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Lunedì 16 Luglio 2018 - Aggiornato alle 1:07
RAGUSA - 19/04/2012
Attualità - Fronte comune di Cgil, Cisl ed Uil ed ente bilaterale del terziario

Sindacati per boicottaggio aperture 25 Aprile e 1 maggio

"Sappiamo di aprire un fronte vertenziale non indifferente, ma siamo consapevoli di affrontarlo perché sicuri di difendere esercizi elementari di democrazia"
Foto CorrierediRagusa.it

Andate al mare o in campagna. Sindacati ed associazioni di categoria sono unite nel messaggio ai consumatori. Il 25 Aprile ed il 1 maggio niente shopping ed anzi boicottaggio dei centri commerciali che anche stavolta, è successo già il giorno di Pasquetta, resteranno aperti.

In quel caso restarono aperti in due, entrambi nel capoluogo, e l’esperimento tentato per la prima volta in provincia grazie alla liberalizzazione delle aperture, ha avuto risultati alla fine soddisfacenti per le aziende ma anche per i consumatori complici le cattive condizioni meteo della giornata. Il problema si ripropone per le prossime due giornate solitamente dedicate alle gite fuori porta e per le quali i centri commerciali hanno deciso di restare aperti. Il caso si riproporrà anche per il 2 giugno e per ferragosto ed anche in quelle occasioni ci saranno posizioni contrastanti visto che le aperture nei festivi sono un dato con cui bisogna fare i conti.

Cgil, Cisl e Uil, Confcommercio, Confesercenti ed Ente bilaterale del terziario comunque vogliono dire la loro, lanciare un messaggio chiaro e tutelare al di sopra di tutto consumatori e lavoratori. L’appello al boicottaggio per le prossime festività del 25 aprile e dell´1 maggio è inequivocabile.

«Il calendario delle aperture nei giorni festivi e nelle feste "canoniche", quelle cioè legate ad una forte tradizione religiosa e laica – dicono le organizzazioni di categoria in un documento congiunto – non possono calarsi, in modo freddo e disinvolto, nel piano delle aperture, così come consentito dalla recente riforma sulle liberalizzazioni. Riteniamo che la disciplina che regola la libertà delle aperture, nella discrezionalità di esercitare o meno questa possibilità, vada conformata alle consuetudini ed ai modelli di vita che sono fortemente radicati in ogni territorio. Ci sono ricorrenze che portano in sé un consistente valore simbolico e che sono nelle stesso tempo ricorrenze storiche e di identità di valori per il Paese.

Il riferimento alla festa di Liberazione del 25 aprile ed a quella del lavoro dell´1 maggio sono occasioni vicine e i negozi dei centri commerciali debbono rimanere chiusi, dando la possibilità ai collaboratori e ai dipendenti di ogni livello di poter vivere serenamente queste giornate nella quiete familiare, riconoscendo e tutelando, in questo, il diritto universale a vivere un ambito privato in queste ricorrenze e feste fortissimamente legate alla storia di questo nostro Paese.

"Ove l´apertura del 25 aprile e dell´1 maggio dei centri commerciali dovesse essere confermata – concludono le associazioni di categoria ed i sindacati – invitiamo i cittadini a trascorrere le giornate in campagna o al mare, boicottando ogni forma di frequentazione o di acquisto nei centri commerciali, in quelle due giornate. Sappiamo di aprire un fronte vertenziale non indifferente, ma siamo, però, consapevoli di affrontarlo perché sicuri di difendere esercizi elementari di democrazia. Saremo, invece, vigili e denunceremo ogni forma di abuso o di esagerazione che dovesse registrarsi in riferimento alle aperture dei negozi nelle feste "comandate".