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Venerdì 18 Agosto 2017 - Aggiornato alle 19:05 - Lettori online 828
RAGUSA - 02/01/2017
Attualità - Ne è passata di acqua sotto i ponti

La provincia di Ragusa celebra i suoi 90 anni

Dall’istituzione dell’elevazione a capoluogo Foto Corrierediragusa.it

Novanta anni dall’istituzione dell’elevazione di Ragusa a capoluogo. Il 2 gennaio 1927 nacque ufficialmente la Provincia di Ragusa costituita da altri undici comuni iblei. L’istituzione della provincia di Ragusa fu decisa il 6 dicembre del 1926 dal Consiglio dei Ministri presieduto da Benito Mussolini che nominò quale primo prefetto, appena qualche giorno dopo, Gaetano De Blasio. Fu proprio il prefetto De Blasio a vedere nella nuova provincia: «l’inizio della rigenerazione della Regione, già gloriosa per antiche tradizioni, alla quale natura fu sempre prodiga di uomini eminenti che la onorarono in ogni campo, e di ricchezze di ogni specie che avrebbe rappresentato fonte di nuovo maggiore benessere». Il 16 gennaio 1927 viene invece nominato dal prefetto De Blasio il nuovo Commissario straordinario Guglielmo Casale il quale a sua volta il 18 febbraio nominò la prima Giunta che si insediò il 26 febbraio. Ragusa nasce dalla spartizione di una parte del territorio della provincia di Catania con la "cessione" di ben 12 comuni ad Enna; nel piano del governo fascista c’era anche la nona provincia siciliana e questa era destinata a Caltagirone ma il flop della visita nella città calatina da parte del Duce nel maggio del 1924 aprì subito le porte a Ragusa. Filippo Pennavaria si adoperò infatti per portare il Duce a Ragusa e a convincerlo che sarebbe stata la scelta giusta anche se c’era da superare la concorrenza di Modica.

Qui lo scontro sociale e familiare tra la classe dirigente fascista della città ebbe tuttavia il sopravvento; la condizione di grande instabilità interna al Fascio di Modica influì sulla capacità di rapportarsi in modo unitario con Mussolini a Roma e tutto questo pesò alla fine sulle legittime aspirazioni della città a diventare capoluogo.

Se a questo si aggiungono un movimento operaio e socialista ben attivo sul territorio si capisce bene come Modica fosse destinata a soccombere. Anche perché Filippo Pennavaria, allora sottosegretario del governo Mussolini, continuava a tessere le fila tra Ragusa e Roma.

Oggi non si parla più di provincia, cancellata, come le altre otto, da una legge votata dall’Ars ma ancora non del tutto applicata. Si attendono a questo proposito gli insediamenti dei nuovi consigli con una votazione di secondo grado demandata a sindaci e consiglieri comunali dei vari comuni che eleggeranno un sindaco quale presidente del Libero Consorzio.

Ragusa ha vissuto negli anni 50’ un vero e proprio boom economico, grazie alla scoperta del petrolio da parte della Gulf Oil, negli anni 60’ l’espansione infrastrutturale ed edilizia che, tuttavia, non ha cambiato i connotati del territorio di cui ha preservato l’identità ddi centri storici e campagne. Negli anni 70 la nascita della fascia trasformata da Acate a Scicli con quello che è stato definito «oro verde». A cavallo del nuovo secolo la scoperta del turismo nazionale e internazionale con flussi importanti verso gli Iblei che godono ancora oggi del favore degli stranieri. L’aeroporto di Comiso ha contribuito da qualche anno a facilitare arrivi e partenze e Ragusa oggi nelle varie classifiche elaborate ogni anno dal Sole24ore risulta essere la prima per qualità della vita in Sicilia pur occupando un posto di medio-bassa classifica a livello nazionale. Toccherà alla classe dirigente che guiderà il Libero Consorzio portare Ragusa a posizione più dignitose sviluppando il mercato del lavoro, le infrastrutture, valorizzando il territorio in genere.

Nella foto palazzo di viale del Fante, storica sede della provincia regionale di Ragusa