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Mercoledì 18 Ottobre 2017 - Aggiornato alle 20:03 - Lettori online 699
RAGUSA - 28/10/2016
Attualità - La "lectio magistralis" del presidente nazionale dell’Inps alla Facoltà di Lingue

Tito Boeri, ecco come cambia il mercato del lavoro

I giovani devono essere pronti a mobilità e flessibilità. Ingegneria, Economia e Scienze lauree più ricercate Foto Corrierediragusa.it

Il lavoro che verrà. Tito Boeri (foto) ne ha parlato con gli studenti del «Besta» e del «Fermi» di Vittoria nell´aula magna della Facoltà di Lingue a Ibla nella seconda giornata della sua presenza a Ragusa. Dal suo privilegiato punto di osservazione Boeri in modo preciso e quasi didascalico ha parlato del mercato del lavoro, delle prospettive future, del sistema di previdenza sociale e non ha mancato anche di toccare il sensibile tema dell’immigrazione. Tito Boeri è stato chiaro riferendo di un saldo attivo per il sistema previdenziale italiano cui gli immigrati regolari contribuiscono per otto miliardi mentre ne prelevano appena tre. Un saldo positivo che dovrebbe fare riflettere e allontanare i fantasmi della paura in una società che oggi non può chiudersi o alzare barriere. La Brexit in questo senso rappresenta per Tito Boeri un passo indietro ed è un pericolo serio per la libera circolazione del capitale umano.

Il presidente dell’Inps ha ammonito i giovani nel non cercare il lavoro sotto casa ad ogni costo perché questo spesso e volentieri non c’è, soprattutto al sud. Bisogna dure essere preparati a muoversi non solo in ambito nazionale ma anche europeo anche se l’esodo verso l’estero è per Boeri preoccupante per le dimensioni che ha già raggiunto. Il Paese investe, infatti, sulle risorse intellettuali e sulla formazione dei giovani ma poi «regala» questo capitale ad altre nazioni che lo mettono a frutto. Agli studenti Boeri ha anche prospettato la situazione del mercato del lavoro oggi con la crisi del manifatturiero e delle lauree umanistiche. Meglio dunque investire in settori in espansione come la tecnologia, il design, servizi avanzati, marketing. Servono lauree in economia, ingegneria e scienze per fare breccia ma la lo Stato deve anche investire nel capitale umano, non penalizzare chi cambia lavoro e rendere più efficiente il sistema.

Dice Tito Boeri: «Abbiamo un sistema di protezione sociale ad esempio molto miope per i giovani. Se vogliamo dare loro un futuro dobbiamo investire sulle loro garanzie. La decontribuzione per le assunzioni a tempo indeterminato ha funzionato nel 2015 ma deve essere fiscalizzata perché altrimenti cresce il deficit. Così come non mi trovano d’accordo tutti questi ‘de profundis’ pronunciati per il Job Act perché ci si dimentica che nel 2015 si è registrata una crescita del lavoro del 2% rispetto all´1% di crescita economica. Un risultato importante perché i contratti a tempo indeterminato assicurano una maggiore qualità del lavoro. Più posti di lavoro stabili -ha aggiunto -consentono alle aziende crescita e di avere lavoratori più produttivi».