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Sabato 21 Ottobre 2017 - Aggiornato alle 11:15 - Lettori online 829
RAGUSA - 15/02/2017
Attualità - Il rapporto presentato nel corso di un convegno al Centro studi "Feliciano Rossitto"

Immigrazione ed emigrazione, Ragusa leader in Sicilia

Il vescovo Mons. Cuttitta ha parlato di Ragusa e del suo territorio come terra di vera accoglienza Foto Corrierediragusa.it

"Immigrazione ed emigrazione. Un Paese plasmato dalla mobilità". Un titolo che ha perfettamente riassunto la presentazione dei dati del dossier Caritas-Migrantes, che si è tenuta nell´auditorium del Centro studi «Feliciano Rossitto». È stato Vincenzo La Monica della Caritas diocesana a curaree presentare ai tanti presenti la parte sulla mobilità umana in provincia di Ragusa.

Un ricco dettaglio di dati, analisi e riflessioni iniziato con «numeri» significativi: un più 124 per cento, dal 2011 al 2015, nel numero dei cancellati per l´estero. Cittadini della provincia di Ragusa che hanno fatto i bagagli e sono andati a vivere fuori dall´Italia. Nel 2011 le cancellazioni erano state 243, 353 l´anno successivo. E ancora 463 nel 2013, 470 nel 2014. Il «boom», infine, del 2015, con 560 che hanno lasciato la provincia iblea per andare a risiedere all´estero. Il dato rilevato sulla popolazione Aire, l´anagrafe degli italiani residenti all´estero, segnala 28.308 cittadini della provincia di Ragusa che vivono fuori dall´Italia. La percentuale, sul totale della popolazione residente (320.226 persone) è dell´8,8 per cento.

Domenico Leggio, direttore provinciale della Carias si è invece concentrato sulla migrazione ed ha spiegato perché il fenomeno non è più emergenziale ma «strutturale» per cui va affrontati in sede locale dal punto di vista culturale, sociale,, formativo, dell’ordine pubblico e sicurezza. A questo proposito il prefetto Maria Carmela Librizzi ha parlato di 60 sbarchi e quasi 20 mila persone sbarcate. Nella gestione dei migranti sono coinvolte 50 strutture sparse sul territorio. Un caso a parte sono poi i minori che hanno raggiunto la quota di 5 mila.
«Immigrazione ed emigrazione. Un Paese plasmato dalla mobilità». Un titolo che ha perfettamente riassunto la presentazione dei dati del dossier Caritas-Migrantes, che si è tenuta nell´auditorium del Centro studi «Feliciano Rossitto». È stato Vincenzo La Monica della Caritas diocesana a curare la parte sulla mobilità umana in provincia di Ragusa.
Un ricco dettaglio di dati, analisi e riflessioni iniziato con «numeri» significativi: un più 124 per cento, dal 2011 al 2015, nel numero dei cancellati per l´estero. Cittadini della provincia di Ragusa che hanno fatto i bagagli e sono andati a vivere fuori dall´Italia. Nel 2011 le cancellazioni erano state 243, 353 l´anno successivo. E ancora 463 nel 2013, 470 nel 2014. Il «boom», infine, del 2015, con 560 che hanno lasciato la provincia iblea per andare a risiedere all´estero.
Il dato rilevato sulla popolazione Aire, l´anagrafe degli italiani residenti all´estero, segnala 28.308 cittadini della provincia di Ragusa che vivono fuori dall´Italia. La percentuale, sul totale della popolazione residente (320.226 persone) è dell´8,8 per cento.

Domenico Leggio, direttore provinciale della Caritas si è invece concentrato sulla migrazione ed ha spiegato perché il fenomeno non è più emergenziale ma «strutturale» per cui va affrontati in sede locale dal punto di vista culturale, sociale,, formativo, dell’ordine pubblico e sicurezza. A questo proposito il prefetto Maria Carmela Librizzi ha parlato di 60 sbarchi e quasi 20 mila persone sbarcate. Nella gestione dei migranti sono coinvolte 50 strutture sparse sul territorio. Un caso a parte sono poi i minori che hanno raggiunto la quota di 5 mila. Il vescovo Mons. Cuttitta ha parlato di Ragusa e del suo territorio come terra di accoglienza e di una presenza dei migranti ormai stabilizzata.