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Martedì 24 Aprile 2018 - Aggiornato alle 0:10
RAGUSA - 31/05/2012
Attualità - Raffaele Lombardo non si è fatto vedere, contestazione fuori da palazzo del Fante

Aeroporto Comiso solo "regionale" e lo Stato non paga

L’assessore alle Infrastrutture ritiene "inaccettabile" la posizione del Ministero. Documento finale degli amministratori locali
Foto CorrierediRagusa.it

Raffaele Lombardo non si è fatto vedere. La sua più volte annunciata presenza nell’aula consiliare di palazzo del Fante non si è concretizzata ed il compito di parlare dell’aeroporto di Comiso è toccato al suo assessore, ma alla luce degli sviluppi della crisi di governo ancora per poco, Pier Carmelo Russo.

Russo ha ancora una volta ripercorso tutte le tappe del contenzioso tra Stato e Regione per la mancata apertura dell’aeroporto di Comiso ed ha tirato fuori una lettera, per molti inedita, con cui il Ministero delle Infrastrutture dichiara lo scalo comisano non di interesse nazionale. Il che in termini pratici vuol dire che il territorio, a cominciare da comune, provincia e Regione dovrà pagarsi il costo di avvio e di gestione dell’aeroporto.

Una ipotesi che Pier Carmelo Russo giudica «inaccettabile» e rifiuta, pur garantendo l’impegno della Regione per la fase di avvio. Per i costi degli uomini radar invece ci dovrà pensare lo Stato così come fa per altri scali in tutta Italia; per far questo tuttavia lo scalo dovrà avere una classificazione di interesse nazionale che al momento non esiste e sulla quale è legittimo, a questo punto le cose, avere qualche dubbio. Sindaci, amministratori, commissario regionale, alla fine hanno firmato un appello con il quale si chiede l’intervento risolutivo del Ministero delle Infrastrutture, ma senza volontà politica e soprattutto risorse economiche sarà difficile arrivare all’apertura dello scalo di Comiso anche se Pier Carmelo Russo è sicuro dei fatti suoi; Comiso è di interesse nazionale così come dice tutta la documentazione e questo comporta oneri a carico dello Stato.

La questione dell’apertura dello scalo si avvita dunque e sembra quasi un gioco delle parti quello tra lo stesso assessore ed il sindaco Peppe Alfano sulla intitolazione dello scalo. Per Russo l’aeroporto di Comiso dovrà essere il «Pio La Torre», per Alfano il «Magliocco». Un esercizio dialettico che non ha incantato nessuno mentre in sala Nello Dipasquale non le ha mandate a dire né a Russo né a Lombardo parlando di inadempienze gravi da parte della Regione e di disinteresse per il territorio.

Se la riunione doveva essere in qualche modo chiarificatrice sull’apertura futura dell’aeroporto essa può dirsi miseramente fallita. Non è tuttavia il momento di mollare perché bisogna agire su Roma e far capire che Comiso vuol dire sviluppo, proprio quello che Monti cerca e di cui parla ad ogni piè sospinto.

(nella foto: da sin. il segretario generale Baglieri, il commissario regionale Scarso, l´assessore Russo)