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Venerdì 18 Agosto 2017 - Aggiornato alle 19:05 - Lettori online 778
RAGUSA - 05/04/2017
Attualità - Il dibattito è animato

Sindacati e opposizione contro la giunta di Ragusa su servizi soppressi

Sul fronte politico si muovono Pd e Lab 2.0 Foto Corrierediragusa.it

Si mantiene piuttosto animato a Ragusa il dibatto sui servizi rimodulati o soppressi. Nella vicenda interviene anche il sindacato Fiscascat Cisl: secondo il segretario territoriale Salvatore Scannavino (foto) «La paventata soppressione del servizio di educativa domiciliare attivato dal comune di Ragusa nelle scuole primarie cittadine, oltre ad impoverire ulteriormente il quadro generale del welfare cittadino, ha creato non poche difficoltà agli insegnanti che si occupavano dello speciale servizio, i quali hanno visto completamente stravolte le loro mansioni dovendo applicarsi in una nuova attività per la quale non erano stati debitamente formati». Scannavino, assieme ad altre sigle sindacali, aveva già chiesto di poter avviare un confronto con l’amministrazione comunale. «E invece – continua il sindacalista – nessuna apertura si è registrata in questa direzione. Anzi – prosegue la nota della Fisascat Cisl – è stato preso atto di una spiacevole chiusura che non consente ai sindacati di portare avanti nessun tipo di percorso, limitando fortemente quelle che sono le attese del personale». Per Scannavino «Sarebbe opportuno dialogare e non rifuggire il confronto, come fa l’amministrazione comunale di Ragusa».

Il sindacato non comprende infine perché in precedenza era stata inviata una nota a una delle coop che si occupano del servizio spiegando che lo stesso sarebbe stato ridotto mentre, in realtà, ad oggi risulta essere del tutto congelato. Sulla questione intervengono anche i consiglieri comunali del Pd Mario D’Asta e Mario Chiavola i quali si chiedono «Per quale motivo l’amministrazione comunale intende interrompere la positiva esperienza avviata con gli asili nido Palazzello 1 e Patro che, in questo momento, rappresentano il fiore all’occhiello dell’offerta formativa rivolta alla prima infanzia, preferendo invece fare tornare gli stessi a gestione comunale con il rischio che 22 dipendenti, innanzitutto, perdano il lavoro».

E sulla soppressione del servizio di attività integrative e di doposcuola nelle scuole dell’obbligo statali a Ragusa interviene anche Lab 2.0 secondo cui «Viene interrotto un servizio ‘storico’ che dura da 35 anni, importantissimo, di supporto ai bambini e alle loro famiglie, più di 30. L’Amministrazione Piccitto parla di «ottimizzazione delle risorse umane» – prosegue Lb 2.0 – senza curarsi del fatto che a farne le spese saranno i bambini. Senza contare il disagio che si verrà a creare per le 18 insegnanti che, dopo trent’anni di attività in un ambito specifico, saranno spostate –chiude la nota – a occuparsi di bambini molto piccoli senza averne l’esperienza».