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Lunedì 23 Aprile 2018 - Aggiornato alle 15:09
RAGUSA - 12/08/2012
Attualità - Tutti i retroscena della mancata elezione della presidenza Sac

"Cul de Sac", Gambuzza rinuncia a presidenza... Sac!

Il 3 agosto scorso il presidente della Camera Commercio di Ragusa ha avuto l’occasione per fare eleggere il modicano Giuseppe Giannone al vertice della società aeroportuale catanese grazie a un accordo della Cciaa e dell’Asi di Catania, ma durante le votazioni si è astenuto. E sono polemiche!
Foto CorrierediRagusa.it

L’offerta che Camera Commercio e Asi di Catania hanno fatto al presidente della Camera di Commercio di Ragusa Sandro Gambuzza era ghiotta: «Vota con noi e Ragusa avrà la presidenza Sac…». Ma Gambuzza prima ci ha pensato, poi ha tentennato, infine si è astenuto. E la possibilità che la Sac eleggesse presidente Giuseppe Giannone, autorevole commerciante modicano, è sfumata! Tutto questo accaduto il 3 agosto scorso.

Perché? E’ l’interrogativo che da più parti si pongono, compresi Angelo Giacchi e Giovanni Cirnigliaro che sono impegnati davanti al «Magliocco» nello sciopero della fame bis (ieri le condizioni di Giovanni Cirnigliaro si sono aggravate al punto che è stata necessaria una visita al Pronto soccorso di Comiso). Se non si raggiungerà l’accordo per la prossima votazione fissata per il 6 agosto, la Sac potrebbe essere commissariata.

Il caso Sac è diventato un caso che fa polemica. Verità e bugie si inseguono e pongono dubbi e perplessità. Perché questa rinuncia? Perché nonostante i numeri dei presenti al voto fossero favorevoli all’asse Catania – Ragusa, la CamCom di Ragusa ha rinunciato alla grande possibilità di eleggere un suo presidente in vista dell’apertura dello scalo aeroportuale comisano? Secondo quanto riferiscono alcuni partecipanti alle trattative, per eleggere il presidente Sac dopo la fine dell’era Mancini, occorrono 5 voti delle 8 quote di maggioranza. I proprietari di Sac sono La Cciaa di Catania (3 quote) e l’Asi di Catania (1 quota). Le altre quote sono la Provincia di Catania, quella di Siracusa, la Cciiaa di Siracusa e quella di Ragusa.

Le trattative cominciano nel mese di maggio ma le riunioni si concludono sempre in anticipo per mancanza del numero legale. Non c’è accordo sul nome del presidente e sull’amministratore, cariche ambite da Catania. Infine l’offerta storica che Sandro Gambuzza rifiuta il 3 agosto scorso. Adesso c’è attesa per la prossima seduta del 6 settembre, dopo la quale, in caso di nulla di fatto, potrebbe arrivare il commissariamento.

Nel fare l’elenco dei «buoni e cattivi», Giacchi e Cirnigliaro in una nota inviata alla stampa al terzo giorno di sciopero, stigmatizzano l’atteggiamento della Camera di Commercio di Ragusa: «Il presidente della Cciaa Sandro Gambuzza- scrivono- dichiara che il territorio deve reagire tutto insieme per ottenere l’apertura… certamente è importante che ciò si faccia, ma la Cciaa di Ragusa ha un posto nel Consiglio di amministrazione della SAC di Catania e sarebbe bello che Gambuzza portasse a conoscenza dei cittadini ragusani tutti i verbali dei CdA da cui si evince il proprio impegno a favore dell’aeroscalo comisano… Questo lo chiediamo perché siamo convinti che questo Ente, oltre a fare i comunicati stampa intenzionali, ha il dovere di fare molto e di dare garanzie di lavoro alle imprese della provincia di Ragusa che si stanno scontrando con una crisi che non ha eguali negli ultimi 50 anni.

«La SAC di Catania che ha investito 25 milioni di euro nell’aeroporto è nell’occhio delle illazioni perché qualcuno pensa che sia di ostacolo all’apertura dello scalo comisano. Noi siamo convinti che non sia così, anche se l’atteggiamento silente e ambiguo della SAC fa nascere dubbi. Quindi sarebbe opportuno che i rappresentanti ragusani all’interno della SAC richiedessero degli interventi concreti affinché si fughino tutti i dubbi che la collettività ragusana nutre riguardo alle responsabilità che dovrebbe avere la SAC nella mancata apertura del Magliocco».

Nella foto in alto, la sede della Camera di Commercio di Ragusa