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Giovedì 19 Ottobre 2017 - Aggiornato alle 16:25 - Lettori online 1144
RAGUSA - 23/02/2017
Attualità - Ragusa in Movimento si rivolge all’Amministrazione

Troppi alberi sradicati a Ragusa: allarme di Chiavola

Per i lavori di allargamento dei marciapiedi in viale Napoleone Colajanni Foto Corrierediragusa.it

«I lavori per l’allargamento dei marciapiedi in viale Napoleone Colajanni, benché attesi da tempo, stanno determinando una spiacevole conseguenza: l’eliminazione indiscriminata dei tigli che, da decenni, hanno caratterizzato il panorama di una tra le vie principali della città». E’ quanto si legge testualmente nella nota di denuncia inviata dal presidente dell’associazione Ragusa in Movimento Mario Chiavola, che chiede risposte all’amministrazione in merito alla scelta di abbattere solo alcuni alberi, mentre altri sempre lungo la stessa via, sembrerebbero essere stati per così dire graziati. «Ci sono arrivate – sottolinea il presidente di Ragusa in Movimento– numerose segnalazioni da parte dei residenti ma anche di semplici cittadini. In molti, infatti, ricordano ancora come non siano state mantenute le promesse di sostituire le robinie di viale dei Platani, rimosse oltre un anno fa, mentre anche in un tratto di via Dante erano stati estirpati alcuni alberi che, ancora oggi, non hanno trovato un rimpiazzo». Che la gestione del verde pubblico al Comune di Ragusa lasci a desiderare lo testimonierebbe secondo Chiavola anche la decisione di diserbare i cigli stradali nel tratto di viale delle Americhe, eliminando le siepi di oleandri che esistevano da tempo. Anche in questo caso senza che si pensasse a un rimpiazzo.

Ragusa in Movimento si rivolge quindi all’Amministrazione comunale affinché si possa verificare il tenore degli interventi e soprattutto impedire che il patrimonio arboreo della città venga , drasticamente ridotto. A proposito dei marciapiedi di viale Colajanni, inoltre Chiavola chiede risposte anche in merito all’allargamento che potrebbe andare a scapito della sede stradale e si domanda se saranno mantenuti gli stalli di sosta liberi che, un tempo, erano individuati proprio sotto gli alberi.