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Venerdì 20 Aprile 2018 - Aggiornato alle 14:38
RAGUSA - 23/10/2011
Attualità - E’ scontro aperto ormai tra la Confcommercio provinciale e l’associazione comunale

Aperture festive, Chessari va alla guerra contro Sorbo

L’amministrazione per il momento segue da distanza gli eventi e l’assessore Sonia Migliore ha convocato un tavolo tecnico per dirimere la questione

Confusione totale. Sulle aperture festive le associazioni di categoria non riescono a condividere lo stesso punto di vista. Tra il presidente provinciale di Confcommercio, Angelo Chessari, e quello comunale, Cesare Sorbo, ormai è scontro aperto con l’amministrazione, assessore e sindaco in testa, a fare, inutilmente, da pacieri. La scorsa settimana Cesare Sorbo si era detto disponibile a nome degli associati alle aperture per essere subito dopo smentito da Angelo Chessari che non ammette aperture festive.

Chessari è ritornato ora sull’argomento e dice: «Per quanto riguarda il calendario per il prossimo anno è emerso l´orientamento a confermare anche per il 2012 lo stesso numero di giornate festive presenti nel calendario 2011 dopo un confronto con i vertici di buona parte delle sezioni ricadenti sul territorio provinciale». Si torna insomma indietro ed a nulla è valso il confronto avviato dall’assessore al Commercio Sonia Migliore.

Dice ancora Chessari: «I titolari di esercizi commerciali possono tenere aperte le proprie attività per l´intera giornata», ma, fa presente, che «alcuni commercianti del centro storico superiore hanno concordato, al fine di risparmiare costi di impresa in un momento generalizzato di crisi, di tenere aperto soltanto nei pomeriggi delle giornate festive e domenicali con orario compreso tra le 16.30 e le 20.30». Questo sarà possibile anche nei mesi di ottobre e novembre». La spaccatura con la Confcommercio comunale è dunque netta anche se Cesare Sorbo, almeno finora, non ha inteso rilasciare dichiarazioni di sorta e rimanda tutto al tavolo tecnico convocato dall’assessore Sonia Migliore per fare definitivamente chiarezza.

L’amministrazione dal suo canto fa riferimento ad
una disposizione della Finanziaria che già sancisce, di fatto, la liberalizzazione delle aperture. Inoltre i centri commerciali cittadini intendono presentare ricorso al Tar centri commerciali cittadini perché si ritengono penalizzati dalla scelta di Palazzo dell´Aquila di concedere aperture no-limits a Ibla e Marina ma di negarle nel centro storico superiore.

Una disparità di trattamento, che non convince affatto ed induce i centri commerciali a ricorrere al giudice per chiedere al comune i danni provocati da questa palese discriminazione.