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Sabato 21 Luglio 2018 - Aggiornato alle 1:00
MODICA - 30/06/2018
Attualità - Un gesto d’amore e di altruismo della famiglia

Espianto multiplo di organi al "Maggiore" da paziente 57enne

I reni, il fegato ed entrambe le cornee aiuteranno altre persone a vivere meglio Foto Corrierediragusa.it

Nella nottata tra il 29 e il 30 giugno 2018, all’ospedale "Maggiore" di Modica, è avvenuto un espianto multiplo di organi, grazie a un paziente di 57 anni. La causa della morte è stata l’emorragia cerebrale. Dopo la constatazione di morte cerebrale, da parte della Commissione istituita ad hoc, i familiari del paziente hanno deciso di dare la disponibilità al prelievo degli organi. Nello specifico, i reni, il fegato ed entrambe le cornee, sono immediatamente stati rimossi e saranno destinati a trapianti urgenti. Nel corso di tutta la notte, in sala operatoria, medici, infermieri e operatori socio sanitari, in collaborazione con le equipe dell’Ismett, Centro trapianti organi della regione siciliana, si sono prodigati nel delicato compito di prelevare gli organi.

«Un infinito dispiacere, che però ha avuto dei risvolti positivi, poiché gli organi, che sono risultati essere in buono stato, serviranno a salvare altre vite e permettere a diverse persone in difficoltà di portare avanti la propria esistenza» ha dichiarato il direttore dell’Unità operativa Rosario Trombadore.

Salvatore Lucio Ficarra, Commissario dell’Asp di Ragusa, a nome dell’Azienda, porge «un ringraziamento sentito e profondo innanzitutto ai familiari, che con il loro assenso hanno permesso di dare speranze a più persone in attesa di un organo, ma un ringraziamento sentito e profondo va anche a tutto il personale delle equipe di Sala Operatoria e Rianimazione dell’ospedale Maggiore, che hanno profuso il loro impegno per portare a termine il prelievo».

Ai familiari va rivolto un pensiero di profonda gratitudine e vicinanza da parte degli Operatori Sanitari impegnati nel diffondere la cultura della solidarietà, nella certezza che il dolore per la perdita subita sarà, almeno in parte, alleviato dalla consapevolezza di aver regalato una nuova opportunità di vita a tante persone sofferenti.