Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Venerdì 26 Maggio 2017 - Aggiornato alle 14:52 - Lettori online 929
RAGUSA - 11/01/2017
Attualità - Le polemiche non accennano a placarsi

I 5 Stelle attaccano la soprintendenza

Per i grillini il sindaco Piccitto non c’entra Foto Corrierediragusa.it

I consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Ragusa, Massimo Agosta e Maurizio Stevanato, intervengono in merito al caso del «Museo Archeologico ibleo». Diverse critiche nei giorni scorsi si erano infatti levate nei confronti della struttura, a partire dalla consigliera Marino e dal partito Democratico. Il soprintendente ai beni culturali Calogero Rizzuto aveva invocato la chiusura della struttura, sembrerebbe solo provocatoriamente, e un gruppo di dirigenti ragusani si era schierato in prima linea, dando piena disponibilità per lavorare per il rilancio del museo. Ora i 5 stelle puntano il dito contro l’assessore ai Beni Culturali della Regione Siciliana e la Soprintendenza. Inutile – secondo i consiglieri pentastellati – strumentalizzare la situazione sollecitando il primo cittadino Piccitto, per una questione per cui di fatto non ha competenza. «Il Sindaco – dicono Stevanato e Agosta - deve sì attivarsi per la città ma non deve sollecitare nessuno, deve solo richiedere che i responsabili regionali si affidino alle capacità del settore ben i culturali del Comune», dimostrate dal successo del Museo del Costume e del castello di Donnafugata, riportato a nuova vita.

«Addirittura – aggiungono i consiglieri - il Soprintendente ha lanciato la provocazione, che sinceramente auspichiamo questo solo vuole essere, di chiudere i battenti del Museo,che manifesterebbe incapacità, assieme a quella del responsabile del Polo museale, di porre rimedio ad una situazione evidentemente più grave di quella presentata dai politici locali». «A Ragusa – continuano Agosta e Stevanato - hanno mandato qualcuno che, alla prima difficoltà, pensa bene di chiudere ‘a putia e di lavarsene le mani. E’ tempo di fare politica seriamente - concludono - non chiediamo dimissioni, ma solo un’altra tornata di nomine per tentare una sorta migliore per la piazza di Ragusa, non chiediamo un custode che serva solo a chiudere i cancelli ma personale qualificato che valorizzi i beni del territorio».

L´ORIGINE DELLA CONTROVERSA VICENDA
Museo archeologico trascurato e per Calogero Rizzuto è meglio chiuderlo. Forse è solo una provocazione quella del massimo responsabile dei beni culturali sul territorio ma indubbiamente una presa di posizione che fotografa una realtà che una visitatrice in visita al museo ha avuto modo di toccare con mano e successivamente denunciare. Il museo si trova in uno stato di degrado, se non di abbandono, nonostante contenga un buon numero di reperti, alcuni anche preziosi, che testimoniano il passaggio delle età preistoriche e successive sul territorio ibleo. Dice Calogero Rizzuto: «Meglio chiudere perché non si possono fare figure del genere. Dobbiamo intervenire per dare una sistemazione più consona ai reperti archeologici ma al momento non possiamo». Il sovrintendente pensa già al trasferimento del museo di via Natalelli nello spazio museale che verrà creato a S. Maria del Gesù a Ibla, complesso per il quale è stato finanziato e già appaltato il progetto di recupero.

Ci vorrà tempo ma intanto si dovrà decidere cosa fare del museo archeologico perché tenerlo in queste condizioni non ha senso anche perché è dimenticato, poco segnalato, per nulla attraente. Servirebbe una sterzata e nuove idee ed a questo proposito alcuni operatori culturali del territorio, tra cui Gianni Bocchieri, attuale direttore generale dell’assessorato all’Istruzione della Regione Lombardia, insieme a Vicky Di Quattro, Costanza Di Quattro e Clorinda Arezzo del Teatro Donnafugata, dicono la loro: «Il caso del Museo - dicono - può rappresentare un esempio perfetto di una politica virtuosa che voglia mettere a sistema l’esigenza di aprire nuovi spazi di lavoro, riempire un vuoto nella formazione per i giovani rispetto alle tematiche ricettivo- turistiche e puntare allo sviluppo culturale ed economico del territorio stesso".

"Il nostro appello - dice Gianni Bocchieri - vuole arrivare fino all’assessore ai Beni Culturali Carlo Vermiglio e a quello al Turismo, Anthony Barbagallo, chiedendo di utilizzare anche il Programma nazionale di Garanzia Giovani come strumento per lo start-up di imprese creative ed innovative, che potrebbero trovare nel Museo il loro incubatore d´impresa. Vogliamo offrire - conclude Bocchieri - il nostro impegno e contributo, mettendoci subito a disposizione del Sovrintendente Rizzuto, perché il Museo possa riprendere la sua normale attività e puntare ad obiettivi più ambiziosi».