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Domenica 24 Giugno 2018 - Aggiornato alle 19:53
RAGUSA - 11/02/2013
Attualità - Si moltiplicano le segnalazioni di guasti alle auto dopo il nostro articolo - inchiesta

Gasolio "sporco", la prima denuncia ai Carabinieri

Il signor Giuseppe Vittoria ha dovuto sborsare 350 euro per riparare il guasto alla sua auto
Foto CorrierediRagusa.it

Continuano i casi di benzina ‘taroccata’ in provincia di Ragusa. Dopo il nostro articolo di qualche giorno fa, infatti, sono molte le segnalazioni pervenute in redazione, molte le persone che hanno riscontrato gli stessi problemi dopo aver fatto rifornimento in alcuni distributori del territorio ibleo. C’è addirittura chi ha già sporto denuncia ai carabinieri, come il sig. Giuseppe Vittoria di Comiso, che qualche settimana fa, ha dovuto ricorrere al controllo in autofficina per un consistente danno in seguito a un pieno di diesel. «Come di consueto – ha raccontato il sig. Vittoria - ho fatto rifornimento in un distributore di Comiso, sempre lo stesso negli ultimi mesi visto che si trova nei pressi del mio posto di lavoro.

Poco dopo la mia auto ha smesso di funzionare: ci sono voluti 350 euro per rimediare al danno subito». Anche il meccanico presso cui si è recato il sig. Vittoria, come era già successo negli altri casi, ha appurato che si trattava di diesel ‘sporco’ (foto), pieno di fanghiglia, che ovviamente non permette all’automobile di funzionare come dovrebbe.

«Naturalmente mi sono recato per protestare nel distributore di benzina – ha aggiunto – ma il gestore non mi ha saputo dare spiegazioni, né si è assunto la responsabilità del prodotto venduto». A differenza delle altre persone danneggiate, però, il sig. Vittoria ha deciso di approfondire la vicenda e ha contattato direttamente l’azienda che commercializza i prodotti petroliferi nel distributore in questione - impresa di cui conosciamo il nome ma che omettiamo per ragioni di privacy - senza però ricevere mai risposta.

«Ho telefonato più volte all’azienda – ha detto Vittoria – ma senza fortuna. Ho parlato sempre con la segreteria e, anche se ho richiesto con insistenza di potermi confrontare con un responsabile, questa possibilità mi è sempre stata negata». Dopo aver chiesto quindi chiarimenti al distributore di benzina, prima, e ai proprietari dell’impianto, poi, il sig. Giuseppe si è recato direttamente dai carabinieri ma anche qui la vicenda si è rivelata più complicata del previsto.

«Dopo aver presentato la denuncia – ha detto ancora – mi hanno chiesto di portare delle analisi del materiale trovato nel serbatoio. Peccato che questi esami costano 120 euro e che avrei dovuto effettuarli senza controparte, di fatto con la possibilità di farli magari manomettere a mio piacimento». Oltre ai soldi già spesi per il rifornimento e ai 350 euro di danni pagati in autofficina, il sig. Vittoria avrebbe ancora dovuto spendere più di 100 euro ad analisi che, forse, non sarebbero nemmeno state considerate attendibili. Il danno, intanto, è rimasto e i consumatori continuano a pagare a proprie spese scelte ‘commerciali’ inammissibili, non corrette e su cui si dovrà far chiarezza.