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RAGUSA - 04/12/2016
Attualità - Nota dell’amministratore unico di una cooperativa sociale onlus

Lo schifo dei bagni pubblici di Ragusa

Forti dubbi sul capitolato d’appalto con relative note inviate al sindaco, ai dirigenti di settore e al M5S, rimaste nel vuoto Foto Corrierediragusa.it

«La mancanza di manutenzione ordinaria dei bagni pubblici di piazza San Giovanni costituisce solo la punta di un iceberg»: è il sunto della nota pervenuta in redazione a firma dell’amministratore unico della società cooperativa sociale onlus «Agos» Sebastiano La Mesa. Dalla missiva di La Mesa, si evince che lo schifo in cui versa la struttura sarebbe diretta conseguenza di tutta una serie di «stranezze» nell’affidamento del capitolato d’appalto per la gestione della stessa, di cui nessuno si sarebbe curato, nonostante le reiterate segnalazioni al sindaco Federico Piccitto e ai dirigenti di settore, da parte in primis dello stesso La Mesa. «Purtroppo, per noi cittadini – si legge testualmente nella nota dell’amministratore unico della «Agos» – la denuncia dell’ex consigliere comunale Peppe Calabrese e ripresa dai consiglieri Chiavola e D’Asta sulle somme sperperate per ristrutturare i locali è solo la punta di un iceberg rispetto a quella che stiamo continuando a spendere per una gestione «fantasma» della struttura.

Per comprendere bene i fatti bisogna risalire alla gara (importo previsto a base di gara di 100 mila euro) per la gestione dei bagni pubblici che l’amministrazione comunale di Ragusa ha bandito con apertura delle offerte (una sola) l’11 maggio scorso. Una gara già partita male viste le gravi anomalie in ordine alla somma messa a disposizione per la gestione del servizio, non sufficiente a coprire il solo costo del personale da assumere, e, finita peggio se si pensa che per partecipare alla gara era obbligatorio essere in possesso della certificazione di qualità Uni En Iso 9001-2008 specifica per il servizio oggetto della gara (la certificazione di qualità per gestire i cessi pubblici)!

Il suddetto locale pubblico – si continua a leggere nella nota della «Agos» – è stato inserito tra quelli che dovevano essere gestiti, dalla cooperativa aggiudicataria dell’appalto, con la presenza di personale, regolarmente assunto con il contratto delle cooperative sociali, previsto all’art. 8 del capitolato, per 365 giorni all’anno. Ma è possibile – si chiede La Mesa – che nessun amministratore o dirigente di questo comune si sia reso conto redigendo il capitolato e il relativo bando di gara che i bagni pubblici di piazza San Giovanni già alla data di pubblicazione del bando stesso non erano fruibili dai cittadini? Sempre il capitolato – dichiara La Mesa – obbliga il gestore a tenere fruibile al pubblico la struttura con la presenza almeno di una unità lavorativa tutti i giorni dell’anno, festivi compresi, dalle 8 alle 20 . Quindi 12 ore al giorno per 365 giorni per un totale di 4 mila 380 ore annue complessive.

Se moltiplichiamo questo numero per il costo orario previsto dalle tabelle ministeriali (contratto di lavoro delle cooperative sociali) che è pari a 12 euro e 38 centesimi per ogni ora lavorata, rileviamo la somma di 54 mila 224 euro. Tale somma, ancorché ridotta perchè non è comprensiva dell’aumento previsto per i turni festivi (+ 15%), è quella che l’amministrazione sta di fatto regalando al gestore, assodato che ad oggi i bagni di piazza San Giovanni sono ancora inagibili, e, di conseguenza, nessuna unità lavorativa è stata impiegata. Tutto ciò è stato denunciato all’amministrazione con nota del 6 giugno scorso. La stessa nota è stata inoltrata in maniera circostanziata al sito del M5 Stelle (www.segnalazioni/5stelle.it/illeciti/amministrazione/) che raccoglie le segnalazioni da parte dei cittadini sugli eventuali illeciti della pubblica amministrazione, la prima volta in data 6 giugno scorso e reiterata in data 26 luglio. Ad oggi – conclude mestamente La Mesa – ancora nessun cenno».

LE DENUNCE DI CALABRESE E CHIAVOLA
I bagni pubblici a Ragusa? "Una realtà da terzo mondo": a sostenerlo Peppe Calabrese, esponente politico del Pd cittadino che affida la sua denuncia ai social, pubblicando delle foto che testimoniano lo stato di abbandono della struttura di Piazza San Giovanni, che risulterebbe fatiscente e chiusa da mesi. Calabrese sottolinea come un emendamento del Pd negli anni precedenti aveva permesso la ristrutturazione dei bagni pubblici, per una spesa complessiva di oltre 80 mila euro. Già negli scorsi mesi le polemiche erano esplose per il mancato recupero dei bagni pubblici di Marina di Ragusa, chiusi per turisti e residenti.

Sullo stato di abbandono in cui versano i bagni pubblici di piazza San Giovanni (foto) interviene anche il consigliere Mario Chiavola, presidente dell’associazione politica Ragusa In Movimento, che commenta la situazione definendola «indecente» e chiedendo l’intervento immediato dell’Amministrazione comunale. «Senza alcun tipo di manutenzione – aggiunge Chiavola – i bagni sono diventati un disastro, chiusi da tempo mentre l’umidità fa capolino dal soffitto. Chiediamo per questo motivo, che l’Amministrazione comunale intervenga il prima possibile ed eviti che il degrado continui ad imperare. Non è il migliore biglietto da visita per chi ha deciso di venire a trovarci». L´amministrazione comunale, aggiungiamo noi, è sempre in tempo a fare chiarezza sulla vicenda e sui dubbi sollevati in merito.