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Giovedì 17 Agosto 2017 - Aggiornato alle 0:20 - Lettori online 304
RAGUSA - 28/03/2017
Attualità - I 45 mila euro per consentire ai turisti di visitare i luoghi di culto

Padre Antoci chiarisce su protocollo chiesa comune

"L’impegno per lo sviluppo turistico del territorio comunale è compito precipuo dell’amministrazione cittadina" Foto Corrierediragusa.it

Pur non entrando nel merito delle frasi postate dal consigliere penta stellato Dario Gulino sul suo profilo Facebook, che tanto ha fatto indignare il Pd, anche la chiesa prende posizione. Lo fa con una nota ufficiale della diocesi di Ragusa firmata dal sacerdote Giuseppe Antoci (foto), a tutti noto come padre Peppino Antoci, direttore dell’ufficio beni culturali diocesano. La chiesa ha ritenuto di dover fare chiarezza in relazione al protocollo d´intesa tra la diocesi ed il comune di Ragusa, per l´apertura straordinaria, ai fini turistici, di alcune chiese della città. «Le chiese principali e più rilevanti dal punto di vista storico artistico (San Giovanni Battista, San Giorgio, Anime Sante del Purgatorio, San Giuseppe, Sant’Agata ai Cappuccini) sono aperte tutti i giorni per un congruo tempo, anche al di fuori degli orari di culto. Il protocollo, stipulato negli ultimi anni – si continua a leggere nella nota – riguarda l´apertura straordinaria delle predette chiese con l’ampliamento degli orari di apertura delle stesse, per facilitarne la fruizione turistica, nonché l’apertura continuata di alcune chiese minori, la cui fruizione è normalmente limitata solo agli orari di culto. Tale protocollo d’intesa, per l’anno 2017, non è ancora stato firmato dalla diocesi e dal comune ma si è proceduto finora solo all’approvazione della delibera di spesa da parte della giunta comunale.

Negli anni passati – prosegue la nota della diocesi – tale protocollo d’intesa ha permesso l’inserimento lavorativo di 18 disoccupati della nostra città, la maggior parte dei quali giovani, che per alcuni mesi hanno svolto il servizio di custodia e accoglienza turistica, molto apprezzato dai numerosi turisti in visita alla nostra Città. La diocesi di Ragusa si è mostrata sempre disponibile a favorire la fruizione turistica dei propri beni storico-artistici per la crescita economica della città. Tuttavia, l’impegno per lo sviluppo turistico del territorio comunale è compito precipuo dell’amministrazione cittadina, che assicura le giuste risorse economiche per le persone assunte con lo scopo di custodire i luoghi di culto ed assicurare accoglienza ai turisti, che, numerosi – conclude la nota – visitano i monumenti di Ragusa».

Il consigliere Gulino aveva pubblicato domenica scorsa sul suo profilo Facebook la seguente frase: «Anche quest´anno il comune paga 45 mila euro di pizzo alle chiese per farle tenere aperte». Il Pd, tramite i consiglieri Mario D’Asta e Mario Chiavola, si era detto indignato da tale affermazione, esortando il sindaco Federico Piccitto a prendere le distanze. Un invito finora non raccolto dal primo cittadino mentre invece la Diocesi di Ragusa ha ritenuto opportuno dire la sua sulla vicenda del protocollo oggetto del dibattito, tenendosi ben alla larga dalle polemiche. Intanto il consigliere Gulino ha ribadito la sua presa di posizione sul suo profilo Facebook, raccogliendo numerosi commenti sostanzialmente a favore della sua tesi da parte di altrettanti utenti del popolare social network.

LE RAGIONI DEL CONSIGLIERE GULINO
"Per quanto riguarda il mio post su Facebook è fin troppo evidente che si è voluto esagerare nell’assegnare un preciso significato al termine pizzo, intendendolo solo come attinente a fenomeni mafiosi che forse non possono essere accostati alla Chiesa, trattandosi entrambi, di poteri sovraordinati con caratteristiche talmente diverse da non poter generare paragoni". E´ quanto si legge dal comunicato inviato dal consigliere comunale penta stellato Dario Gulino, dopo le polemiche sollevate da più parti e a seguito della risposta della chiesa.

"La scelta del termine, che non rinnego e del quale mi assumo ogni eventuale responsabilità - specifica Gulino - voleva significare solo l’imposizione silenziosa di determinate scelte che, per tanti versi, sembrano, ai più, piuttosto pretestuose nel contesto dei rapporti fra Clero e pubblico. Ritengo per far chiarezza che il sottoscritto non è battezzato, è anticlericale ed agnostico, tutti particolari che possono inquadrare meglio il senso delle mie esternazioni, riconducendole sul binario di un naturale dissenso verso molti aspetti che coinvolgono la Chiesa e, particolarmente, verso i rapporti, da più ambienti riconosciuti come discutibili, fra istituzioni e Vaticano.

Non avete eletto dei cattolici ma semplici cittadini, senza distinzioni di sesso, religione, o altre discriminazioni del mondo attuale. In tale contesto, dissentire dall’elargizione di 45 mila euro per l’apertura delle chiese mi sembra il minimo, visto che in realtà questi sono solo una piccola punta del icerberg di fonti pubblici «donati» al Clero senza nessun effettivo controllo.

