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Domenica 20 Agosto 2017 - Aggiornato alle 11:02 - Lettori online 570
RAGUSA - 28/02/2017
Attualità - La prima puntata della nuova serie del commissario non tradisce le attese

Montalbano alla grande in "Un covo di vipere"

E’ un investigatore maturo, poco incline alla passione e fedele ad una Livia più presente rispetto ad altri racconti Foto Corrierediragusa.it

Un caso difficile per il commissario Montalbano. «Un covo di vipere» tiene incollato lo spettatore dispiegando fino alla fine sorprese e dipanando segreti. Il romanzo di Andrea Camilleri, pubblicato nel 2013 e scritto nel 2013, presenta una società segnata da intrecci amorosi, gelosie, vite parallele e sordidezze varie. Tutto ruota attorno alla vita del ragioniere Cosimo Barletta, che ha un debole per le ventenni che colleziona come figurine grazie alle sue disponibilità economiche, ma che alla fine saranno la causa della sua morte. Un personaggio molto siciliano, che appare poco, che ha una sua vita segreta che, tuttavia non sfugge ai due figli che saranno i responsabili della sua morte violenta. Montalbano quasi si perde nelle indagini ma il suo meticoloso lavoro investigativo unito alla conoscenza delle debolezze di uomini e donne, lo porterà a risolvere il caso. E’ un investigatore maturo, poco incline alla passione e fedele ad una Livia più presente rispetto ad altri racconti.

Il paesaggio ibleo esalta una storia tutta siciliana con i colori del mare di Punta Secca, i panorami su Modica e S. Giorgio, lo sfondo di va Mormina Penna e quello su Ibla. Un paesaggio solare e trasparente che fa da contraltare ad una vicenda torbida, noir, quasi impenetrabile nella sua evoluzione. Il primo dei due episodi della nuova serie di Montalbano non ha tradito le aspettative per la narrazione e l’interpretazione, ha riproposto luoghi e atmosfere consuete, fideizzate ormai dal pubblico, che sono ormai entrate a far parte dell’essenza stessa dei romanzi di Andrea Camilleri.