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Sabato 19 Agosto 2017 - Aggiornato alle 15:22 - Lettori online 785
RAGUSA - 04/12/2016
Attualità - Ferma opposizione del comune capoluogo e dei 3 comuni montani

I rifiuti di Acate e Pozzallo scaricati a Lentini

Per il primo cittadino "Questa città non può continuare ad assistere alla mortificazione di qualsiasi regola o diritto" Foto Corrierediragusa.it

I comuni di Acate e Pozzallo conferiranno i rispettivi rifiuti nella discarica di Sicula Trasporti a Lentini. Si allevia quindi il carico di conferimento dei rifiuti nella discarica ragusana Cava dei Modicani. L´assessore Vania Contraffatto, interessata alla problematica dall´on Nello Dipasquale, e aderendo a specifica richiesta dei comuni conferitori (Ragusa, Giarratana, Monterosso Almo e Chiaramonte Gulfi)ha dato disposizione che i comuni di Acate e Pozzallo scarichino i loro rifiuti urbani nella discarica di contrada Grotte. In tal modo la discarica di Cava dei modicani, ormai con una ridotta capacità di abbancamento, non dovrà sopportare ulteriori carichi da altri comuni che ne avrebbero accorciato la capacità residua.

Pozzallo ed Acate erano stati autorizzati dal Dipartimento regionale dei rifiuti a conferire i rifiuti, in precedenza abbancati a Motta Sant´Anastasia, nella discarica di Cava dei Modicani a Ragusa, ma i sindaci di Ragusa, e dei tre comuni montani, Monterosso, Chiaramonte e Giarratana, si erano opposti. Federico Piccitto era andato personalmente ai cancelli della discarica (foto) per fermare gli autocompattatori provenienti da Acate e Pozzallo che erano dovuti rientrare sabato alla base con i cassoni pieni di rifiuti. Acate e Pozzallo producono rispettivamente 3 e 13 tonnellate al giorno e questa quantità avrebbe accorciato sensibilmente la vita di una discarica già «a termine» visto che potrà funzionare fino al prossimo 31 gennaio per una quantità massima di poco meno di 21 mila tonnellate. L’incremento di sedici tonnellate al giorno contrastava dunque con l’ordinanza emessa dal commissario straordinario del Libero Consorzio che aveva autorizzato l’utilizzo in via emergenziale di Cava dei Modicani.

Il provvedimento del Dipartimento regionale era dunque arrivato come un fulmine a ciel sereno sul tavolo del sindaco Federico Piccitto che ne aveva subito chiesto la revoca ed insieme agli altri sindaci interessati aveva incontrato il prefetto Maria Carmela Librizzi alla quale avevano rappresentato la impossibilità da parte di Acate e Pozzallo di conferire a cava dei Modicani.

E IL SINDACO DI ACATE RAFFO SI INCAZZA
La netta opposizione dei sindaci di Ragusa, Chiaramonte, Monterosso, e Giarratana, al conferimento dei rifiuti nella discarica di Cava dei modicani, dei comuni di Pozzallo e Acate, ha suscitato la veemente reazione nel primo cittadino di Acate Franco Raffo. Un atteggiamento, quello dei colleghi, che il sindaco di Acate ha definito «Offensivo della sua dignità e di quella del sindaco di Pozzallo, e delle due comunità, che sarebbero state, secondo Raffo, letteralmente umiliate pubblicamente in Prefettura, da parte dei sindaci che attualmente rappresentano la società di regolamentazione del servizio di gestione dei rifiuti". Acate chiede di non essere più considerata come l’estrema periferia del territorio bileo e il sindaco Raffo afferma che farà di tutto per uscire dalla Srr e dell’Ato. Il sindaco sostiene infatti che Acate ha già dato il suo contributo con la realizzazione negli anni 90 della discarica di contrada Pozzo Bollente, che doveva servire per i comuni di Acate, Vittoria e Santa Croce.

"Discarica che - sottoliea Raffo - nell’arco di pochi anni è diventata non più capiente, con l’aggravante che ora ci chiedono anche dei soldi per contribuire alla sua bonifica. Come Comune non verseremo un euro in quanto Acate ha già pagato la sua parte abbondantemente e, pur essendo uno dei Comuni che ha contribuito alla sua realizzazione, è stato anche costretto, successivamente, a conferire i rifiuti in una discarica di Catania, pur avendone una a pochissimi chilometri e con una grave lievitazione dei costi. E questo nel silenzio di tutti. Chiediamo – conclude ancora Raffo - strumenti legislativi e finanziari che ci consentano di risolvere definitivamente il dramma dei rifiuti e delle discariche e che si interrompa questo umiliante calvario».