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Domenica 15 Luglio 2018 - Aggiornato alle 18:01
RAGUSA - 21/07/2012
Attualità - Il parlamentare modicano del Pdl promuove una petizione

Nino Minardo furioso: "No cancellazione provincia"

"La spending review? Se la votino loro". Interviene anche il commissario straordinario Scarso Foto Corrierediragusa.it

"Non siamo più disposti a tollerare in silenzio gli atteggiamenti vessatori ed ingiustificati di questo Governo nei confronti della provincia di Ragusa che sembra essere bersaglio preferito per cancellarne l’esistente e l’esistenza". Sono fin troppo eloquenti le parole del parlamentare modicano del Pdl Nino Minardo (foto) dopo la notizia della soppressione della provincia di Ragusa, che sarà accorpata con quella di Catania, secondo quanto deciso dal consiglio dei ministri, perchè inferiore alla soglia minima di 350mila abitanti e ad una estensione territoriale dii 2mila 500 chilometri quadrati


"Dopo aver subito i silenzi sull’aeroporto pronto e ancora non aperto, aver visto un’autostrada finanziata e che tarda ad essere appaltata, la cancellazione con un tratto di penna del tribunale di Modica che per la storia e l’efficienza meritava ben altro trattamento - prosegue Nino Minardo -e adesso c’è alle viste la mortificazione di vedere scomparire questa Provincia come se nulla fosse, con un accorpamento senza se e senza ma. Se questa è l’intenzione conclamata in nome di un risparmio solo apparente e tutto da dimostrare, la spending review se la votino loro, io non lo farò.

Ho intenzione non solo di emendare ognuno di questi passaggi - aggiunge il parlamentare modicano - ma di farlo attraverso atti parlamentari che puntano a coinvolgere una maggioranza trasversale e quanto più ampia possibile; e questo non in nome di una iniziativa campanilistica o demagogica ma in difesa di un territorio che ha una storia e che è sempre stato fiore all´occhiello nella nostra Isola ed oltre.

E chiedo ai cittadini di questa provincia di sostenere ognuno di questi emendamenti in modo che siano "sorretti" anche e sopratutto dalla spinta popolare di una petizione che ho in serbo di avviare in tempi strettissimi, chiedendo la reazione delle gente iblea alla spoliazione dei nostri sacrosanti diritti. È ora di difendere il territorio sul serio, abolendo steccati e divisioni partitiche e chiedendo a tutti i parlamentari che credono nelle ragioni della Sicilia e della nostra provincia, di sostenere quella che deve diventare la battaglia della provincia di Ragusa.

Vogliono cancellare la provincia? Bene, ci dicano in nome di quale confronto con il territorio; ci dimostrino l´effettivo risparmio. Ci dicano come si chiamerà la nuova provincia, dove sarà la questura e dove la prefettura e tutti gli altri enti periferici. Vogliono cancellare il tribunale di Modica? Comincino subito a spiegarci come migliorerà la giustizia e i suoi tempi per i cittadini e perché non pensarne uno ‘riunito’ Modica-Ragusa, con competenze logistiche specifiche. E se a chi governa questo ‘non viene in mente’, li aiuteremo noi con le proposte e gli emendamenti che saranno supportati dai numeri di un risparmio che si puó mettere in atto senza la necessità di mortificare la provincia di Ragusa.

Questa deve essere la richiesta della gente iblea a cui chiedo di sostenere la nostra battaglia per il territorio, firmando una vera e propria sottoscrizione popolare per la difesa della provincia di Ragusa.

Presto saranno attrezzati gazebo nei luoghi del nostro litorale e si potrà firmare anche on line per quella che è una rivoluzione pacifica di una provincia che si è stancata di subire mortificazioni. C’è bisogno di un coinvolgimento quanto più ampio possibile di gente, istituzionale, di associazioni. Sarà una iniziativa votata a difendere ciò che è giusto e spero abbia il sostegno di quanta più gente possibile per dimostrare una forza ed una voce univoca. Noi abbiamo un’identità, una storia, una cultura che va difesa e che non può più subire.

Non è la questione di un parlamentare o di un partito. La cancellazione della provincia di Ragusa - conclude Nino Minardo - è un fatto che interessa tutti e che non può vedere bandierine o primogeniture, quanto piuttosto una mobilitazione generale, perchè il tempo della sopportazione è davvero terminato".

LA NOTA DEL COMMISSARIO STRAORDINARIO SCARSO
Il Consiglio dei Ministri ha definito i criteri per il riordino delle Province in Italia stabilendo che resteranno in vita gli enti con almeno 350 mila abitanti e con 2500 km quadrati di superficie avviando un iter normativo che dovrebbe concludersi entro il 2012. Questa scelta del Governo italiano ‘stride’ con le determinazioni dell’Assemblea Regionale Siciliana che con la legge 14/2012, oltre a commissariare le Province di Ragusa e Caltanissetta, ha stabilito di legiferare sul riordino delle Province entro la fine dell’anno fissando funzioni e competenze. Intrecci legislativi e normativi tra Stato e Regione che non aiutano a delineare il futuro di un Ente intermedio come la Provincia.

