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Giovedì 17 Agosto 2017 - Aggiornato alle 0:20 - Lettori online 336
RAGUSA - 13/11/2016
Attualità - Onorificenze al merito della Repubblica italiana

Un ibleo tra i 40 eroi premiati da Mattarella

Il 28enne di S. Croce Camerina, ex bagnino, è sottocapo di III classe della Guardia Costiera Foto Corrierediragusa.it

C’è anche un ibleo tra i 40 eroi italiani che il Presidente della Repubblica ha premiato motu proprio con onorificenze al merito della Repubblica italiana. Giuseppe La Rosa (foto), 28 anni, di S. Croce Camerina, ex bagnino, è sottocapo di III classe della Guardia Costiera ed è uno degli otto soccorritori navali addetti al salvataggio (rescue swimmers) che nelle operazioni di assistenza ai barconi dei migranti non ha mai avuto esitazione a buttarsi a mare nel Canale di Sicilia per recuperare bambini, donne e uomini finiti a mare. Peppe la Rosa è stato tra i primi in Italia a partecipare al corso indetto dalla Guardia Costiera nel 2013 ed ha subito operato sulla nave Dattilo che fa spola tra il Canale di Sicilia e Pozzallo. La sua vocazione è nata quando faceva il bagnino sulla spiaggia di Donnalucata ed ha salvato una coppia in difficoltà riportandola a riva e rianimandola. «In quel momento –ha raccontato Peppe La Rosa- ho capito quale era a mia vocazione». Quando scatta l’allarme sula Dattilo l’ex bagnino è il primo a lanciarsi in mare per cercare di salvare quanta più gente possibile dando priorità ai bambini.

Il riconoscimento al soccorritore navale ibleo è anche un’attestazione di gratitudine da parte della più alta carica istituzionale italiana verso quanto si sono prodigano in una emergenza che non ha fine. Due gli altri siciliani insigniti del premio. Si tratta di Maria Rosa Volpe, 56 anni, in servizio presso l’Ufficio minori della questura di Agrigento, anche lei impegnata nel campo dell’immigrazione. La poliziotta agrigentina si occupa in particolare dell’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati che devono essere collocati nelle comunità alloggio per minori. Negli anni Maria Rosa Volpe si è occupata con dedizione straordinaria in questo campo in particolare a Lampedusa che ha rappresentato l’avamposto degli arrivi. Altro siciliano Giuseppe Antoci, 48 anni, di S. Stefano di Camastra, presidente del Parco dei Nebrodi, oggetto di un attentato da parte della mafia per essersi opposto allo strapotere della criminalità organizzata.