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Domenica 29 Maggio 2016 - Aggiornato alle 1:00 - Lettori online 280
POZZALLO - 28/08/2015
Attualità - Lo scopo principale è quello di mappare i migranti ospiti

Centro accoglienza Pozzallo primo hotspot in Italia

Da meno di una settimana, lo sono anche Lampedusa e Trapani. Prossimamente, alla lista saranno aggiunti i centri di accoglienza di Augusta e Taranto Foto Corrierediragusa.it

Da qualche giorno il centro di prima accoglienza di Pozzallo (foto) è diventato il primo hotspot d´Italia. Da meno di una settimana, lo sono anche Lampedusa e Trapani. Prossimamente, alla lista saranno aggiunti i centri di accoglienza di Augusta e Taranto. Lo scopo principale di questi centri è di mappare chi è giunto sulle coste europee e di capire i motivi della fuga dal proprio paese d´origine. Per siriani, afgani o iracheni la richiesta di asilo è quasi assicurata. Provengono da nazioni in guerra e il fatto che la loro vita sia in pericolo è quasi una certezza, quindi l´iter burocratico è molto più veloce. Per chi invece proviene da altri Paesi, c´è l´obbligo di dimostrare di essere perseguitato in patria per ragioni politiche, religiose, ma anche di orientamento sessuale. Nelle strutture sopracitate, gestite dal ministero dell´Interno, oltre alla polizia di frontiera lavorano anche gli uomini di Frontex, l´agenzia europea per la cooperazione nella gestione delle frontiere esterne. Il loro compito è coordinare i centri dei vari Paesi (per ora uno solo, in fase di costruzione, in Grecia, al Pireo) con Bruxelles.

Ma ci sono anche gli uomini di Europol, che hanno il compito di identificare possibili minacce: delinquenti e terroristi che hanno un solo obiettivo, portare il terrorismo in Europa. Al fine di prevenire il tutto, sono fondamentali le banche dati comuni interne all´Unione. Infine, ci sono gli agenti dell´Eso. L´autorità per la tutela del diritto all´asilo, che ha il compito di affiancare il personale italiano nel difficile compito di decidere chi ha il diritto di rimanere in Europa e chi non lo ha. Tutta gente che, fino ad un mese fa, non era mai stata a Pozzallo e, forse, neanche dentro un centro di prima accoglienza.