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Sabato 26 Maggio 2018 - Aggiornato alle 2:04
RAGUSA - 08/08/2014
Attualità - I mille 753 ex sportellisti della Formazione professionale vivono ore di disperazione

Bando Ciapi non piace agli ex Spartacus

Cisl e Cgil hanno coinvolto i deputati iblei nel saloncino della chiesa di San Giuseppe Artigiano (presenti solo Giorgio Assenza e Orazio Ragusa) per fare intervenire la 5. Commissione Ars e garantire l’occupazione a tutti i partecipanti al bando che scade il 24 agosto Foto Corrierediragusa.it

«Cantano e portano Crocetta». E’ il destino dei 1.753 operatori degli sportelli multifunzionali della formazione professionale della Sicilia (una ottantina quelli della provincia di Ragusa), ex Spartacus, che hanno incontrato la deputazione ragusana per rappresentare loro il dramma che vivono dal 22 aprile scorso, da quando hanno concluso il contratto semestrale con il Ciapi di Priolo. In verità dei 5 deputati iblei hanno risposto all’appello solo Giorgio Assenza e Orazio Ragusa. Un parlamentare dell’opposizione che contesta l’esecutivo della giunta regionale in ogni occasione; un parlamentare della maggioranza il quale, sebbene non condivida l’operato del governatore e della sua giunta, è costretto a subirlo votando gli atti dell’amministrazione. Nello Di Pasquale, Giuseppe Digiacomo e Vanessa Ferreri, sebbene invitati, non sono stati presenti per altri impegni personali. Ma il loro sostegno alla categoria di «disoccupati dopo 30 anni di servizio nella formazione» dovrebbe essere assicurato, salvo prese di posizione contrarie. L’incontro tra gli operatori della formazione e i politici è stato voluto dai sindacati confederali Cgil e Cisl. Erano presenti, infatti, i provinciali Giovanni Avola (Cgil), Paolo Sanzaro (Cisl), Giovanni Migliore (Cisl che ha seguito tutte le trattative a Palermo), Piera Ingala (Cisl), Giuseppe Fiorellini e Adriano Rizza, rappresentanti locali Cgil.

Questi lavoratori senza stipendio, senza lavoro e, fatto ancora più grave, non tutelati da alcun ammortizzatore sociale (Cig in deroga) di cui beneficiano tutte le categorie che all’improvviso si trovano sena lavoro, da diversi mesi stanno vivendo ore di fibrillazione. Un Ferragosto da ricordare, grazie al «rivoluzionario» Rosario Crocetta, che ha demolito un sistema malato senza avere in mano la terapia per salvare la parte sana. In molti sostengono che dietro questa rivoluzione ci siano interessi e appetiti così forti a livello palermitano che valgono bene la pelle degli ex sportellisti multifunzionali.

Il 25 luglio scorso il Ciapi ha pubblicato il 2° bando di selezione per titoli ed esami per l’assunzione di personale da impiegare per l’attuazione delle misure offerte da «Garanzia Giovani». Un bando subito, dicono senza concertazione con i sindacati, che non soddisfa nessuno e penalizza coloro che parteciperanno alla selezione. Un bando che sarebbe da ritirare o quantomeno da integrare, come spiega bene nei dettagli Peppino Alecci, direttore dell’Iripa di Ragusa. Ma i tempi, a quanto pare, non ci sono più.

«Le unità previste-spiega Alecci in un documento dettagliato che è stato consegnato ai deputati- sono fino ad un massimo di 283 come segretari (III liv. Giuridico ed economico); 365 come amministrativi (IV liv. Giuridico ed economico); 1382 come orientatori (V liv. Giuridico ed economico); 35 come responsabili di processo (VI liv. Giuridico ed economico). Il rapporto di lavoro potrà essere di 1 mese e fino ad un massimo di 6 mesi e tutto legato alla spesa rimborsabile con il criterio dell’Unità di costo standard e comunque pari allo stanziamento previsto nel piano regionale».
L’esperto di formazione Alecci afferma che «il suddetto bando non salvaguarda i livelli occupazionali. Anche se sono previste 2065 unità da selezionare non viene garantito che tutte verranno contrattualizzate proprio per il fatto che il bando stesso è legato al sistema «a rimborso» e all’»Unità dei costi standard».

Gli onorevoli Giorgio Assenza e Orazio Ragusa, rifuggendo dalla demagogia nella quale la politica galleggia, hanno preso l’impegno di portare il caso alla 5’ Commissione dell’Ars per modificare quanto possibile per salvare tutti coloro che hanno perso il lavoro, per colpe di chi nella formazione ha rubato e sperperato senza ritegno, in attesa che, come ha ribadito Giovanni Migliore, «si affronti il problema della formazione e dei servizi regionali per il lavoro in maniera strutturale, tenendo conto anche degli incentivi all’esodo di chi ha quasi maturato il diritto alla pensione, al fine di evitare questi periodici patemi d’animo».