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Venerdì 14 Dicembre 2018 - Aggiornato alle 23:16
MODICA - 27/11/2018
Attualità - Domenico Quirico, inviato de "La Stampa", è stato ospite della Fondazione Val di Noto

"La responsabilità morale" nel racconto dei fatti

Essenziale ed imprescindibile la presenza del giornalista sui luoghi degli eventi Foto Corrierediragusa.it

Esserci e raccontare. Non esistono altri modi per rappresentare la realtà ed al giornalista non deve mancare la «responsabilità morale» per rispetto non solo dei suoi lettori ma soprattutto di chi e dei fatti che racconta. Domenico Quirico, inviato del quotidiano «La Stampa», è stato ospite dell’Associazione Franco Ruta e della Fondazione Val di Noto, nella chiesa di S. Paolo ed ha testimoniato il suo lavoro di un ventennio quale inviato speciale sui luoghi di guerra a cominciare dal Ruanda fino alla «primavera araba» di Tunisi passando per Mogadiscio e Libano. Domenico Quirico, intervistato da Antonio Sichera (foto), ha parlato anche di immigrazione ed ha raccontato la sua esperienza di una traversata fatta su un barcone di migranti approdato a Lampedusa dopo il salvataggio di 112 esseri umani da parte della Guardia Costiera, al largo della costa siciliana, quando il motore del barcone si era bloccato per la quarta volta e l’imbarcazione stava ormai per affondare.

Dice il testimone Quirico: «In quella circostanza capito veramente che cosa significa il viaggio verso la speranza per tanti giovani che avevo visto 24 ore prima sulla spiaggia tunisina e ai quali avevo chiesto perché affrontavano quella traversata rischiando di morire ad ogni sobbalzo di quelle carrette del mare riempite fino all’inverosimile. Ho chiesto perché, ma non ho ottenuto risposte». Non ci sono ricette, dice Quirico dall’alto della sua esperienza, per contrastare l’immigrazione. L’Europa ha il dovere di praticare quel diritto, figlio della rivoluzione illuminista, che garantisce a tutti libertà ed accoglienza. Il migrante deve essere riconosciuto nella sua dimensione di uomo.