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Martedì 24 Gennaio 2017 - Aggiornato alle 21:52 - Lettori online 513
RAGUSA - 09/01/2017
Attualità - Prosegue la protesa di allevatori e Forconi con una fitta agenda di incontri

Va avanti la vertenza Ragusa Latte

E intanto giovedì c’è il concordato in tribunale Foto Corrierediragusa.it

Massimo impegno per addivenire ad una soluzione condivisa da tutti e che venga incontro alle legittime esigenze degli allevatori che devono ricevere 6 milioni di euro per il latte conferito alla Ragusa Latte. E´ il sunto dell´esito dell´incontro tra il presidente della commissione regionale antimafia Nello Musumeci, i Forconi e gli allevatori (foto) in protesta da giorni. Il caso quindi passa all´esame della commissione antimafia. I soci della cooperativa intendono a tutti i costi essere ascoltati in commissione antimafia, in attesa di un´audizione pure alla commissione anti corruzione di Raffaele Cantone. Il sospetto del leader dei Forconi Mariano Ferro è che sia stata dichiarata una bancarotta fraudolenta affinché la Ragusa Latte finisca svenduta a qualche grosso gruppo, magari estero.

E´ quindi cominciata la serie di incontri per chiedere chiarezza sul destino della Ragusa Latte, descritta dai Forconi come un gioiellino poi ritrovatosi con un buco finanziario di circa 14 milioni di euro. In agenda ci sono anche gli incontri con il questore ed il prefetto di Ragusa. Si mira a far slittare la data del concordato proposto dalla cooperativa e fissato per giovedì prossimo. Gli allevatori difatti non accettano di ricevere solo il 40% di quanto loro dovuto (ma potrebbe essere anche meno, si parla del 30%) in quanto si dovrebbero attendere comunque mesi, se non anni.

E poi si deve sciogliere il nodo delle denunce presentate circa un anno e mezzo fa sulla precaria situazione finanziaria della cooperativa, che, difatti, ora rischia il fallimento, quando fino a pochi anni prima fatturava fino a 25 milioni di euro. Si vuole capire di chi sia stata la responsabilità di questa ecatombe, e perché nessuno abbia agito per tempo. Le indagini della guardia di finanza, per fare luce su questa vicenda, vanno avanti da mesi, ma niente trapela dal riserbo. Si sa solo che l’ipotesi di reato prospettabile è quella di bancarotta fraudolenta, ma non è dato sapere se vi siano allo stato indagati, e se sì quanti.