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Martedì 24 Aprile 2018 - Aggiornato alle 0:10
RAGUSA - 31/01/2013
Attualità - Vertice in Prefettura per fare il punto della situazione con Asp e commissario straordinario

Pozzo B1: inquinamento fecale. Dopo 10 giorni continua disagio a Ragusa

IdV ha chiesto al commissario straordinario del comune di rendere noti i risultati delle analisi di laboratorio Foto Corrierediragusa.it

Nel pozzo B1 ci sono tracce fecali. Tutto da stabilire come e da dove queste presenze si sono materializzate rendendo l’acqua inquinata. L’Asp è impegnata con tutte le forze ed oggi in Prefettura si è tenuto un vertice al massimo livello presieduto dal prefetto, Annunziato Vardè. Il dato di fatto, tuttavia, è che l’emergenza idrica in città è destinata a continuare. I disagi per oltre metà della città non finiscono ed i camion utilizzati per l’approviggionamento di case e condomini continueranno a girare per la città. Sono sette in tutto ma non riescono a tamponare le richieste che in questi ultimi giorni sono aumentate fino a raggiungere il picco di 200 al giorno.

Molti si sono rivolti ai privati, pagando non meno di 80 euro, mentre altri si recano nelle residenze estive, per far fronte alle necessità più onerose come il lavaggio della biancheria o il rifornimento con bidoni. In una situazione che non fa certo onore alla città in pieno 21mo secolo le polemiche non finiscono ed i cittadini a secco sono stanchi di un andamento che si pensava temporaneo ed invece rischia di allungarsi a dismisura. Giovanni Iacono, coordinatore provinciale IdV, è tornato alla carica chiedendo al commissario straordinario Margherita Rizza, trasparenza ed in particolare la pubblicazione dei risultati delle analisi effettuate dall’Asp. Da palazzo dell’Aquila si assicura che l’acqua immessa nelle rete idrica cittadina ha i parametri assolutamente nella norma e non ci sono pericoli per la popolazione. Uno spiraglio potrebbe essere la riapertura del pozzo B anche se a certe condizioni.

L’Asp potrebbe dare il via libera solo alla condizione di tenere sotto controllo incessantemente i valori di una quarantina di esami nell’arco delle 24 ore ed i costi sarebbero a carico del comune perché dovrebbero essere affidati ad un laboratorio privato. Una situazione ingarbugliata che vede penalizzate le famiglie della parta alta della città, zona Selvaggio, e dei quartieri sud, ad eccezione del centro storico.