni settimana i cittadini sarebbero davvero così desiderosi di spostarsi (a piedi o in auto) e presenziare nell’unica fascia oraria disponibile, stabilita dalle agende dell’Amministrazione?

Noi crediamo che sia molto più efficace una formula in cui ognuno, comodamente da casa propria, quando vuole, possa esprimere la sua opinione con un semplice click, tramite VotoFacile, una soluzione digitale che permette di sottoporre ai cittadini un certo numero di consultazioni, anche su base settimanale e senza aggravi di costi per il Comune, senza spostamenti di massa richiesti ai cittadini, senza che si crei un’atmosfera «biscardiana» in una sala in cui saranno presenti,anche nel migliore degli scenari,solo pochi cittadini. Non vorremmo mai che il campione non fosse ritenuto significativo da un punto di vista statistico.

Concludiamo sottolineando che partecipare a una consultazione popolare con finalità consultive, avendo la possibilità di farlo agevolmente,attiene alla coscienza civica. Scegliere di non partecipare, solo perché il partito politico che ha adottato questo strumento non coincide con il proprio,attiene alla coscienza etica; saper riconoscere l’oggettiva utilità di un’iniziativa per la collettività afferisce alla coscienza politica.

E’ questo l’appello che rivolgiamo ai ragusani e alle loro coscienze multiple: avete la facoltà di registrarvi e di partecipare alle consultazioni proposte, avete anche la facoltà di non farlo; decidete in maniera oggettiva, ricordando che il successo della democrazia partecipativa non è e non sarà mai un fregio dell’amministrazione di turno, bensì connota - conclude la nota dei responsabili di VotoFacile - la caratura civica della popolazione residente in un comune.

L´OPINIONE DI CALABRESE
«Il 79,4% dei cittadini che hanno utilizzato la piattaforma «Votofacile», consultazione online attivata dal Comune di Ragusa per conoscere l´orientamento dei suoi abitanti per il progetto di riqualificazione di piazza Cappuccini da eseguire così come programmato o modificato prevedendo la pedonalizzazione, ha preferito quest´ultima soluzione. Dei 141 votanti complessivi, quindi, solo il 20,06% ha scelto la soluzione originaria del progetto lasciando la strada che separa la piazza dalla chiesa di San Francesco d´Assisi». Inizia così il comunicato dell´Amministrazione comunale, ironicamente criticato da Peppe Calabrese. «Quindi l´80 per cento di 141 persone – dice il dirigente regionale del Pd – ha indicato una scelta anziché l´altra con riferimento al progetto di riqualificazione di una delle piazze più caratteristiche della città. Pur nel massimo rispetto di questi 112 cittadini, così amano chiamare le persone i nostri amministratori, sinceramente non credo che una scelta amministrativa che attribuisce responsabilità a chi la effettua, possa essere camuffata come scelta che nasca dal popolo.

Non occorre una laurea in statistica - prosegue Calabrese - per sapere che un campione deve essere significativo e sinceramente non credo che una scelta basata sulle indicazioni di un campione di 141 persone in una città di circa 70 mila abitanti lo sia. Se invece il "Votofacile" volesse misurare il gradimento dei cittadini, per capirci meglio le famose faccine tanto care a Brunetta, allora ben vengano le opinioni, ma sull´operato degli amministratori, non su quanto ancora deve essere fatto. D´altra parte è legittimo pensare che il capo assoluto Grillo abbia obbligato all´utilizzo dello strumento di consultazione facile, lui che attraverso la Casaleggio e il web ha saputo interpretare i desideri degli italiani. Quanti? Non lo sappiamo».

«In conclusione – dice ancora Calabrese – se "Votofacile" costituirà un alibi per giustificare le scelte scellerate di questa Amministrazione, ovvero per indebolire eventuali responsabilità, noi del Pd saremo pronti a puntare il dito sui responsabili e a vigilare su scelte esclusivamente amministrative e non del popolo. Non voglio insegnare nulla a nessuno, ma vorrei suggerire che le percentuali in statistica seguono regole molto rigorose per essere costruite e diventare strumento di supporto alle scelte politiche per la città. Il comunicato lascia ancora aperte due consultazioni, quella sulle «Decorazioni del muretto della scalinata del City» e quella sul «Piano Urbano di Mobilità Sostenibile» e le tematiche principali strettamente connesse, con particolare riferimento a quelle legate al piano di riordino del servizio di Trasporto pubblico locale. Speriamo che per queste i nostri amministratori e consiglieri comunali di maggioranza - conclude - riescano a fare votare almeno i loro familiari».