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Giovedì 19 Luglio 2018 - Aggiornato alle 15:03
POZZALLO - 15/01/2012
Attualità - La protesta di Giuseppe Palermo, 46 anni, che ha occupato l’aula consiliare di Pozzallo

Giuseppe Palermo vive in 25 mq e cerca lavoro

Disoccupato pozzallese, divorziato e padre di due figli
Foto CorrierediRagusa.it

Venticinque metri quadri dove vivere, con una pensione di 119 euro e un affitto di 190 euro. In zona Maganuco. É la triste condizione in cui vive Giuseppe Palermo (nella foto in casa sua), il 46enne che, venerdì mattina, ha preso possesso dell´aula consiliare di palazzo La Pira, protestando, a suo dire, della mancanza di collaborazione da parte delle istituzioni per introdurlo nel mondo del lavoro. Ieri, raggiungendolo presso il suo domicilio, ha manifestato la volontà di voler continuare la sua «battaglia» anche in altre sedi. Come, ad esempio, il palazzo della Provincia, a Ragusa.

"Non mollo – ha detto Palermo – Sono stato «invitato» ad uscire da palazzo La Pira prima con le buone, poi con le cattive. Rischiando la galera, ho voluto lasciare l´ente del Comune ma non desisto sulla strada che mi ha portato alla decisione di inscenare questa protesta. Non so il giorno, ma presto tornerò a invadere pacificamente qualche palazzo comunale. Forse andrò alla Provincia. Vorrei parlare con il presidente Antoci. Ma se ci vado a mò di scampagnata – conclude Palermo – rischio di fare un viaggio a vuoto".

Al sindaco Sulsenti, venerdì pomeriggio, ha chiesto un posto qualsiasi, anche mezza giornata. "E non un posto nel pubblico – ha detto – come qualcuno ha scritto e detto". Palermo non vuole soldi, vuole soltanto lavorare e lancia un appello: "A tutti gli uomini di buona fede – dice – chiedo, ove fosse possibile, un lavoro onesto. Non chiedo uno stipendio da favola, solo quanto basta per vivere dignitosamente".

Un monolocale di venticinque metri quadri, servizi igienici, nulla più. La sola «Lola», la cagnetta che vive con Palermo, l´unica compagnia. Palermo ha «promesso» di effettuare anche uno sciopero della fame se per la fine del mese di gennaio non dovesse cambiare la situazione.

L´OCCUPAZIONE DELL´AULA CONSILIARE
"Voglio solo un lavoro". Con queste parole, Giuseppe Palermo, 46 anni, disoccupato pozzallese, divorziato e padre di due figli, due infarti solo qualche anno fa, ha occupato ieri mattina l´aula consiliare di palazzo La Pira. E´ entrato alle ore 11 di ieri mattina, ha portato con sé il proprio cane, ha posizionato i cartelli alle pareti dell´aula e si è seduto nel posto che solitamente occupa il sindaco Peppe Sulsenti durante le sedute d´Aula, chiedendo di poter interloquire con qualche assessore. Il disagio di arrivare a fine mese con 119 euro, frutto di una davvero miserrima pensione che il pozzallese percepisce ogni 30 giorni. La volontà di non starsene con le mani in mano e di voler, comunque, una occupazione nonostante la disabilità che certo non lo aiuta a trovare lavoro.

Sedici anni di lavoro in Germania, dallo scorso dicembre a Pozzallo in attesa di occupazione, Palermo aveva inoltrato all´ufficio comunale dei Servizi Sociali una richiesta per un sussidio straordinario. La documentazione errata fornita all´ente comunale ha fatto sì che la richiesta non fosse accettata. Ergo, la possibilità, assai concreta, che, per l´intero 2012, Palermo possa rimanere con soli 119 mensili. L´uomo, comunque, non si è rassegnato. Ha preso il proprio cane, la cagnetta Lola, e si è diretto a palazzo La Pira.

Alle 11,30 circa, sono giunti anche i vigili urbani e i carabinieri della locale stazione che, fino a tarda ora, hanno stazionato a palazzo La Pira in attesa di un ripensamento. "Non mi muovo da qui e sono disposto a trascorrere anche il fine settimana – dice Palermo – se non mi danno un lavoro". Alle 14, l´arrivo dei parenti e dell´anziano padre per dissuaderlo e a tornare a casa. Nulla da fare. Alle 17, l´arrivo del sindaco di Pozzallo, Peppe Sulsenti, accompagnato dall´assessore comunale ai Servizi Sociali, Guglielmo Puzzo. Una lunga chiaccherata, nella speranza di convincerlo.

Tutto inutile. Armato di telecamera "Nessuno può farmi nulla – ha detto – Appena mi trasferiscono con la forza, accendo la videocamera e filmo tutto", Palermo è parso assai risoluto nella sua protesta. "Stiamo facendo tutto il possibile – ha concluso Puzzo – per cercare di aiutarlo. La documentazione errata che il Palermo ci ha fornito non perora la sua causa".
Alle 18,15 l´epilogo. Con la minaccia di finire in galera da parte delle forze dell´ordine, Palermo si è alzato dal proprio posto e ha lasciato palazzo La Pira. "Ma non finisce qui", ha detto Palermo prima di abbandonare l´ente comunale.