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Sabato 21 Ottobre 2017 - Aggiornato alle 11:15 - Lettori online 786
RAGUSA - 19/03/2017
Attualità - I segreti della medicina per curarsi meglio

Quando depressione e rabbia innalzano il diabete

In questo articolo viene fatta luce su determinati aspetti della patologia poco note. Foto Corrierediragusa.it

Molti studi hanno dimostrato che chi soffre di depressione tende ad avere la glicemia più alta e maggiore resistenza all’insulina. Il depresso aderisce inadeguatamente alle cure mediche e alla dieta e non tiene in considerazione l’attività fisica. Questo naturalmente comporta un peggioramento della qualità della vita. Nelle persone depresse si può verificare un aumento del numero e della gravità delle complicanze (nefropatie, retinopatie, disturbi della sfera sessuale). Si può verificare anche la comparsa di fattori di rischio cardiovascolari, cosa che può aumentare la mortalità. In questo articolo redatto dallo psicologo e psicoterapeuta Carmelo Pignatelli (foto) viene fatta luce su determinati aspetti della patologia poco note.

Rabbia e Ostilità
La rabbia è un intenso sentimento nei confronti di qualcuno o qualcosa. L’ostilità è invece più onnicomprensiva, in quanto comprende opposizione, antagonismo e avversione. Proviamo rabbia quando qualcuno si comporta male con noi o ci sfrutta. Essa può mascherare sentimenti di insicurezza, disperazione, delusione o paura. Spesso è appropriata, e a volte può indurre ad effettuare dei cambiamenti in situazioni spiacevoli e/o dannose. Secondo lo psichiatra Redford Williams, l’ostilità ricopre numerosi aspetti, identificati come «cinismo»: una sostanziale diffidenza verso il genere umano; una frequente e intensa esperienza di collera; la tendenza ad esprimere questa collera in comportamenti aggressivi.

Le persone ostili sono più suscettibili di provare rabbia e sono spesso turbate da una serie di controversie e conflitti interpersonali coi quali fanno i conti tutti i giorni (fila alla posta, mancato rispetto precedenza, litigi condominiali). Questi soggetti tendono a presentare una risposta fisiologica esagerata alle situazioni stressanti, e rischiano più di altri, di contrarre malattie cardiovascolari. Lo psicologo Ray Niaura, verso la fine degli anni ’90 del secolo scorso, trovò che gli uomini ostili tendevano a assumere più calorie e quindi ad ingrassare. Inoltre, presentavano bassi livelli di colesterolo Hdl, quello «buono», e alti livelli di insulina.

Richard Surwit rilevò che le persone con alto tasso di ostilità tendevano ad avere l’insulino- resistenza, che indica l’incapacità delle cellule dell’organismo a rispondere all’ormone insulina. In questo modo, si determina la permanenza del glucosio nel sangue, indipendentemente dal peso corporeo. La rivista Health Psychology nel 2003 pubblicò un articolo, nel quale sosteneva che i bambini ostili sviluppano più facilmente la sindrome metabolica, che comprende obesità, insulino-resistenza, diabete, ipertensione e colesterolo alto. Questo dato potrebbe essere utile per la prevenzione primaria di queste patologie.

Il programma di sei settimane
Nell’ambito delle loro ricerche, Surwit e i suoi collaboratori svilupparono un programma di sei settimane che comprendeva l’utilizzo del rilassamento muscolare progressivo sviluppato da Edmund Jacobson; un approccio cognitivo volto alla modifica di pensieri e comportamenti inadeguati, sviluppato dallo psicologo Albert Ellis; l’impiego di visualizzazioni guidate, divulgate negli anni ’70 del secolo scorso dal radio oncologo Carl Simonton. Queste ultime, dopo un iniziale utilizzo nella cura del cancro, furono ampiamente usate per molte altre patologie.

Il rilassamento
La distensione comporta dei giovamenti fisici, con il miglioramento dell’apporto di sangue e dell’attività delle ghiandole; emotivi, con la riduzione delle paure e la stabilizzazione delle emozioni; cognitivi, perché migliora la concentrazione e la capacità di apprendimento.
Alla Duke University hanno dimostrato che il rilassamento, svolto regolarmente, provoca un abbassamento degli ormoni dello stress nel sangue, riduce la tensione muscolare, la pressione arteriosa, il battito cardiaco e, dulcis in fundo, la glicemia.

La Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale
La forma più antica di psicoterapia cognitiva fu sviluppata, come accennato, dallo psicologo newyorkese Albert Ellis, negli anni ’50. Essa può migliorare l’umore e la visione del mondo. Ed è per questo che, per la sua efficacia contro la depressione, viene considerata, assieme ai farmaci antidepressivi, la terapia d’elezione contro questa devastante malattia. La Terapia Cognitivo Comportamentale (Tcc) insegna ad esaminare i pensieri e le credenze disfunzionali e/o irrazionali che sorgono spontaneamente e che portano ai disturbi emotivi e ai comportamenti inadeguati e/o nocivi. Una volta analizzate, queste vengono sostituite da altre più funzionali. La rivista Diabetic Medicine in un numero del 2002 conferma il fatto che la Tcc aiuta a risollevare grandemente l’umore e a migliorare la glicemia nei pazienti diabetici.

La Visualizzazione Guidata
Carl Simonton era un radio oncologo che, stanco di veder morire molti dei suoi pazienti, decise di intraprendere un percorso di cure fino ad allora mai prese in considerazione. Nei primi anni ’70 del secolo scorso,aveva scoperto una importante differenza fra le persone nel loro processo di guarigione: fra individui colpiti dalla stessa patologia, simili per età, condizioni economiche, sociali e culturali, alcuni di questi guarivano o miglioravano notevolmente il loro stato di salute, contrariamente al altri che non ce la facevano. Simonton notò che le persone avevano maggiori possibilità di guarigione se partecipavano attivamente al processo di guarigione. Questo consentiva il coltivare la speranza, il progettare attività future e l’impegnarsi in attività che procuravano loro soddisfazione e piacere. Simonton utilizzò due procedimenti per la cura dei malati oncologici: la visualizzazione guidata e la modifica delle convinzioni che lui chiamava malsane, in credenze sane.

Questo portava ad uno stato mentale che favoriva l’evoluzione positiva della malattia. L’impiego delle immagini mentali, nel trattamento di una grande varietà di problemi permette la gestione di una serie di problemi quali: stress, obesità, insonnia, dolore cronico, cancro, ipertensione, cefalee, lombalgie, disturbi della sfera sessuale e molti altri. E’ ormai universalmente riconosciuto che gli stati mentali possono causare una riduzione delle difese rispetto alle malattie. Quello che non è stato evidenziato con forza è che si può verificare anche l’opposto: se possiamo ammalarci anche gravemente a causa delle nostre credenze e comportamenti, possiamo anche stare meglio e ristabilirci dalle malattie.

Come diceva il centenario sciamano Thomas Largewhiskers :«Io non so cosa avete imparato dai libri, ma la cosa più importante che io ho appreso dai miei nonni è che c’è una parte della mente che noi non conosciamo, e che è quella più importante per mantenerci sani o ammalarci». E’ stato recentemente dimostrato che le tecniche di rilassamento e di immaginazione guidata possono avere una certa influenza sulla fisiologia del corpo umano, fino alla modifica dell’espressione genetica. (Massachusetts General Hospital, Harvard Medical School, rivista on line Plos One luglio 2008). L’imagery può modificare profondamente anche il comportamento, aumentando il senso di fiducia, di autocontrollo ed energia. Inoltre aiuta a ridurre l’ansia, la depressione e le paure, con le positive ricadute per la salute.

Il prof Herbert Benson, che è stato per cinquanta anni presso la Facoltà di Medicina di Harvard, prima come studente e poi come docente di Cardiologia, paragona la salute ottimale ad uno sgabello a tre gambe: le cure mediche, quelle chirurgiche e la cura del sé da parte del paziente. La terza gamba sono le strategie da utilizzare per incrementare le nostre naturali capacità di guarigione. Fra le altre: rilassamento, approcci cognitivi, visualizzazione guidata, meditazione, training autogeno, esercizio fisico, nutrizione appropriata, gestione dello stress, come abbiamo già visto. La gestione integrata delle malattie è ormai un fatto consolidato in molti Paesi.

Herbert Benson ha intitolato il suo ultimo libro «Relaxation Revolution», perché ritiene che ci sia in atto una vera e propria rivoluzione nella campo della cura di moltissime patologie. Secondo il cardiologo americano, il futuro della medicina integrata è radioso, per il fatto che, coi progressi della ricerca, le terapie mente – corpo si diffonderanno sempre di più negli ospedali e negli studi medici. E quando sarà accettata definitivamente l’idea che la mente può certamente influenzare e aiutare a guarire il corpo, la rivoluzione sarà compiuta