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Venerdì 18 Agosto 2017 - Aggiornato alle 19:05 - Lettori online 782
RAGUSA - 13/04/2017
Attualità - La questione sarà sollevata anche in commissione trasparenza

Interrogazione del Pd sui bagni pubblici

A Palazzo dell’Aquila non risulterebbe la circostanza della totale assenza dei custodi in tutti i bagni pubblici Foto Corrierediragusa.it

Ancora una volta i consiglieri comunali del Partito Democratico di Ragusa , Mario D’Asta e Mario Chiavola, tornano sulla questione della gestione dei bagni pubblici nel capoluogo ibleo. "Il Comune - dicono D´Asta e Chiavola - paga per il suddetto servizio quasi 100 mila euro in un anno. Ma i bagni di Piazza San Giovanni, sostiene il Pd, sono stati resi fruibili ai cittadini solo poche settimane fa e, quindi, dopo nove mesi dall’assegnazione della gara vinta il primo giugno del 2016». «Negli altri bagni – continuano i consiglieri - non è presente alcuna unità lavorativa a custodia e pulizia degli stessi". Il video-denuncia realizzato dai consiglieri democratici testimonierebbe come nei bagni pubblici non ci sarebbe alcun tipo di controllo, nonostante il capitolato d’appalto preveda tutt’altro. Inoltre i bagni pubblici risulterebbero chiusi anzitempo quando invece, soprattutto in periodo estivo e nelle zone ad alta densità turistica, dovrebbero rimanere aperti sino a sera inoltrata. Sempre secondo il Pd, poi, le condizioni generali non sarebbero ottimali.

Anche se a Palazzo dell’Aquila non risulterebbe la circostanza della totale assenza dei custodi in tutti i bagni pubblici. D’Asta e Chiavola sottolineano come la mancata presenza dei custodi non permetterebbe l’incasso del ticket di 50 centesimi che l’Amministrazione comunale aveva preventivato, in 12 mesi di gestione, per un ammontare complessivo di 73 mila euro. I due rappresentanti del Pd annunciano dunque che tutti questi aspetti saranno al centro di un’ interrogazione e che la questione sarà sollevata anche in commissione trasparenza.

Tutta una serie di aspetti, insomma, che lasciano a desiderare come hanno sottolineato anche i rappresentanti di due cooperative, Sebastiano La Mesa della Agos e Armando Cappello della Cassiopea, che avevano presentato una denuncia, il 6 giugno del 2016, proprio con riferimento ai contenuti del bando di gara per l’affidamento in concessione dei servizi igienici sottolineando «gravi anomalie, irregolarità e stranezze». "All’assessore al ramo Salvatore Corallo, più volte, - concludono D´Asta e Chiavola - è stato richiesto di fornire spiegazioni specifiche, ma senza riscontro".

Ha collaborato Chiara Carbone

Nella foto da sx La Mesa, Cappello, D´Asta e Chiavola