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RAGUSA - 21/12/2016
Attualità - Il marchio entrerà in vigore il prossimo 9 gennaio

Unione Europea dichiara "Datterino" prodotto Igp

Zona di produzione Pachino, Portopalo e parte dei territori di Noto ed Ispica Foto Corrierediragusa.it

L´Indicazione geografica protetta «Pomodoro Pachino IGP» coprirà anche il «Datterino», ampliando il numero di varietà che rientrano nel marchio di qualità riconosciuto dall´Ue, e iscritto nel Registro europeo delle eccellenze alimentari protette contro imitazioni e falsi. La modifica al disciplinare è estremamente importante per i produttori italiani in quanto il brand è molto presente sui mercati europei e mondiali. La decisione della Commissione europea, pubblicata oggi sulla Gazzetta ufficiale dell´Ue, entrerà in vigore il prossimo 9 gennaio.

La Commissione europea ha giustificato la sua decisione di ampliare la varietà «Pomodoro Pachino IGP» al «Datterino» (Plum e Miniplum) per il fatto che questa tipologia, «grazie al favore ottenuto nei mercati ha raggiunto una quota consistente di produzione eguagliando quella delle altre tipologie di pomodoro di Pachino a marchio IGP. Il suo inserimento nell´Indicazione geografica protetta tutela il prodotto legandolo alla zona di produzione e arricchisce la denominazione garantendo il consumatore sulla provenienza del prodotto».

La zona di produzione del Pomodoro di Pachino comprende l´intero territorio comunale di Pachino e Portopalo di Capo Passero e parte dei territori comunali di Noto ed Ispica. Soddisfatto del risultato il presidente del Consorzio Igp di Pachino Sebastiano Fortunato. «Si tratta di un traguardo importantissimo che abbiamo fortemente voluto. Ad oggi contiamo circa 130 consorziati di cui circa 100 produttori, che potranno beneficiare del marchio. Un’opportunità molto importante, che va colta incentivando la collaborazione e costruendo una rete più forte». Con il marchio Igp anche per il datterino il Consorzio punta ad immettere circa mille tonnellate in più di prodotto sul mercato che andrebbero ad aggiungersi alle circa ottomila tonnellate prodotte nella passata campagna con le varietà Igp tradizionali. Si tratta complessivamente di una settantina di aziende di cui circa venti sono già produttori aderenti al consorzio con le varietà fino ad ora certificate. Una novità che secondo il direttore del Consorzio potrebbe presto portare anche ad un giro di affari di 25 milioni di euro perché il prezzo da un costo medio di un euro al chilo potrà andare anche a 1,25 incrementando il fatturato delle aziende.