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Lunedì 26 Febbraio 2018 - Aggiornato alle 23:26
RAGUSA - 04/11/2015
Attualità - La richiesta drastica di Ance e sindacati

Situazione del Cas? Commissariamento!

I vertici della Cosige stanno tra l’altro seriamente pensando a sospendere o rallentare i lavori Foto Corrierediragusa.it

Regione e Cas (Consorzio autostrade siciliano) inadempienti, i sindacati e l´Ance chiedono il commissariamento per portare in porto la realizzazione dei lotti 6,7 e 8 dell´autostrada Siracusa-Gela. Il commissario, nella visione di Cgil, Cisl, Uil e Ance, dovrà gestire i flussi finanziari, assicurare i pagamenti alla Cosige, che è l´impresa che sta realizzando i lavori, che è in arretrato nel saldo degli stati di avanzamento. Ci sono infatti quasi 40 milioni da pagare per opere già realizzate e solo un poco più di 4 milioni sono stati già versati su 28 fatturati mettendo in gravi difficoltà l´impresa. I vertici della Cosige stanno tra l´altro seriamente pensando a sospendere o rallentare i lavori fino a quando da Palermo non arriveranno le somme dovute che la Regione, per bocca dello stesso presidente Rosario Crocetta, si era impegnata a pagare entro la fine di ottobre. L´opera è stata appaltata grazie a due linee di finanziamento, statale ed europeo (per un ammontare di circa 260 milioni di euro.

Tra Palermo e Messina (sede del Cas) c´è in atto un palleggiamento di responsabilità e di fatto i soldi non arrivano tanto che sindacati e Ance hanno chiesto al governo nazionale di revocare a queste due amministrazioni la responsabilità della realizzazione dell’importante lotto della Siracusa-Gela e di inviare un commissario per la corretta conduzione dell’appalto. La Cosige dal suo canto incontrerà il prefetto di Ragusa venerdì per manifestare la sua grande difficoltà e la possibilità della chiusura dei cantieri in assenza di provvedimenti concreti.

Una situazione veramente paradossale visto che il cronoprogramma dei lavori è ampiamente rispettato, i cantieri lavorano a pieno ritmo alla posa dell´impiantistica per i viadotti tra cui lo "Scardina" (nella foto) tra Pozzallo e Ispica e Salvia. Fermarsi non vorrebbe dire solo licenziare e mandare a casa una forza lavoro di quasi 400 persone ma anche un ulteriore grave danno al territorio.