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Domenica 20 Agosto 2017 - Aggiornato alle 11:02 - Lettori online 566
RAGUSA - 09/05/2017
Attualità - La prima puntata della fiction girata nel Trapanese

Montalbano e Maltese: commissari in Sicilia

Il protagonista di Camilleri è più solare e amante della vita, quello di Tavarelli più tormentato Foto Corrierediragusa.it

Due commissari che raccontano due Sicilie. C’era attesa per il «confronto» tra il già famoso Salvo Montalbano e l’esordiente Dario Maltese, la cui prima delle quattro puntate è andata in onda su RaiUno. Due contesti ambientali diversi, la Vigata di Camilleri e la Trapani, ricostruita in buona parte a Latina, degli anni 70’, fanno da sfondo alle vicende investigative dei due funzionari. Al centro c’è sempre la mafia. Più oleografica e tradizionale quella di Camilleri con la famiglia Cuffaro che c’è ma non si vede, più presente e permeante quella trapanese, diretta emanazione di quella palermitana, in una città sfuggente dove poco si vede e si sente. Il contesto racconta, come i protagonisti, due realtà diverse.

Nel Montalbano televisivo c’è un territorio, solare, quasi idilliaco, fatto di ville padronali, muri a secco e città barocche dove i protagonisti vivono e si muovono a loro agio. La Trapani di Dario Maltese è sempre ripresa da lontano, dalla collina ericina con lo sfondo delle Egadi ma non riesce a caratterizzarsi. Il territorio risulta più lontano e forse anche più anonimo perché alla regia di Gian Maria Tavarelli interessa più la cronaca di fatti tragici di cronaca, l’ascesa delle cosche nella Trapani degli anni 70’ con l’omicidio Rostagno in primis, che la narrazione attraverso il paesaggio. L’attenzione è sul tormento interiore, sui silenzi di Kim Rossi Stuart (foto) che con Montalbano condivide la tenacia e l’amore per il mestiere. I due commissari sono diversi e non potrebbe essere altrimenti perché Montalbano è solare, amante della vita e del mare, con le sue nuotate e i suoi piatti prelibati ed ha un occhio di riguardo per le belle donne, Dario Maltese è concentrato sul lavoro, ha una missione ideale che lo muove e si concede poco o nulla. Anche il rapporto con la sua squadra è professionale mentre Salvo Montalbano non disdegna incursioni nel privato dei suoi uomini.

IL GIOVANE COMISANO DI CARA NEL CAST DI "MALTESE"
È comisano, ha 16 anni, studia elettrotecnica all’Istituto Tecnico Industriale di Ragusa e fa parte del cast della fiction televisiva «Maltese, il romanzo del Commissario» che andrà in onda a partire da lunedì prossimo su Rai 1, in prima serata con protagonista Kim Rossi Stuart, per la regia di Gianluca Maria Tavarelli. Si tratta di Mattia Di Cara che impersonerà il commissario Maltese da ragazzo. Mattia Di Cara, che è iscritto all’agenzia romana «Bulli e Pupi», è stato scritturato dopo un provino sostenuto a Catania nel dicembre del 2015. Il regista Tavarelli l’ha prescelto sia per la rassomiglianza con l’attore Kim Rossi Stuart sia per la disinvoltura dimostrata nel corso del provino stesso. Il giovane, infatti pur non avendo finora studiato recitazione, ha dimostrato d’avere una naturale propensione per l’interpretazione calandosi perfettamente nel suo personaggio, evidenziando anche molto self control.

Mattia Di Cara, accompagnato sul set dalla madre Daniela Gigliuto, ha girato ben otto scene dal marzo al luglio dell’anno scorso, e in due di esse il copione ha previsto un’articolata parte recitata. Proprio per questo è stato seguito dall’attore professionista ragusano Massimo Leggio. Mattia, però, non è nuovo allo spettacolo. Fin da bambino, la prima volta aveva solo otto anni, ha sfilato a concorsi di bellezza e di moda. Per qualche anno ha fatto parte anche di alcune agenzie di casting di moda di Roma e Milano poi abbandonate per motivi pratici.

Da quasi tre anni fa parte dell’agenzia di casting Bulli e Pupi che si occupa prevalentemente di cinema, ma non ha ancora deciso se, da adulto, farà l’attore anzi rimane coi piedi per terra. «Sono contento per essere stato prescelto per questa miniserie, ma intanto il mio obiettivo è studiare fino al diploma – ha dichiarato Mattia Di Cara - e per quanto riguarda il futuro non so se verranno altri lavori dopo questo. Se sarò ancora chiamato risponderò presente, ma non è il caso, per ora, di coltivare chissà quali speranze. Certo, il mondo del cinema mi è piaciuto, quella che ho fatto è stata un’esperienza bellissima che mi ha lasciato qualcosa dentro e soprattutto sono a conoscenza di quanto lavoro c’è dietro una telecamera o una scena. Molto bello - conclude - il rapporto che ho instaurato con Kim Rossi Stuart, un ricordo e un’esperienza umana che mi porterò sempre dentro».

«Conosco la famiglia, soprattutto la mamma Daniela – ha commentato il sindaco Filippo Spataro – e fa piacere che un giovane concittadino sia stato prescelto per il cast di una miniserie televisiva così importante. Auguro a Mattia di completare gli studi e di seguire le orme di altri illustri comisani come Salvatore Adamo e Biagio Pelligra che, hanno dato lustro alla nostra città nel campo dello spettacolo e del cinema».