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Giovedì 22 Febbraio 2018 - Aggiornato alle 18:44
PALERMO - 12/08/2011
Attualità - C’è la crisi, cittadini indignati, ma all’Ars nessuno se ne accorge

I privilegi della "casta": Riccardo Minardo e l´assegno alimentare

Il contributo previsto da una legge anche per chi è "impossibilitato" a partecipare ai lavori d’aula
Foto CorrierediRagusa.it

La crisi morde, i sacrifici incombono, il futuro si prospetta sempre più nero ma i privilegi restano. Sono quelli dei parlamentari che con molta resistenza cominciano a parlare di tagli alle proprie indennità ed al proprio sistema pensionistico.

I privilegi della «casta» vengono fuori come funghi appena si comincia a spulciare ed alcuni emergono come autentiche «perle». Come quella che consente ai parlamentari dell’Assemblea Siciliana di godere di un’indennità che tecnicamente viene chiamata «assegno alimentare». Ne ha goduto Fausto Fagone, Pid, arrestato e rimesso in libertà lo scorso maggio, e si pregia dello stesso trattamento Riccardo Minardo, agli arresti domiciliari da fine aprile.

Al parlamentare Mpa viene versato infatti un contributo lordo di sei mila euro mensili lordi, quasi quattromila netti, pari alla metà dell’indennità di base concessa a tutti i parlamentari regionali a prescindere dalla loro possibilità o meno di partecipare per vari motivi, come gli arresti, all’attività dell’assemblea regionale. L’assegno alimentare è stato previsto da una legge del 1990 e nel 1996 il consiglio di presidenza ne ha stabilì l’entità. La legge garantisce in pratica un minimo di assistenza a chi, a prescindere dalla sua volontà, è impossibilitato a svolgere la sua funzione.

Perlomeno fantasiosa la dicitura «assegno alimentare»; una somma cospicua per provvedere alla spesa quotidiana, alle provviste per il frigo nei momenti di forzata solitudine, siano essi tra le sbarre o nel chiuso della propria casa come è successo a Riccardo Minardo. L’Ars provvede a tutto e Raffaele Lombardo ne è, al di là di tutto, il suo officiante.