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Mercoledì 18 Ottobre 2017 - Aggiornato alle 10:34 - Lettori online 1007
PALERMO - 17/02/2017
Attualità - La relazione dell’amministratore unico di Riscossione Sicilia davanti alla Commissione Antimafia

Sicilia terra di evasori, parola di Fiumefreddo

Riscossione doveva incassare 5 miliardi 700 milioni l’anno, ma fino a 2 anni fa riscuoteva solo 480 milioni Foto Corrierediragusa.it

Ventidue miliardi da riscuotere e in testa tra gli «evasori» ci sono comuni come Palermo, Catania, Messina e Gela per limitarsi a quelli più grandi. Antonio Fiumefreddo (foto), amministratore unico di Riscossione Sicilia, ha snocciolato numeri importanti davanti alla Commissione parlamentare Antimafia ed ha dipinto un quadro poco edificante della Sicilia. Riscossione Sicilia, che avrebbe dovuto incassare 5 miliardi 700 milioni l´anno, fino a due anni fa incassava solo 480 milioni ovvero l´8% di quanto avrebbe dovuto riscuotere; ora quella percentuale è salita al 14% ma, dice Fiumefreddo «siamo lontanissimi da quella che dovrebbe essere la raccolta vera".

Anche la lettura nel dettaglio della percentuale dell´8% risulta ancora più scandalosa man mano che si sale di reddito: per chi dichiarava più di mezzo milione di euro la riscossione era ferma al 3,66%. Riscossione Sicilia, che nel 2015 aveva 887 consulenze su 700 dipendenti, assunti al 75% per chiamata diretta, negli ultimi 10 anni non ha riscosso 52 miliardi di euro. Di questi, 22 miliardi sono ancora non prescritti, ma "ci siamo imbattuti in resistenze fortissime e i maggiori debitori sono i comuni, in testa Catania con 19 milioni, poi Messina, Siracusa e ultima Palermo" ha riferito Antonio Fiumefreddo alla presidente Rosy Bindi.

L’evasione non si limita, tuttavia, ad industriali, capitani di azienda, imprenditori perché ci sono anche numerosi rappresentanti tra le categorie dedite a ortofrutta, onoranze funebri, appalti, carni. Dice ancora l’amministratore di Riscossione Sicilia: "Ci sono settori infiltrati tradizionalmente da Cosa Nostra, alcuni nomi sono famigerati e in testa alle evasioni ma nessuno li ha mai cercati". A Trapani la Riscossione da più di 15 anni non riesce a nominare un responsabile, "all´ultimo hanno puntato la pistola e lasciò l´incarico".

Fiumefreddo ha poi riferito che è stato chiesto ai titolari delle piattaforme di estrazione di mostrare se avessero versato le tasse, "nessuno aveva mai chiesto loro di pagare. Quando abbiamo chiesto l´elenco delle piattaforme ci è stato risposto che non c´è. Dall´indomani non hanno consentito ai nostri ufficiali esattoriali di entrare nelle piattaforme petrolifere". E quando ha chiesto di centralizzare l´Ufficio grandi evasori, ed ha messo come responsabile dell´ufficio un dirigente di 50 anni, Mario Capitani, questi, nel luglio del 2015, si è suicidato "dopo avermi mandato messaggi in cui diceva di aver scoperto cose molte gravi. Dopo quella morte, nessuno ha voluto occuparsi di quell´ufficio».