Sull’ultima decisione del Governo Nazionale interviene il commissario straordinario Giovanni Scarso: «Avevo esplicitato già nei giorni scorsi la mia posizione, dichiarandomi contrario all’accorpamento con la provincia di Siracusa. L’ennesima decisione del Governo sul riordino delle Province contribuisce a creare confusione e persevera nella violazione di alcuni principi costituzionali come quelli che prevedono che lo Stato riconosca e conferisca agli enti territoriali locali funzioni di amministrazione attiva (articoli 114, 117 e 118 Cost.). Nell’insistere con lo svuotamento funzionale delle Province – per di più con un atto legislativo eccezionale ma di rango ordinario - si appalesa un attacco reiterato all’assetto costituzionale e territoriale della Repubblica quale quello fissato dall’art. 5 Cost., laddove il principio di riconoscimento, secondo la lettura che ne dà la teoria della garanzia istituzionale di matrice ibero-germanica e che in Italia trova riscontri giurisprudenziali costituzionali a partire dalla fine del secolo scorso, sta a significare la presa d’atto, l’assunzione di un limite da parte del legislatore financo costituzionale che «lo Stato non può lecitamente sottrarre competenze alle autonomie locali al punto da renderne irriconoscibile la rispettiva identità». E su quest’aspetto credo che ci siano i presupposti di una nostra iniziativa per un eventuale ricorso all’Alta Corte.

Questo è un aspetto, poi vi è l’aspetto anche questo incostituzionale su cui dovrebbe muoversi soprattutto la Regione Siciliana che il decreto legge del Governo Italiano è in contrasto con l’articolo 15 dello Statuto Siciliano. Quindi ci sono argomenti straboccanti sul piano giuridico per ribadire il no all’accorpamento della Provincia di Ragusa con altre province, restano poi gli aspetti culturali ed economici che non sono secondari sull’identità del nostro territorio rispetto a Siracusa e ora addirittura a Catania».

Giovanni Scarso esprime preoccupazione per queste notizie che hanno un effetto devastante nei confronti dei cittadini che stanno perdendo i loro riferimenti istituzionali.

«Se apprezzo e condivido pienamente i tentativi del Governo nazionale di diminuire la spesa pubblica in questi tempi difficili di crisi globale, non posso condividere l’ipotesi dell’eventuale e irrimediabile perdita dell’identità e dell’orgoglio «ibleo». In un passato non così lontano, 85 anni fa per la precisione, è stata istituita la provincia di Ragusa, distaccando una parte del territorio dalla Provincia di Siracusa, perché quest’ultima non era in grado di rispondere con la dovuta attenzione, alle specifiche esigenze del mondo agricolo ed industriale di questo territorio confinante con la provincia di Caltanissetta. Un accorpamento irrazionale e fatto solo sulla fredda regola dei numeri sarebbe indubbiamente un atto antistorico ed impopolare, che penalizzerebbe il lavoro quella popolazione ragusana estremamente ligia al proprio dovere civico e che, a fatica, ha costruito la sua identità grazie alla sua intraprendenza e laboriosità nel campo produttivo e culturale».

SCOMPARE LA PROVINCIA DI RAGUSA, ACCORPAMENTO CON CATANIA
La provincia di Ragusa presto non esisterà più e sarà accorpata con quella di Catania, che ha meno di 350mila abitanti. Tutto questo accadrà perchè le Province, secondo quanto stabilito dal consiglio dei ministri, dovranno avere almeno 350mila abitanti ed estendersi su una superficie territoriale non inferiore ai 2mila 500 chilometri quadrati, numeri ben lontani da quelli della provincia iblea.

Le nuove province eserciteranno le competenze in materia ambientale, di trasporto e viabilità (le altre competenze finora esercitate dalle Province vengono invece devolute ai Comuni, come stabilito dal decreto "Salva Italia"). La soppressione delle province che corrispondono alle Città metropolitane – dieci in tutto, tra cui Roma, Milano, Napoli, Venezia e Firenze – avverrà contestualmente alla creazione di queste (entro il 1° gennaio 2014).

In Sicilia, su 9 province ne rimarranno in vita solo 4: Palermo, Agrigento, Catania e Messina. La scure si abbatterà dunque, oltre che su Ragusa, anche su Caltanisetta, Enna, Siracusa e Trapani. E stavolta neanche Filippo Pennavaria (che spostò la provincia da Modica a Ragusa, da qui il detto Ragusa provincia e Modica ´sta m....) potrà farci nulla.