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Venerdì 20 Luglio 2018 - Aggiornato alle 14:54
RAGUSA - 23/01/2012
Attualità - I 12 sindaci del ragusano si incontrano a Comiso per parlare della protesta

I Forconi fanno scuola in Italia. Allarme Confesercenti

Il direttore provinciale Massimo Giudice parla di infiltrazioni nel movimento
Foto CorrierediRagusa.it

I forconi siciliani fanno scuola in Italia. Mentre nelle nove provincie siciliane la situazione si avvia alla normalità ripercussioni si potrebbero avere per la diffusione della protesta nelle altre regioni italiane.

Le autostrade sono bloccate in punti nevralgici, la Calabria è praticamente invasa dai Tir a cominciare da Villa S. Giovanni (nella foto). Appare decisivo a questo punto l’esito dell’incontro che si terrà mercoledì tra il presidente della Regione Raffaele Lombardo ed il Primo ministro Mario Monti. Le risposte del governo potrebbero infatti indurre i manifestanti a più miti consigli oppure rinfocolare la protesta.

In Sicilia dunque hanno ripreso a circolare regolarmente camion ed autocisterne. Le code ai distributori diminuiscono ora dopo ora, il latte è arrivato sugli scaffali e la carne nelle macellerie. I Forconi tuttavia sono rimasti nei loro presidi e ci resteranno fino a giovedì ma Martino Morsello, che ha soppiantato Mariano Ferro annuncia: "La protesta sarà in forma pacifica ma sarà tenuta alta la tensione per far conoscere al mondo intero lo stato di crisi socio economica in cui versa la Sicilia per le scelte sbagliate della sua classe politica. I siciliani, qualora Lombardo non darà risposte precise alla richiesta del movimento dei Forconi, sono pronti dopo il 25 gennaio a scendere ancora più massicciamente nelle piazze".

In provincia di Ragusa la denuncia sulle difficoltà perduranti è stata lanciata da Massimo Giudice, direttore provinciale della Confesercenti di Ragusa: «Nonostante la sospensione delle manifestazione dei Forconi, individui non meglio identificati continuano a bloccare le merci. E´ accaduto in giornata al mercato ortofrutticolo di Vittoria con gente che non si capisce a quale sigla fa parte o aderisce ma allo stesso modo ha causato grossi problemi nel trasferimento delle merci deperibili che hanno già atteso parecchi giorni prima a causa della protesta di Forza d´urto.

Abbiamo avuto notizie anche di blocchi in alcuni caselli autostradali della Sicilia sempre da parte di persone che minacciano e non si capisce a che titolo sono li. Grossi problemi anche per il settore commerciale con gravissime perdite. Ancora oggi molti magazzini sono vuoti perché non sono arrivati i tir e al contrario ci sono aziende che hanno la propria produzione ferma perché i camion non possono partire e a raggiungere i mercati di riferimento.

Siamo dinnanzi a perdite economiche davvero enormi mentre ovviamente vanno avanti le scadenze delle banche e non c´è liquidità. C´è qualcosa di poco chiaro che sinceramente a noi come organizzazione di categoria ci sfugge. Non si può andare avanti così. Chiediamo l´intervento delle autorità e annunciamo che citeremo ai danni chi continuerà ad impedire alla Sicilia di essere produttiva».

I sindaci iblei a Comiso


I dodici sindaci della provincia di Ragusa si riuniranno a Comiso per analizzare la difficile situazione venutasi a creare nel territorio in seguito alla protesta indetta da autotrasportatori e cosidetto «movimento dei forconi». L´incontro è stato fissato per venerdì prossimo alle ore 12 in Municipio.

«Dopo una rapida consultazione – spiega il sindaco Giuseppe Alfano -, abbiamo deciso di incontrarci per verificare la possibilità di condurre una comune forma di protesta e indirizzare la stessa verso gli interlocutori istituzioanli naturali nei modi più civili e incisivi possibili, evitando estemporaneità ed improvvisazioni che spesso recano più danni a un comparto già duramente provato dalla crisi economica».

Intanto è assalto ai distributori di carburante. Dopo la sospensione dei blocchi le autocisterne hanno potuto lasciare le raffinerie e distribuire il carburante in tutta la Sicilia. I primi rifornimenti sono arrivati in mattinata ma sono state subito lunghe code (nella foto). La situazione comunque andrà normalizzandosi man mano che le autocisterne raggiungono i distributori e già per lunedì pomeriggio gli automobilisti non dovrebbero avere problemi.

Sul fronte della protesta tiene banco la spaccatura nel movimento tra Aias, ovvero gli autotrasportatori, e Forconi, dall’altro. Mariano Ferro ha spostato l’attenzione su Roma ed in principal modo sull‘incontro già fissato per mercoledì tra Mario Monti ed i rappresentanti del movimento Forza d’urto.

In questi giorni i presidi resteranno ma non ostacoleranno il libero movimento delle merci ma Forconi, Aias ed altre sigle vogliono mantenere alta l’attenzione sulle loro richieste. I manifestanti resteranno dunque sulle strade per non buttare al vento quanto la protesta, almeno nella loro valutazione, ha prodotto. Intanto si contano i danni in Sicilia per il blocco di una settimana di tutte le attività. Si parla di 500 milioni di euro con danni diffusi in tutte le provincie. Alcune aziende avvieranno le procedure di cassa integrazione ed i lavoratori interessati sono circa 2 mila, solo a Catania 800.

Coldiretti ha fatto velocemente i conti e la somma tocca 50 milioni oltre alla perdita delle occasioni per piazzare i prodotti agricoli siciliane su piazze sensibili che ora si rivolgono a prodotti provenienti dalla Spagna e dal Nord Africa. Proprio uno dei motivi per i quali Forza d’Urto è scesa sulle strade!

LA SPACCATURA DEL FRONTE DELLA PROTESTA
E´ spaccatura insanabile in "Forza d´urto". Subito dopo che Mariano Ferro (nella foto insieme a Pippo Richichi), leader dei Forconi, aveva annunciato lo stop alla protesta ed il ritorno alla normalità, è arrivata la rivolta, prevedibile della base. Pippo Richichi, leader degli autotrasportatori ha sconfessato Ferro: "Non ci rappresenta più, è fuori dal movimento, la protesta degli autotrasportatori continua. Ha scelto di seguire Raffaele Lombardo schierandosi con lui magari per candidarsi a sindaco di Avola, dove è stato già trombato la prima volta.Con noi ha chiuso".

E´ insomma rivolta nel movimento che appare sempre più in preda al caos. In mezzo i siciliani che aspettano benzina e derrate alimentari ma c´è il rischio ordine pubblico soprattutto nei punti più caldi come gli imbarcaderi di Messina ed i caselli autostradali di Catania dove sono schierati centinaia di poliziotti.

I manifestanti in provincia di Ragusa sembrano essersi schierati con Mariano Ferro ed hanno allentato i presidi soprattutto a Modica ma la situazione è tutta in evoluzione e bisognerà vedere come gli altri presidi in provincia reagiranno.