Come ha fatto rilevare su un giornale online un attento e giovane commentatore, in alcune mie risposte ai commenti sul post si possono ritrovare elementi che possono irritare maggiormente altre sensibilità.
Dall’ultimo viaggio del Papa a Milano, costato oltre 3 milioni e duecento mila euro, dei quali un milione e mezzo solo per il palco, agli innumerevoli scandali della chiesa, dalla pedofilia a quelli finanziari, dall’utilizzo disinvolto delle elemosine per gli attici dei cardinali ai rapporti non sempre chiari con mafia e criminalità, ritengo che considerazioni sulla chiesa possano essere giustificate oltre che legittime.

E non c’è sindaco che deve prendere le distanze, soprattutto quando a parlare sono proprio esponenti del Pd, partito che giornalmente è chiamato in causa per inchieste, scandali, e reati ben piu´ gravi. Piuttosto lo scandalo è di chi, eletto in un partito, salta il fosso, con disinvoltura, volteggiando da destra a sinistra, opponendosi prima ad un politico per poi abbracciarlo, o - conclude Gulino - ad ex politici presidenti di associazioni e Opere Pie uniti in questi banchetti forse per accaparrare qualche voto".

IL POST DURO DI GULINO NEL DETTAGLIO
"Ed anche quest´anno il comune paga 45 mila euro di pizzo alle chiese per farle tenere aperte. Quindi: il comune regala il terreno, il comune paga i lavori di costruzione, il comune paga le ristrutturazioni, il comune paga per tenere le porte aperte. Qualcosa non funziona. Sono sempre più convinto che basterebbe togliere il vaticano dall´Italia per risolvete almeno il 50% dei problemi". E´ il post che il consigliere comunale 5 stelle Dario Gulino ha pubblicato domenica mattina sul proprio profilo Facebook: poche righe destinate però a far discutere parecchio.

LA PRESA DI POSIZIONE DEL PD INDIGNATO
Il Pd è il primo ad intervenire. «Vorremmo capire - scrivono in una nota i consiglieri comunali del Pd Mario D’Asta e Mario Chiavola - se il sindaco Federico Piccitto e i componenti della sua giunta condividono le affermazioni di un esponente della maggioranza, il consigliere comunale Dario Gulino, a proposito del protocollo stipulato nei giorni scorsi dall’amministrazione cittadina con la Curia per l’apertura dei principali luoghi di culto a fini turistici. Il grillino Gulino - prosegue la nota del Pd - ha paragonato la Chiesa locale alla stessa stregua della mafia, visto che il Comune di Ragusa sarebbe obbligato a pagarle il pizzo».

D’Asta e Chiavola che si dicono indignati per "Le affermazioni qualunquiste e populiste, oltre che davvero preoccupanti - proseguono nella nota - di un rappresentante della compagine politica che sostiene la giunta Piccitto". I due consiglierei quindi si augurano "Che il sindaco prenda decisamente le distanze da queste dichiarazioni, il che, se non accadesse, vorrebbe dire in qualche modo condividerle".

L’intervento del consigliere Gulino dalla sua pagina Facebook ha raccolto anche qualche proselito e, quando qualcuno degli utenti che commentano, gli chiede di dare spiegazioni sulle sue affermazioni, rincara la dose: «Ragusa è sempre stata obbligata a pagare questo pizzo alle chiese: basta vedere quanto costano annualmente e, poi, vedere quanto guadagnano. Ma questo non si potrà mai sapere, non si sono mai saputi i guadagni della mafia e quanti beni ha. Figuriamoci se possiamo sapere questo sulle chiese. Ma tanto nessuno si metterà mai contro il Vaticano e per non avere problemi si continuerà a pagare e a sostenere questo sistema».

«Basta tutto questo per fare capire il tenore della gravità delle suddette affermazioni – dicono ancora D’Asta e Chiavola – su cui non si può fare finta di niente e rispetto alle quali è indispensabile che il sindaco Piccitto, o chi per lui, dica la propria».

IL RINNOVO DEL PROTOCOLLO D´INTESA CON LA DIOCESI DI RAGUSA
La Giunta Piccitto ha rinnovato di recente il protocollo di intesa con la Diocesi per la fruizione delle chiese. L’apertura delle chiese nella scorsa stagione turistica, grazie ad orari più flessibili ed ampi, ha dato la possibilità ai turisti di apprezzare il patrimonio ecclesiastico soprattutto nelle festività e nel periodo estivo. Il protocollo comprende il periodo tra il primo aprile e il 7 gennaio 2018. Stanziata la spesa di 45 mila euro con fondi prelevati dal Piano di utilizzo dell´Imposta di soggiorno che sarà introitata nel corso dell’anno.

"La fruizione delle dodici chiese inserite nel protocollo con la Diocesi di Ragusa – dichiara l´assessore al turismo Nella Disca – contribuirà ad arricchire l´elenco del ricco patrimonio storico che i turisti in visita nella nostra città potranno ammirare contribuendo in tal modo a promuovere sempre più il nostro territorio". Le chiese sono S. Giovanni , La Badia, S. Maria delle Scale, Anime del Purgatorio, S. Francesco all’Immacolata, S. Filippo Neri, S. Maria dell’Itria, S. Giorgio, S. Giusepe, S. Giacomo, Annunziata e S. Maria dello Spasimo.