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Venerdì 18 Agosto 2017 - Aggiornato alle 12:44 - Lettori online 780
RAGUSA - 14/04/2017
Attualità - A Vittoria in piazza Calvario rappresentato il "Dramma Sacro"

Riti Venerdì Santo nei comuni iblei, Pasqua nella tradizione

Domenica tre grandi appuntamenti, "Madonna Vasa Vasa" a Modica, "A Paci" a Comiso e "U Gioia" a Scicli Foto Corrierediragusa.it

Le processioni del Venerdì Santo sono state il comune denominatore in tutti i comuni iblei. Partecipazione silenziosa e di preghiera da parte di tanti fedeli che da Monterosso a S. Croce, da Comiso a Pozzallo passando per Modica e Ragusa, hanno osservato il silenzio e pregato dietro le statue della Madonna o del Crocifisso portate in processione insieme all’Arca Santa. A Vittoria in piazza Calvario è stato rappresentato il più antico dramma del sud est siciliano, «I Parti». È una tradizione antichissima che risale al 1669, almeno questa è la data dei primi atti del vescovo di Siracusa, ma è probabilmente antecedente. Il «Dramma sacro», dichiarato patrimonio immateriale dell’umanità dall’Unesco, viene rappresentato seguendo il testo del marchese Alfonso Ricca. Nel capoluogo lunghe processioni nel centro storico superiore e a Ibla (foto). Ispica ha invece vissuto la seconda giornata delle tradizionali rappresentazioni religiose. Dopo «Il Cristo alla Colonna» del giovedì santo è stata la volta del Cristo alla Croce. Nelle due chiese di S. Maria Maggiore e dell’Annunziata le confraternite dei «fazzoletti rossi» e dei «fazzoletti blu» hanno accompagnato i simulacri fino al trionfale ritorno in chiesa dopo lunghe processioni.

La giornata di sabato sarà di silenzio in preparazione del giorno di Pasqua che vive tre gradi eventi folkloristici-religiosi. A Modica la Madonna Vasa-Vasa, quest’anno anche in versione by night, a Comiso «A Paci», e a Scicli «U gioia». Sono cerimonie e riti nel segno della gioia e della vita che vincono sulla morte. Una resurrezione che non è solo religiosa ma vitale, legata anche alla rigenerazione della terra e delle anime. Sono manifestazioni che testimoniano un cristianesimo profondo e pervasivo che appartengono a tradizioni centenarie che ogni comunità dovrà preservare da ogni mutazione frutto di interessi che nulla hanno a che fare con la religiosità.