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Giovedì 13 Dicembre 2018 - Aggiornato alle 17:36
MODICA - 24/11/2018
Attualità - Al Palazzo della Cultura in occasione dei 25 anni de "La Talpa"

Donne volitive e positive nelle storie di Viviana De Marco

L’ opera è un omaggio, un tributo all’infinità del talento femminile Foto Corrierediragusa.it

Donne di ieri e di oggi. Donne che hanno fronteggiato, con determinazione e coraggio, tabù e pregiudizi di vario genere. Donne coerenti spinte dalla passione che, grazie alla loro positività comportamentale, sono riuscite a superare difficili prove diventando così archetipi universali per tutte le altre. Sono quelle raccontate da Vittoria De Marco Veneziano, ospitato per «Gli appuntamenti del giovedì» promossi in concomitanza con le celebrazioni per il 25mo anniversario di attività della libreria La Talpa.

Nel suo libro, «Vivina, Màxima…e le altre donne», Viviana De Marco Veneziano racconta 33 donne fuori dal comune che hanno aperto la strada all’eccellenza femminile, prendendo come arco temporale di riferimento quasi mille anni, dal 1050 al 2018. E così, accanto a Trotula De Ruggiero, prima ginecologa della storia, troviamo Pina Maisano Grassi, attivista contro il racket, così come accanto a Suor Plautilla Nelli, prima pittrice fiorentina di cui si conservano opere, c’è Charlotte Salomon, pittrice ebrea uccisa ad Auschwitz. Donne di cui l’autrice racconta la storia, traccia il profilo, seguendo un ideale filo rosso che le rende tutte protagoniste per lo stesso motivo. «Molte –ha affermato De Marco Veneziano– sono state «prime» in qualcosa, altre hanno osteggiato mafie, discriminazioni e aperto la strada all’eccellenza femminile. Alcune, con tenacia, si sono opposte alle regole sociali e alle famiglie che soffocavano la loro sete di conoscenza e, altre ancora, ingiustamente dimenticate. Il mondo è pieno di tracce di questo universo femminile, di segni che attendono soltanto che qualcuno li scopra, e questo libro vuole renderne visibili alcuni».

Dice ancora l´autrice ha poi aggiunto: «Questa opera è un omaggio, un tributo all’infinità del talento femminile, un riconoscimento alla loro intelligenza, un’opera che ho voluto dedicare alle nuove, alle nuovissime generazioni affinché siano consapevoli dei contributi essenziali apportati dal genere femminile. Per vivere l’oggi e costruire il futuro è necessario avere memoria del passato. La storia, in fondo, è piena di donne le cui capacità e scoperte sono state offuscate e spesso sminuite dagli uomini. Come la storia di Mileva Maric, una delle più grandi menti femminili del suo tempo, moglie di Albert Einstein».