Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Mercoledì 16 Agosto 2017 - Aggiornato alle 15:14 - Lettori online 951
RAGUSA - 04/01/2017
Attualità - Dopo il caso dell’aggressione ad un medico di Catania

Ospedali iblei sicuri? Dubbi e quesiti

Interventi di Chiavola, Tagliarini e Campailla Foto Corrierediragusa.it

La vicenda dell’aggressione del medico del Pronto soccorso del Vittorio Emanuele di Catania, picchiato per essersi rifiutato di fornire l´identità di una donna che, ore prima, era stata medicata per un incidente stradale, riapre una questione sollevata più volte: quella della sicurezza negli ospedali anche per il personale sanitario in servizio. L’impennata di aggressioni in terra etnea, 7 in quattro mesi, spinge a chiedersi quale sia la situazione in termini di sicurezza nei nosocomi iblei. Sulla questione interviene il presidente dell’associazione «Ragusa in Movimento», Mario Chiavola, che sottolinea come sia meglio «prevenire che curare» e chiede di attrezzare e dotare i Pronto soccorso degli ospedali territoriali iblei, degli opportuni dispositivi di sicurezza. «Ci è capitato più volte di verificare – scrive Chiavola in una nota ufficiale – come gli ingressi in ospedale, per lo meno a Ragusa, non siano per nulla filtrati per cui eventuali malintenzionati potrebbero avventurarsi all’interno senza difficoltà. E questo è un problema che non va affatto preso sottogamba. Ci auguriamo come movimento politico, – conclude Chiavola - che la direzione generale possa prendere spunto dalle situazioni incresciose accadute altrove per fare in modo che episodi del genere non si verifichino nella nostra realtà».

Un problema, quello della sicurezza, che coinvolge anche i presidi di Guardia medica e Pte: per quanto riguarda il ragusano, ancora vivo il ricordo della dottoressa stuprata a Scicli, mentre stava effettuando il turno di notte. Da allora molti medici, soprattutto donne, hanno manifestato timore a trascorrere la notte nei presidi di guardia medica da sole, facendosi accompagnare il più delle volte da compagni e familiari. Da più parti sono stati chiesti interventi per garantire maggiore sicurezza agli operatori sanitari, ma in realtà ancora molto poco è stato fatto.

LA NOTA DI SORGI VITTORIA SUL GUZZARDI
«Garantire una maggiore sicurezza per il personale medico e paramedico che opera al pronto soccorso dell’ospedale «Guzzardi» di Vittoria e potenziare i servizi per gli utenti che in particolar modo nelle ore notturne si recano al presidio per emergenze». Il movimento politico-culturale «Sorgi Vittoria», guidato dalla presidente Valentina Tagliarini, accende i riflettori su alcuni aspetti che riguardano il pronto soccorso vittoriese. «Da alcune segnalazioni che abbiamo ricevuto –spiegano la presidente Valentina Tagliarini e il responsabile per i diritti dei cittadini Cesare Campailla- vogliamo porre l’attenzione sulla necessità di garantire una maggiore tutela agli operatori sanitari che, specialmente durante le ore notturne, potrebbero essere a rischio di aggressioni o di altri episodi sgradevoli. Una soluzione, sulla quale invitiamo i dirigenti dell’Asp a riflettere, è quella della stipula di una convenzione con un istituto di vigilanza.

Per quanto riguarda invece i servizi offerti agli utenti – concludono i due esponenti di «Sorgi Vittoria»- la presenza di un solo medico durante le ore notturne costringe i cittadini ad attese che potrebbero avere anche tragiche conseguenze. Per questo invitiamo la direzione dell’azienda sanitaria – conclude Sorgi Vittoria – a predisporre i dovuti interventi».