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Giovedì 24 Agosto 2017 - Aggiornato alle 1:19 - Lettori online 403
RAGUSA - 01/12/2016
Attualità - Il fenomeno attecchisce in primis tra le fasce meno abbienti

Gioco d´azzardo con un milione speso ogni giorno

Di ciò ha fatto un quadro complessivo Giuseppe Mustile, responsabile del Sert Foto Corrierediragusa.it

Numeri che balzano agli occhi sono quelli che si registrano in territorio ibleo per quel che concerne il gioco d’azzardo e le dipendenze patologiche derivanti. Nel Ragusano l’ammontare complessivo delle giocate è di 370 milioni di euro in un anno, in poche parole un milione di euro al giorno. La situazione è piuttosto allarmante se si tiene conto che la crescita è stata esponenziale, in quanto sino al 2004, in Italia, si giocava per una quota di circa 18 miliardi. Di ciò ha fatto un quadro complessivo Giuseppe Mustile, responsabile del Sert (servizio per le dipendenze) di Vittoria, durante il quinto appuntamento formativo sulle dipendenze patologiche promosso dall’ufficio pastorale diocesano della salute, al centro di spiritualità Cor Jesu di Ragusa. Sul territorio sono presenti ben 700 punti gioco, si gioca nei bar, nei tabacchi, nelle cartolerie, insomma ovunque. Non viene più percepito come un problema, una situazione dalla quale prendere le dovute distante, ma ormai fa parte dei comportamenti normali.

Come espresso durante questo appuntamento, una volta i giocatori erano indicati come espressione di un determinato vizio, oggi, invece, si gioca impunemente. Tutti tentano per così dire la fortuna nella speranza di vincere qualcosa e tutto viene vissuto con grande normalità. «Era un incontro a cui tenevamo parecchio – ha sottolineato l’organizzatore don Giorgio Occhipinti – perché oggi le dipendenze patologiche, soprattutto quella legata al gioco, sono sempre più presenti nella vita di tutti i giorni. E le famiglie non sanno come reagire. E spesso si registrano casi limite».

La cosa da sottoporre all’attenzione è che «il reddito consumato è quello delle persone meno abbienti. E’ come se venisse tolto reddito di speranza alle persone che giocano, che già versano in condizioni critiche, ha sottolineato Mustile. «Dobbiamo altresì aggiungere, che la pubblicità dei giochi è ingannevole, seduce chi non ha la possibilità di comprendere e di difendersi, i soggetti deboli». Nel Ragusano ci sono circa 800 giocatori patologici e tremila all’incirca sono quelli problematici, ma ne vengono curati, dai tre Sert iblei, solo un terzo, ovvero i patologici che perdono il controllo e che passano da un’attività di gioco impulsiva a una compulsiva.

Durante l’incontro sono emersi anche altri numeri, in quanto lo Stato sta cercando di provvedere per arginare questo fenomeno, ma il gioco legale in Italia ammonta a 90 miliardi di euro. A ciò vanno aggiunti almeno 30 miliardi di giocate illegali e tutta quella parte dei giochi on line che non registrati in Italia, non fatturano in loco. Mediamente mille 120 euro è la somma che ciascuno gioca, a fronte di 83 centesimi che lo Stato mette a disposizione per la cura. Un gap decisamente notevole che occorre sanare.

Ha collaborato Margherita Leone