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Mercoledì 13 Dicembre 2017 - Aggiornato alle 23:19 - Lettori online 429
RAGUSA - 01/03/2017
Attualità - Lo svela il Dipartimento Attività Sanitarie

Fascia costiera iblea la meno inquinata di Sicilia

Solo 45 siti interdetti ai bagnanti. I Laboratori di Sanità Pubblica hanno fornito i dati Foto Corrierediragusa.it

Ragusa ha la fascia costiera meno inquinata in Sicilia. Lo dice il rapporto del Dasoe (Dipartimento Attività Sanitarie ed Osservatorio Epidemiologico) basato sui dati forniti dai Laboratori di Sanità Pubblica presso le Asp delle nove province siciliane. Le zone non balneabili perché inquinate sono poco più di 500 metri alla foce del fiume Dirillo (200 metri), e della foce del fiume Ippari per un totale di 350 metri nei territori di Ragusa e Vittoria. Le altre zone interdette alla balneazione, secondo il rapporto, sono in prossimità dei porti di Marina di Ragusa, Scoglitti, Donnalucata e Pozzallo. Il divieto, tuttavia, non riguarda l’inquinamento ma scaturisce dalle attività connesse ai porti. La mappatura della costa Sicilia, ben 1.639 km, dice che 45 siti sono interdetti ai bagnanti in prossimità della apertura della stagione balneare 2017 che si apre ufficialmente il 1 aprile. La maglia nera va al territorio palermitano dove insistono ben 24 zone per ben 22 Km inquinate. Di queste, 8,260 ricadono all´interno del capoluogo.

La situazione più critica si registra a Carini con cinque chilometri di litorale interdetto alla balneazione Non va a meglio alla provincia di Messina con ben undici tratti di costa inquinati per un totale di 10,645 chilometri. È la città peloritana a far registrare i dati più allarmanti con sette chilometri di litorale non adatti alla balneazione. Solo poco più di quattro chilometri di costa inquinata per le province di Agrigento e Siracusa, mentre il territorio nisseno vede il litorale di Gela a rischio per 1,460 chilometri.

Trapani fa, invece, registrare tre tratti di interdetti alla balneazione per un totale di 1,650 chilometri. A Catania, il Dasoe non riporta tratti di costa interdetti alla balneazione per inquinamento, ma elenca aree portuali o fortemente urbanizzate tra Acireale ed il capoluogo etneo.La Regione, inoltre, riconosce cinque Parchi o Riserve naturali marittime il cui accesso è vietato ai bagnanti per un totale di 8,858 chilometri. Si tratta della riserva di Ustica (Pa), dell´oasi del Simeto (Ct), della foresta del fiume Irminio (Rg) e di Canalone e Scoglio dell´Elefante (Sr).

A partire dal 20 marzo l´assessorato regionale alla Salute effettuerà dei prelievi di pre-campionamento delle acque marine. Le analisi proseguiranno fino al 31 ottobre, giorno in cui finirà la stagione balneare 2017. I dati raccolti verranno poi catalogati dal ministero della Salute al fine di monitorare la qualità dei mari italiani.